mercoledì 31 marzo 2010

L'Anima devota nei giorni Santi/5: Mercoledì Santo.

Devozione e meditazioni nella Settimana Santa.




di Pio Alberto Del Corona O.P.*


MERCOLEDI SANTO

Rammenta Anima Devota:

Nella Sacra Liturgia della mattina del Mercoledì Santo, la Santa Chiesa intreccia le profezie dei futuri dolori del Cristo, quelle specialmente di Isaia, col racconto pietoso della passione secondo l'Evangelista Luca. Alla sera hanno inizio gli "Uffizi delle tenebre" soliti recitarsi nella notte; si cantano le Lamentazioni di Geremia che piange la rovina di Gerusalemme; e nei Salmi di Davide si odono i gemiti di Gesù che narra al Padre i suoi affanni e si offre vittima di dolore e di amore.
Fra gli altri un grido si leva: è contro Giuda che usò il bacio per segnar guerra al cielo, per tradire, è questo infatti il giorno in cui Giuda patteggiò con i Giudei la vendita di Gesù per trenta denari.


Eccoci al Mercoledì Santo; tutte le fibre del cuore cristiano sono in movimento e l'anima è un tremito. Comincia l'Uffizio delle tenebre: le Lamentazioni di Geremia provocano a piangere; e David con mesti ritmi canta gli obbrobri e l'umiliazione di Gesù venuto nell'alto mare dè dolori umani.

Anime Amanti, bisogna piangere con Gesù sulle ingratitudini degli Uomini, e unirsi a Geremia che deplora le rovine di Gerusalemme, parricida del suo Messia. Anche oggi le Nazioni sono parricide, dormono nell'odio di Cristo e sono diventate già un cumulo di rovine degne delle lacrime di un Dio.
Se Gesù è immortale e beato, è Dio, e non può più piangere, piangono le Spose di Lui e lo invitano a ripararsi nel loro cuore per difenderLo dai colpi del mondo che ancora una volta lo flagella e che di nuovo lo ricrocifigge impietosamente.

Ogni Anima fedele diventi un'arpa e frema d'amore e di dolore. Il Sangue adorabile della Vittima Divina scalderà i petti e susciterà anche qualche morto nel suo tempo, a cui la Croce in questi giorni non dice nulla. Per noi la Croce è l'altare delle sanguinose Nozze, ed è la che noi sentiamo di essere amati!
Guardate Anime care, guardate Gesù che si offre vittima espiatrice, e meditate le parole di Isaia: " Oblatus est quia ipse voluit et dolores nostros ipse portavit", si è immolato perchè ha voluto e portò i nostri dolori.
Isaia 800 anni prima vede Gesù qual virgulto in arida terra, e lo mira disfatto nelle sembianze e divenuto come un lebbroso, o forse peggio.
Il Verbo di Dio dettava al Profeta il racconto dè suoi dolori, la storia delle sue Nozze di Sangue con le anime, annunciò questo Amore e dell'amore per le anime più della sua stessa vita.

Anime amanti, nel volto del Divino lebbroso, nell'ignominia del Dio percosso e umiliato, nei lividi della sua carne adorata che si fece per noi Eucarestia, mettete le anime vostre, o spose del Verbo, e nel dolore di Lui perdetevi come in un abisso.
Detestate il tradimento di Giuda, che pattuì in questo giorno la vendita del dolce Agnello e ripensate alle parole terribili di Giobbe: " Riveleranno i cieli le iniquità di Giuda e la terra si leverà fremente contro di lui nel giorno delle vendette ".

Anime fedeli, fatevi giganti dell'Amore, slanciatevi e date a Gesù i vostri baci a disfare l'onta del bacio di Giuda.
Stringete quel caro Agnello, cui il lupo morse col bacio del tradimento, e offrite al Divino Amante il vostro vergine cuore e se qualche timor sentite, alla sequela della Vergine Madre non perderete mai la strada, è proprio con Lei che nel passar per strada e così virilmente amando, passerete raccattando anime che s'eran perse per la via, ed insieme sosterete ai piè della Santa Croce.


[segue]


*Mons. Pio Alberto Del Corona O.P. Arcivescovo di Sardica, tratto da L'Anima Devota nei giorni Santi, a cura delle Suore Domenicane con Imprimatur del Vicario Generale dell'Ordine dei Predicatori fr. Petrus Tani Firenze 10.2.1913 e con l'approvazione della Curia Arcivescovile di Firenze del 15.2.1913. Si ringrazia vivamente D.A. per la preziosa trascrizione.

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