venerdì 26 febbraio 2010

Potenza Picena (Arcidiocesi di Fermo): costituito il gruppo stabile di fedeli legati alla S. Messa in forma straordinaria



di Andrea Carradori





Il signor Nereo, simpatico nonno, indaffarato in mille attività di volontariato, ha consegnato nelle mani del Parroco di Potenza Picena, Don Andrea Bezzini, le prime sessanta firme di fedeli che chiedono la celebrazione stabile della S. Messa nella forma straordinaria del rito romano nella bella città che si affaccia sulla costa adriatica. Si è verificato un “passa-parola”; il signor Nereo, assieme ad altri ex-chierichetti (ormai tutti nonni…), dopo la S. Messa nella forma straordinaria del 23 Gennaio scorso, con la quale il parroco ha voluto dare il via alla nuova esperienza spirituale nella sua città, ha raccolto sessanta firme, tutte rigorosamente di persone residenti nella parrocchia, prendendosi anche il compito di tener unito questo nuovo “gruppo stabile”. Sono in arrivo anche le firme di un gruppo di studenti desiderosi di approfondire l’argomento liturgico e del cantus Ecclesiae.


Il nuovo gruppo stabile di Potenza Picena ha voluto concludere la richiesta della Santa Messa nel rito romano antico con queste parole:


“La presente richiesta viene fatta in ragione dei molteplici frutti spirituali che la S. Messa celebrata secondo il Messale del 1962 porta. Non sono animato, infatti, come nessuno dei richiedenti, da alcuna critica nei confronti del Concilio Vaticano II (i cui documenti, come ebbe a dire il Card. Siri, “devono essere letti in ginocchio”) né della Riforma liturgica ad esso susseguente: vorrei avere soltanto la possibilità di partecipare alla S. Messa secondo il rito che è più vicino alla mia spiritualità”.


L’iniziativa, intrapresa dallo stesso Parroco, è divenuta ora realtà e tutto ciò certamente a lode di Dio.


La Virgo Lauretana, il cui Santuario si intravvede da Potenza Picena, certamente intercederà affinchè i desideri di queste devote e semplici persone e del loro parroco non possano essere resi vani da coloro che “si proclamano proprietari assoluti di se stessi” (Cf. Benedetto XVI, 6 Ottobre 2008).


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