giovedì 4 febbraio 2010

Festa della Purificazione della Beata Vergine Maria a Campocavallo di Osimo (AN)


di Andrea Carradori



La funzione delle nove di sera del 2 febbraio scorso nel Santuario di Campocavallo va letta come un “piccolo miracolo” della Madonna Santissima: la Chiesa era piena, ancor più che nelle Domeniche. All’esterno la temperatura oscillava fra i 2 e 3 gradi e gli amici “nordici”, i pesaresi in particolare, non sono potuti venire a causa del reale pericolo-ghiaccio: per questo stesso motivo anche dei nostri amici Sacerdoti, che avrebbero dovuto ministrare alla Messa Solenne celebrata da Padre Matteo, hanno dovuto rinunciare al lungo viaggio. C’era il pericolo che il freddo avesse “congelato” anche l’entusiasmo degli organizzatori, che avevano previsto tutto tranne il ghiaccio. La Madonna Santissima, invece, ha provveduto a mantenere alto lo zelante fervore di tutti: puntualmente alle 20,45 la chiesa si è riempita in buona parte di giovani; da dove provengano i sempre più numerosi giovani, qualcuno con tanto di messalino fra le mani, non lo sappiamo: ringraziamo solo Dio per il dono di una rinnovata gioventù alle Messe secondo la forma straordinaria! Anche il gruppo dei ministranti (che si erano informati sul da farsi studiando molto bene le rubriche) era quasi al completo: anzi si è aggiunto un altro ragazzo, Diego, che frequenta la Messa antica da un anno.


È stato rivissuto lo “spirito della Liturgia” della festa del 2 febbraio, che l’allora Cardinale Joseph Ratzinger aveva riassunto in queste suggestive frasi :


…In ricordo di ciò, la processione cristiana si teneva dapprima in vesti nere e poi – fino alla riforma liturgica del Concilio – viola. Così nella processione compariva ancora una volta il simbolismo dell’incontro. Il grido selvaggio del mondo pagano che chiede purificazione, liberazione, superamento delle potenze oscure si incontra con la “luce per illuminare le genti”, la luce tenue e umile di Gesù Cristo. Il tempo che “sta per finire”, ma che è sempre presente, di un mondo caotico, schiavizzato e schiavizzante, s’ incontra con la forza purificatrice del messaggio cristiano. Questo mi ricorda una frase del drammaturgo Eugene Ionesco, il quale, come esponente del teatro dell’assurdo, aveva levato con chiarezza il grido di un mondo assurdo e, al tempo stesso, aveva compreso sempre più che questo grido è un’invocazione a Dio. “La storia – aveva affermato – è rovina, è caos, se non è rivolta al soprannaturale”. La processione delle luci, con le vesti scure, l’incontro simbolico che vi si verifica del caos e della luce, dovrebbe ricordarci questa verità e darci il coraggio, nello sforzo di migliorare il mondo, di non considerare il soprannaturale come una perdita di tempo, ma come l’unica via che può dare un senso al caos.

da Le cose di lassù di Joseph Ratzinger

I ministranti hanno svolto un prezioso servizio; ottimo ed insostituibile quello del cantore gregorianista Lodovico Valentini, grande conoscitore della Liturgia, la cui competenza è per tutti noi un punto di sicuro riferimento. Toccante l’omelia di Padre Matteo: si è soffermato in particolare, nel giorno dedicato ai Consacrati, sul ruolo dei Religiosi e delle Religiose nella Chiesa. L’entusiasmo per una Liturgia così bella e ricca e la presenza di tanti fedeli nella chiesa ci ha fatto dimenticare di guardare, anche per un solo istante, l’orologio : È bello per noi stare qui (Mc 9, 5). Nessuno si è mosso fin quando, alle ore 23, abbiamo cantato l’antifona mariana finale Ave Regina coelorum.

Quando, la mattina successiva, i miei alunni mi hanno visto in classe più contento del solito, hanno commentato a voce alta: “Oggi il prof. è di buon umore perché è una bella giornata…”, ho replicato loro: “No, ragazzi! Perché è stata splendente la notte di ieri: una liturgia come quella che ho vissuto ieri ha un solo aggettivo: bella”. Visto che avevo in classe anche due alunni ortodossi, ho detto che mi ero sentito ancor più vicino a loro perché la festa del 2 febbraio è comune con le chiese d’Oriente.

Che il Signore, grazie alla presenza dei Francescani dell’Immacolata nella nostra amata terra marchigiana, ci doni di avere sempre più giovani accanto all’altare desiderosi di abbeverarsi alla fresca sorgente della tradizione liturgica e pronti ad imitare gli Apostoli i quali lasciate prontamente le reti, lo seguirono (Mt 4, 18-20).










4 commenti:

Anonimo ha detto...

You can put in your site the
petition to suporte the Pope?

http://www.petitiononline.com/PopeinUK/petition.html

Tank you for all your job!

God bless you!

Anonimo ha detto...

Dovrebbero finalmente prevedere un restauro dell'altare per renderlo più degno alla celebrazione orientata evitando quella baracconata delle alzatine per i candelieri. Guido

Anonimo ha detto...

è la prima cosa che ho pensato pure io vedendo le foto

Anonimo ha detto...

A mio parere in questo caso non è questione di restauro dell'altare. Basterebbe semplicemente non mettere sull'altare il dossale posticcio ed appoggiare i candelieri direttamente sulla mensa dell'altare, come fa regolarmente Mons. Guido Marini per l'altare papale e come hanno fatto i Francescani dell'Immacolata stessi in occasione delle due SS. Messe in forma straordinaria celebrate nella Basilica Lateranense nell'Aprile scorso. Le cartegloria si potranno appoggiare ai candelieri e alla croce. M.