martedì 30 marzo 2010

Officium Tenebrarum a San Severo.



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Arciconfraternita dell’Orazione e Morte di N.S.G.C.

Venerdì 2 Aprile 2010 alle ore 21.00

Chiesa di Santa Maria della Pietà

San Severo
(Foggia)

OFFICIUM TENEBRARUM

Venerdì Santo, 02 aprile 2010, alle ore 21.00 presso la chiesa di Santa Maria della Pietà a San Severo (FG), sarà celebrato il rito dell’”Ufficio delle Tenebre” officiato dai Confratelli della Morte, con la partecipazione del coro “Polyphonia” di Campobasso, diretto dal maestro Michele Gennarelli.

Il rito è tratto dal Breviario dell’Ufficio Divino, come una volta era chiamata la Liturgia delle Ore. L’Ufficio delle Tenebre (Officium Tenebrarum) era il solenne MATTUTINO previsto per il triduo sacro (Giovedì, Venerdì e Sabato Santo). La celebrazione veniva detta “delle Tenebre” in ricordo degli antichi riti notturni, in relazione alle Tenebre che scesero sulla terra alla morte di Cristo, all’oscurità della morte, rievocando l’immagine della Chiesa che brancola nel buio senza il suo Dio. Prevedeva tre notturni, ciascuno dei quali costituito dalla recita di tre salmi, tre letture, tre responsorii. La chiesa, spoglia e disadorna, comunicava un profondo senso di mestizia. Fino agli inizi degli anni ’70 del secolo scorso questo rito era celebrato in tutte le chiese di San Severo, soprattutto ad opera delle confraternite impegnate nelle tradizionali liturgie della Settimana Santa, tra le quali quella dell’Orazione e Morte.

Per il prossimo Venerdì Santo, la Venerabile Arciconfraternita dell’Orazione e Morte insieme al Coro Polyphonia, proporranno un sintetico estratto del mattutino recitato il Giovedì e Venerdì sera, interpretando i celebri responsorii musicati da Tomas Luis de Victoria (1548 – 1611), nonché salmi e orazioni musicate da Gregorio Allegri (1582 – 1652), Giovanni Battista Martini (1706 – 1784) e Gregoriano. I brani letti saranno tratti da testi di San Paolo e Sant’Agostino.

Di forte immagine simbolica, il rito si svolgerà come prescritto dal Liber Usualis, e prevederà l’utilizzo del classico candelabro triangolare con 15 candele detto “saittia”, le cui candele saranno spente gradualmente alla fine di ogni canto. Il rito si conclude con il famoso “terremoto” ovvero il fragore e lo strepitio provocato dall’utilizzo di tradizionali strumenti di legno e dallo battere i breviari sul coro e sui banchi, a rievocare il fragore che scosse la terra quando Nostro Signore spirò.

Il Coro Polyphonia di Campobasso è costituito da elementi con pluriennale esperienza nazionale ed internazionale ed è impegnato principalmente nello studio ed esecuzione di opere integrali della polifonia rinascimentale, tra le quali citiamo la Missa Papae Marcelli di Giovanni Pierluigi da Palestrina e il Placntus in Martires Vulturenses del XII°secolo. Il Coro è spesso ospite della Radio Vaticana e della chiesa della S.S. Trinità dei Pellegrini a Roma dove presta servizio per le celebrazioni delle Sante Messe in rito tridentino antico officiate dai sacerdoti della Fraternità di San Pietro.

Il direttore del Coro, Maestro Michele Gennarelli, è direttore d'orchestra, compositore, critico e consulente musicale. Insegna al conservatorio di Campobasso ed ha una notevole esperienza nazionale ed internazionale in campo lirico ed orchestrale, dirigendo in numerose istituzioni teatrali italiane quali Bologna, Padova, Treviso, Genova, Grosseto, Foggia. Ha lavorato anche per la Rai e Mediaset.

L’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo di San Severo è sensibile alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio liturgico e rituale della Chiesa Cattolica nella stessa ottica di Sua Santità Benedetto XVI che, nel Suo pontificato, sta promuovendo la riscoperta della bellezza della liturgia come profonda espressione di Fede.

1 commento:

Anonimo ha detto...

mi sembra un sogno.... credevo che questo rito fosse morto per sempre.

bravi continuate così!!!