mercoledì 17 marzo 2010

Tolentino: Mons. Ferrer Grenesche sulla musica sacra


Riceviamo e con piacere pubblichiamo il testo con il quale il Rev.mo Mons. Miguel Ferrer Grenesche, Sottosegretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha introdotto la presentazione dei volumi II/1 e II/2 dell'opera
Musica e musicisti nella Basilica di San Nicola a Tolentino scritto dal Prof. Paolo Paoloni. Il convegno si è svolto Sabato 12 Dicembre 2009 nella Sala “Padre Fusconi” del Convento Agostiniano di San Nicola in Tolentino e ha visto la partecipazione di due illustri relatori: il Prof. Paolo Peretti, musicologo, docente presso il Conservatorio di Musica di Fermo e la Prof.ssa Biancamaria Brumana, musicologa, docente presso l’Università degli Studi di Perugia.



di Mons. Miguel Ferrer Grenesche


In questi giorni precedenti al Natale, nei primi Vespri della terza domenica di Avvento, domenica Gaudete, nella quale i fiori e la musica annunciano la venuta del Salvatore, ancor prima che suonino le antifone del Magnificat colme dell’ammirazione contemplativa della Santissima Vergine Maria: "O...", il vostro gentile invito mi offre la gioia di stare qui a Tolentino, nel Convento e Basilica di san Nicola, presentando questi due magnifici volumi con i quali il Professor Paolo Paoloni completa un ampio studio della "Musica ed i Musicisti nella Basilica di san Nicola di Tolentino" nel corso della storia.

È da poco, lo scorso 6 dicembre, che abbiamo celebrato la festa di un altro san Nicola, quello di Bari, protettore dell’infanzia ed annunciatore del Natale, quello che, secondo la tradizione, con la sua intercessione ottenne dal Buon Dio il dono del concepimento e della nascita del nostro san Nicola di Tolentino. Entrambi i Santi, non posso dubitarlo, saranno oggi molto contenti per questo nuovo "regalo di Natale" che sono i volumi che oggi presentiamo.

Altre persone interverranno, mettendo in evidenza, con la loro esperta conoscenza della Storia e della Musica, gli opportuni ed interessanti dati che la presente Opera ci offre nelle sue pagine. Io voglio solo constatare la FEDELTÁ che durante i secoli XIX e XX, (dei quali trattano questi volumi), hanno avuto la Città e la Basilica di Tolentino per conservare la tradizione musicale e curare la Liturgia solenne, in mezzo alle vicissitudini della storia; sempre attente agli orientamenti del Magistero su queste materie. Basti ricordare, a tal proposito, quanto in questa Opera ci è offerto per comprendere come si salva la categoria e la fama delle Musiche, così come del canto nelle solenni Celebrazioni liturgiche della festa di san Nicola, tra gli stravolgimenti politici, guerre ed invasioni del secolo XIX, con la creazione della Cappella Musicale. Non meno sottolineabile è l’accoglienza che ci mostrano queste pagine, del motu proprio di san Pio X Tra le sollecitudini e la trasformazione che si segue, a partire dallo stesso documento, durante la prima metà del secolo XX della Musica Sacra a Tolentino, con la nascita e l’età d’oro della Schola Cantorum della Basilica. E tutto questo, come ci è indicato in questa interessante lettura, senza fare a meno dei più recenti sforzi per seguire con equanimità le vere direttrici di Sacrosanctum Concilium e dell’Istruzione Musicam Sacram. Insieme al lavoro di ogni giorno, basti citare per quest’ultimo periodo alcuni degli impegni più recenti e più speciali: la Musica interpretata in occasione della peregrinazione del corpo di san Nicola, o quella che risuonò nel 25º anniversario del pontificato del papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, o durante il concerto offerto in onore di Mons. Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

Devo confessare che leggendo questi libri, specialmente il II/1, a me, non esperto riguardo alla storia di Tolentino, è venuta alla mente una domanda: perché ha avuto ed ha tanta importanza la Musica Sacra in questa Città e nella sua Basilica? E credo di aver trovato la ragione: la vita di san Nicola racconta che, "nei giorni che precedettero la sua morte, il nostro Santo ascoltava cori celestiali", Musica Divina che sembrava annunciare l’imminente culmine del suo cammino sulla terra. Così ogni anno le Musiche ed i canti della Liturgia solenne annunciano e celebrano il dies natalis di san Nicola. Non invano già sant’Agostino assicurava che nel Cielo tutto sarà "amen" e "alleluia", o come piace insegnare al Catechismo della Chiesa Cattolica, "comunione e festa" (n. 1136).

Concludo, e lo faccio PROPONENDO UNA SFIDA, sapendo che qui può essere accolta e dare frutto. Viviamo anche oggi un momento decisivo per il futuro della Musica Sacra. Un momento che deve essere di rilancio e di creazione. E questo sarà così solo se si fa a partire dalla solida base della tradizione millenaria precedente e prendendo in considerazione le ricerche e i tentativi degli ultimi anni dopo il Concilio Vaticano II ed un giudizio ponderato su di essi.

Una matura nozione teologica di ciò che è la Liturgia (la Musica Sacra è Liturgia); con una profonda e purificata nozione di partecipazione al Mistero; assimilando una convinta ermeneutica di tradizione e progresso; tutto ciò seguendo fedelmente il Magistero del nostro amato papa Benedetto XVI; si trasforma in un INVITO AI MUSICISTI per continuare, da un lato, a conservare il tesoro della Musica Sacra della Chiesa Cattolica e della nostra cultura e dall’altra a creare una nuova Musica Sacra, ispirandosi ai suoi valori permanenti. Sacra, precisamente per il suo sposalizio con l’azione di Dio, presente nelle celebrazioni della Chiesa. Una buona musica, con aperture alla partecipazione del popolo e dando anche spazio alla genialità, per raggiungere momenti di augusta sublimità, piena di bellezza. Ma soprattutto, una musica che germogli dall’ascolto di Dio, dalla contemplazione della parola Eterna e dalla gioiosa partecipazione nell’oggi dell’azione amorosa e bella di Dio che perdona e santifica il suo Popolo. Una musica che ci apra al desiderio "delle cose di lassù", che sia "pegno della gloria futura", una musica realmente "eucaristica", come quella che ascoltava nella sua mente e nel suo cuore san Nicola di Tolentino.

Grazie, ancora una volta, perché per me, alunno per undici anni in Spagna dei Padri Agostiniani, stare qui oggi significa molto. Mi ha riempito veramente di gioia trovare nella pagina 13 del primo volume di questa Opera, dedicata ai ringraziamenti dell’Autore, la gratitudine al P. Luis Marín di San Martín, Archivista dell’Archivio Generale dell’Ordine Agostiniano in Roma, mio compagno di Scuola durante l’infanzia e la gioventù, e sempre caro amico. Che gioia perché questa Opera, questo Santo e questa Città, nuovi per me, risultano allo stesso modo tanto graditi e familiari.

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