martedì 30 marzo 2010

L'Anima devota nei giorni Santi/4: Martedì Santo

Devozione e meditazioni nella Settimana Santa.




di Pio Alberto Del Corona O.P.*

MARTEDI SANTO

Ricorda Anima Devota:

La Chiesa canta nel Martedì Santo il Passio di san Marco (*) e vuole, come dice san Girolamo: "leggere e rileggere il Crocifisso".

Infatti è per questo che le Croci vengono velate, ma l'anima amante si introduce sotto quel velo e bacia piangendo le piaghe del Redentore.

Gli ultimi giorni di sua vita Gesù andò a cercare ospitalità ove sapeva di essere amato: e nei viaggi che fece il Lunedì e il Martedì al Tempio gittò tesori di luce nelle parabole, si studiò di ritrarci come in tanti quadri la fine del mondo e il secolo immortale, ove le anime che lo amano quaggiù lo incontreranno per star sempre con Lui.

Anime Amanti, invitate Gesù a fissare in questi giorni presso di voi la sua dimora; seguitelo oggi al Tempio, e ascoltate da quel divino labbro gli oracoli di vita, gli ammaestramenti di salute.
Egli parlò con veri accenti di fiamma, e la parabola delle Vergini e delle lampade, pressochè alla vigilia del tradimento e della morte, gli uscì da un cuore profondamente innamorato.

Era già avviata la Sua passione, nel predicare vagheggiava la Croce, quale talamo di sanguinose nozze, per la Sua dolce Sposa Chiesa pensò in dote i Divini Sacramenti. Parlava dell'olio della Carità , esortava a non lasciar spegnere le lampade e parlando della morte sotto forma di sonno, immediatamente indicava il cielo.

Considerate Anime Devote che l'altare vostre nozze è la santissima Croce.

E' la ch'Egli sposa a sè le Anime e le veste di sangue; e alla croce, come ad altare, portate le vostre lampade, ossia i vostri cuori accesi di fiamma d'amore ardente perchè qui dovete rifornirli dell'olio che sgorga dalle piaghe adorate.

Meditate con serena pacatezza tutti i tratti sanguinosi della Passione e, andando sotto il velo che ricopre le Croci, baciate con altrettanta passione ardente quella eterna bellezza impallidita in morte, e fate da cotale meditazione intima e penetrante spuntar fiori di sentimenti pietosi, di virili propositi, di struggimenti beati.

La Vittima Divina vi apra il tesoro immenso dè suoi dolori.
Mesta fino alla morte, vi faccia meste con sè. Vi narri come il Padre lo diede a morte per giustizia, i Giudei e Giuda per odio. Ma ancor più Egli stesso si diede, vi si offerse qual pio pellicano solo per amore, come al dire di Paolo: " Cristo amò me, e diede se stesso a morte per me, ero ancora nella corruzione del peccato e già Cristo aveva pensato a me, morì così per me "...

L'anima vostra si empia fin da oggi delle rimembranze del Golgota; salutatelo fin da ora, preparandovi con ampiezza di desideri alle scene sublimi della Passione che vi attendono, e cominciate a seppellirvi nel Cuore del vostro Sposo, perchè solamente là dentro si può capire qualcosa dei Misteri della Settimana Santa.

In quel Cuor fremente, pieno di misericordia, vicino a versar sangue ed a rompersi per abbondanza d'affetto, bisogna squagliarsi, fondersi, perdere ogni idea umana per rivestirsi di Cristo, odiare il peccato come Lui lo odiò perchè tanto lo fece soffrire, ma amare come Lui ci amò tutte le anime, creature di Dio.


Nota

(*) si tratta del Rito detto san Pio V, la Messa nella Forma Straordinaria liberalizzata da Benedetto XVI nel Summorum Pontificum con Motu Proprio del luglio 2007 dopo anni di incomprensibili divieti. Tutti i riferimenti alla Messa sono dunque da intendersi nella Forma, detta oggi, Straordinaria che fino al Concilio Vaticano II era Ordinaria.

[segue]


*Mons. Pio Alberto Del Corona O.P. Arcivescovo di Sardica, tratto da L'Anima Devota nei giorni Santi, a cura delle Suore Domenicane con Imprimatur del Vicario Generale dell'Ordine dei Predicatori fr. Petrus Tani Firenze 10.2.1913 e con l'approvazione della Curia Arcivescovile di Firenze del 15.2.1913. Si ringrazia vivamente D.A. per la preziosa trascrizione.

Nessun commento: