sabato 17 aprile 2010

Approfondimenti dell'UCLSP/IV: la Comunione ricevuta sulla lingua e in ginocchio.

Proseguiamo la pubblicazione degli approfondimenti curati dall'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice proponendo quello sulla comunione sulla lingua e in ginocchio.


LA COMUNIONE RICEVUTA SULLA LINGUA E IN GINOCCHIO

La più antica prassi di distribuzione della Comunione è stata, con tutta probabilità, quella di dare la Comunione ai fedeli sul palmo della mano. La storia della liturgia evidenzia, tuttavia, anche il processo, iniziato abbastanza presto, di trasformazione di tale prassi. Sin dall’epoca dei Padri, nasce e si consolida una tendenza a restringere sempre più la distribuzione della Comunione sulla mano e a favorire quella sulla lingua. Il motivo di questa preferenza è duplice: da una parte, evitare al massimo la dispersione dei frammenti eucaristici; dall’altra, favorire la crescita della devozione dei fedeli verso la presenza reale di Cristo nel sacramento.

All’uso di ricevere la Comunione solo sulla lingua fa riferimento anche san Tommaso d’Aquino, il quale afferma che la distribuzione del Corpo del Signore appartiene al solo sacerdote ordinato. Ciò per diversi motivi, tra i quali l’Angelico cita anche il rispetto verso il sacramento, che «non viene toccato da nessuna cosa che non sia consacrata: e quindi sono consacrati il corporale, il calice e così pure le mani del sacerdote, per poter toccare questo sacramento. A nessun altro quindi è permesso toccarlo fuori di caso di necessità: se per esempio stesse per cadere per terra, o in altre contingenze simili» (Summa Theologiae, III, 82, 3).

Lungo i secoli, la Chiesa ha sempre cercato di caratterizzare il momento della Comunione con sacralità e somma dignità, sforzandosi costantemente di sviluppare nel modo migliore gesti esterni che favorissero la comprensione del grande mistero sacramentale. Nel suo premuroso amore pastorale, la Chiesa contribuisce a che i fedeli possano ricevere l’Eucaristia con le dovute disposizioni, tra le quali figura il comprendere e considerare interiormente la presenza reale di Colui che si va a ricevere (cf. Catechismo di san Pio X, nn. 628 e 636). Tra i segni di devozione propri ai comunicandi, la Chiesa d’Occidente ha stabilito anche lo stare in ginocchio. Una celebre espressione di sant’Agostino, ripresa al n. 66 della Sacramentum Caritatis di Benedetto XVI, insegna: «Nessuno mangi quella carne [il Corpo eucaristico], se prima non l’ha adorata. Peccheremmo se non l’adorassimo» (Enarrationes in Psalmos, 98,9). Stare in ginocchio indica e favorisce questa necessaria adorazione previa alla ricezione di Cristo eucaristico.

In questa prospettiva, l’allora cardinale Ratzinger aveva assicurato che «la Comunione raggiunge la sua profondità solo quando è sostenuta e compresa dall’adorazione» (Introduzione allo spirito della liturgia, Cinisello Balsamo, San Paolo 2001, p. 86). Per questo, egli riteneva che «la pratica di inginocchiarsi per la santa Comunione ha a suo favore secoli di tradizione ed è un segno di adorazione particolarmente espressivo, del tutto appropriato alla luce della vera, reale e sostanziale presenza di Nostro Signore Gesù Cristo sotto le specie consacrate» (cit. nella Lettera This Congregation della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, del 1° luglio 2002: EV 21, n. 666).

Giovanni Paolo II nella sua ultima enciclica, Ecclesia de Eucharistia, ha scritto al n. 61:

«Dando all’Eucaristia tutto il rilievo che essa merita, e badando con ogni premura a non attenuarne alcuna dimensione o esigenza, ci dimostriamo veramente consapevoli della grandezza di questo dono. Ci invita a questo una tradizione ininterrotta, che fin dai primi secoli ha visto la comunità cristiana vigile nella custodia di questo “tesoro”. [...] Non c’è pericolo di esagerare nella cura di questo Mistero, perché “in questo Sacramento si riassume tutto il mistero della nostra salvezza”».

In continuità con l’insegnamento del suo Predecessore, a partire dalla solennità del Corpus Domini del 2008, il Santo Padre Benedetto XVI ha iniziato a distribuire ai fedeli il Corpo del Signore, direttamente sulla lingua e stando inginocchiati.


Fonte Vatican.va

11 commenti:

Caterina63 ha detto...

La bellezza che ci veniva insegnata era questa:
leggevi una pagina come questa, breve e concisa e NON SI DOVEVA METTERLA IN DISCUSSIONE perchè bastava l'autorovelozza della sua provenienza....e ci si dava da fare per METTERE IN PRATICA quanto vi fosse sopra scritto...
PUNTO!

Oggi invece che si fa?
distribuisci questa pagina stupenda, e vedrai FARLA A PEZZI nel contenuto da preti, vescovi e teologi di turbo...senza dimenticare i liturgisti...ognuno che deve dire la propria non in modo costruttivo per vedere come metterla in pratica, NO! ma per farla a pezzi e giungere a dire che in essa vi sono contenuti errori ed inesattezze...

Ecco come siamo arrivati alla crisi...

Chissà che non si ricominci a leggere questi testi PER APPLICARLI senza fare altro...

Anonimo ha detto...

Il problema è perchè non viene imposta. Un tempo i papi imponevano, che scarrava era sanzionato.

Anonimo ha detto...

La volete sentire l'ulitma del nostro responsabile dell'ufficio Liturgico Diocesano (scuola Bugniniano -mariniana progressita noeniana):
L'latare è Cristo, per cui il tabernacolo al centro dell'latare maggiore va rimosso.
Meglio tnerlo in un cantuccio della chiesa , con una altare di nobile semplicità. Evitare uso di fiori ( una o tre rose bastano) e un lumino che indichi la presenza dell'Eucaristia.
Al contrario al centro dell'latare osserviamo una mostruosa sede , sempre dalle linee massoniche ma che richiamino la semplice bellezza dove impera il celebrante tra marmi e legni pregiati.

Anonimo ha detto...

l'anonimo delle 18,11 ha ragione! Oggi non si può imporre più niente a causa della collegialità, introdotta col CVII, se il Papa facesse il coraggioso passo di abolire le conferenze episcopali nazionali, per far tornare la Chiesa monarchica, come nella sua naturale vocazione, allora saremo a cavallo!

L'uno senza trascurare l'altro ha detto...

e ci siamo pure. Non si dimentichino però anche altri fattori sostanziali fondamentali.
Una buona Confessione, l'animo libero da ogni rancore verrso il fratello, da ogni attaccamento al peccato, e la necessaria dose di umiltà, che vuol dire non sentirsi superiore a nessuno.
Allora la comunione in ginocchio assume tutta la sua sostanzialità.
Diversamente diventà "formalità".
Dannosa perchè il Signore conosce le intenzioni del cuore.

Anonimo ha detto...

Scusami, eh, ma quelli citati dnon dovrebbero essere presupposti necessari anche per ricevere la Comunione in piedi?

rispondo ha detto...

sono i presupposti della comunione sia in piedi che in ginocchio certo.
e con quei presupposti dopo non si fa più differenza tra in piedi e in ginocchio o sulla mano.
Basta essere dignitosi e concentrati su Chi si va a ricevere.

Anonimo ha detto...

E vedere le grande leccate delle mani, e riguardare il palmo delle mani per qualche frammento e leccare nuovamente.

Che spettacolo.!
Poi naturalmente in piedi e in ginocchio ma per favore basta ste leccate.

Bisognerebbe dare delle legnate a quei vescovi che come dimostrano i fatti con scaltrezza e approfittando dell'assenza dei confratelli contrari votarono la norma per veder le grandi leccate.

Caterina63 ha detto...

bè....che l'Altare sia Cristo non v'è problema....il problema è che questo NON sostituisce il Tabernacolo....e lo ha spiegato bene il Papa più volte....

Il problema sta nell'aver messo delle novità IN SOSTITUZIONE DI....
da questa concezione errata deriva tutto il resto e perfino le false dottrine sulla Messa letta come BANCHETTO in SOSTITUZIONE DEL SACRIFICIO insegnato oramai da troppi anni come una sorta di MEMORIA e non quale Memoriale cattolicamente inteso...

Della comunione in piedi il problema è analogo:
proviamo a farci la domanda seguente: PERCHE' NON RICEVERE GESU' IN GINOCCHIO applicando alla lettera ciò che dice Paolo? nel nome di Gesù OGNI GINOCCHIO SI PIEGHI!

Se continuiamo a vedere il problema come una sorta di NORMALITA' del ricevere Gesù in piedi, perchè allora non riceverlo da seduti? perchè invece di fare quelle file lunghe non ci passiamo l'Ostia Santa fra di noi in comodi contenitori di plastica?
PERCHE' NON CI FACCIAMO LA MESSA DA SOLI?

Ho visto anch'io persone ricevere la comunione alla mano e poi NON prenderla con la mano per portarla in bocca, MA LECCARSI LA MANO PER RACCOGLIERLA...ma che senso ha?

ho visto altre che prendendo la comunione in mano la riprendevano E RIPETEVANO IL GESTO DEL SACERDOTE facendo un segno di croce con l'Ostia...

La differenza del come prendere la Comunione c'è eccome...in ginocchio ed alla bocca evita ogni creatività SUL SENSO STESSO della ricezione...

E come volevasi dimostrare:
se nel sito ufficiale del Vaticano c'è questa proposta della comunione in ginocchio come la da al Papa, chiedo a "rispondo": ma perchè contrapporsi sempre e non impegnarsi invece a mettere in pratica quel che c'è scritto?

Anonimo ha detto...

Perchè cara Caterina non si ha la volontà di imporla è dal mese di aprile del 2009 che è sul tavolo del Papa la norma per abolire la comunione sul palmo della mano è rimasta lì. Si ha paura ad imporre le leggi, come si ha paura a rimuovere i vescovi contrari al papa. Invece si fanno non so quanti incontri e quante chiacchiere per rimettere alla loro dignità i sacerdoti della F.S.P.X. del compianto Mons. M. Lefebvre.
Due pesi e due misure, SI HA PAURA.
Come per lo scandalo sei preti pedofili SI HA PAURA a rimuovere i vescoviche hanno tollerato questo scempio.

Anteo

Caterina63 ha detto...

Caro Anteo, in verità NON sarebbe una "proposta" quanto è scritto in queste pagine...

quando qui leggiamo:

In continuità con l’insegnamento del suo Predecessore, a partire dalla solennità del Corpus Domini del 2008, il Santo Padre Benedetto XVI ha iniziato a distribuire ai fedeli il Corpo del Signore, direttamente sulla lingua e stando inginocchiati.

********

in verità NON è una proposta, MA E' UNA RICHIESTA A SEGUIRE IL SUO ESEMPIO...

Il fatto è che è cambiato il linguaggio e con esso si pensava che tutto era lecito, anche pensare che ciò che dice il Papa sia una proposta quando NON lo è...
queste non sono proposte MA VERE CATECHESI, non so perchè ci si ostina a non capire, ma forse è così che doveva andare per sottolineare chi davvero seguirà il Papa e chi no...e sono sicura che i conti alla fine torneranno..
;-)