lunedì 1 febbraio 2010

I prossimi appuntementi nelle Marche.

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Martedì 2 Febbraio 2010 alle ore 21.00

Santuario dell'Addolorata
Campocavallo
Osimo
(Ancona)

SANTA MESSA NELLA FORMA STRAORDINARIA
in festo Purificationis B.V. Mariae

Segue benedizione delle candele, processione e Santa Messa solenne.
All’Organo il M° Simone Baiocchi, servizio liturgico dei ministranti di Campocavallo.

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La riflessione del Papa sulla festa di domani :

L’incontro del caos e della luce

Nella quotidianità cittadina non ci si accorge quasi più che il 2 febbraio si celebra un’antichissima festa, comune alle Chiese dell’Oriente e dell’Occidente , che una volta aveva da noi una grande importanza nell’anno contadino: la Candelora.
E’ una festa in cui sono confluite diverse correnti storiche, cosicché risplende di vari colori.

L’occasione immediata è il ricordo del fatto che Maria e Giuseppe, il quarantesimo giorno dopo la sua nascita, portarono Gesù al tempio di Gerusalemme per presentare il sacrificio di purificazione prescritto.

Della scena descritta da Luca, la liturgia ha sottolineato soprattutto un aspetto: l’incontro tra Gesù Bambino e il vecchio Simeone; perciò nel mondo greco la festa ha ricevuto il nome di hypapanti, incontro. In questo stare insieme del bambino con l’anziano, la Chiesa vede raffigurato l’incontro tra il mondo pagano che va scomparendo e il nuovo inizio in Cristo, tra il tempo dell’Antica Alleanza che sta per finire e il tempo nuovo della Chiesa dei popoli.
Ciò che qui è espresso è più dell’eterno ciclo di morte e nascita: è più del fatto consolante che al declino di una generazione ne segue sempre un’altra, con nuove idee e speranze. Se così fosse, questo bambino non rappresenterebbe nessuna speranza per Simeone, ma solo per se stesso. Invece è di più: è speranza per tutti, perché è una speranza al di là della morte.

Così tocchiamo il secondo significato fondamentale che la liturgia attribuisce a questo giorno. Essa si riallaccia alle parole di Simeone, che chiama il bambino “luce per illuminare le genti”. Sulla base di queste parole si celebra il giorno liturgico come una festa delle luci. La luce calda delle candele vuol essere l’espressione evidente della luce più grande che si sprigiona in tutti i tempi dalla figura di Gesù.
A Roma la processione delle luci ha sostituito un corteo rumoroso e scatenato, il cosiddetto “amburbale”, che dalla paganità si era conservato a lungo nell’era cristiana. Il corteo pagano esprimeva elementi magici: doveva servire per purificare la città e difenderla dalle potenze cattive.

In ricordo di ciò, la processione cristiana si teneva dapprima in vesti nere e poi – fino alla riforma liturgica del Concilio – viola. Così nella processione compariva ancora una volta il simbolismo dell’incontro.

Il grido selvaggio del mondo pagano che chiede purificazione, liberazione, superamento delle potenze oscure si incontra con la “luce per illuminare le genti”, la luce tenue e umile di Gesù Cristo. Il tempo che “sta per finire”, ma che è sempre presente, di un mondo caotico, schiavizzato e schiavizzante, s’ incontra con la forza purificatrice del messaggio cristiano. Questo mi ricorda una frase del drammaturgo Eugene Ionesco, il quale, come esponente del teatro dell’assurdo, aveva levato con chiarezza il grido di un mondo assurdo e, al tempo stesso, aveva compreso sempre più che questo grido è un’invocazione a Dio. “La storia – aveva affermato, è rovina, è caos, se non è rivolta al soprannaturale”.

La processione delle luci, con le vesti scure, l’incontro simbolico che vi si verifica del caos e della luce, dovrebbe ricordarci questa verità e darci il coraggio, nello sforzo di migliorare il mondo, di non considerare il soprannaturale come una perdita di tempo,ma come l’unica via che può dare un senso al caos.

da "Le cose di lassù" © Copyright 1986-2008 - Libreria Editrice Vaticana


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Venerdì 12 Febbraio 2010

Chiesa del Sacro Cuore e San Benedetto da Norcia
(detta dei Sacconi)
via Corridoni, 19
Tolentino
(Macerata)

TAPPA DELLE QUARANTORE PARROCCHIALI

- ore 15 esposizione del Santissimo Sacramento
- ore 18 Vespri , Benedizione Eucaristica e Santa Messa presieduta dal Reverendo Prof. Padre Paul Gunter, OSB, Professore presso il Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo e Consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice
Presta servizio la Schola Cantorum “Giuseppe Bezzi” della Basilica di San Nicola.
- ore 21,30 Adorazione con preghiere proposte dall’ Azione Cattolica e dal Gruppo di Preghiera “Padre Pio”.
- ore 23 Canto delle Litanie

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Avesse un pregio questo annunzio:
- la S. Messa si celebra e non si presiede;
- la provenienza da S. Anselmo non depone a favore del "presidente";
- sull'Azione acattolica è meglio stendere un velo pietoso.
Il Carradori ce lo poteva anche risparmiare!!!

Areki ha detto...

Anche a me non sono per nulla simpatici i professori del Sant'Anselmo, la loro dottrina liturgica è quanto di più opposto a quanto si fa e si dice nei nostri asmbienti (che poi sono quelli autenticamente cattolici)

Anonimo ha detto...

La Chiesa celebra l'Eucarestia, sacrificio di Cristo e dei cristiani,che è presieduta, di volta in volta, da un sacerdote (vescovo o presbitero) che agisce "in persona Christi Capitis".
Giusto per precisare la teologia di anonimo...
don Antonio
PS: sia più tollerante vero l'Azione Cattolica; sono cristiani cattolici anche loro

Anonimo ha detto...

“Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?” (Giovanni 1:46)
Altro non aggiungo.
Firmato "Il Carradori" (come mi ha rinominato l'anonimo delle 8,30 del 2 febbraio giorno festivo nel quale sono stato praticamente impegnato dalla mattina fino alle ore 23).
Ora un amico mi ha telefonato suggerendomi di rispondere a questa mini discussione ormai "scaduta".
Andrea Carradori