sabato 27 febbraio 2010

Dibattito liturgico su "Famiglia Cristiana"

LA RICORRENTE TENTAZIONE DEL RITORNO AL PASSATO

Lettera di un lettore



Ho 50 anni e sono un fedele lettore, fin da ragazzo. Ho sempre apprezzato l’apertura del giornale, che sa dialogare col mondo, dando testimonianza di fede viva e gioiosa, mai bigotta e intransigente. Volevo chiedere il suo parere sul fatto che tanti giovani preti sembrano quasi pentirsi delle scelte fatte dal concilio Vaticano II. Tornano volentieri a rispolverare antichi riti, paramenti, orpelli e fronzoli preconciliari. Appena possono celebrano in latino e, dov’è consentito, con le spalle ai fedeli. Si trincerano dietro la necessità di rendere un culto più dignitoso al Signore, quasi che il latino abbia più dignità. O che il paramento ricamato e costoso renda maggiore gloria a Dio. Che senso ha tutto ciò? Come mai, proprio i sacerdoti più giovani sono quelli più “nostalgici” e rigoristi? Tra l’altro, il suo giornale non è molto amato da costoro, che lo giudicano poco “ieratico”. Sarà! Per me, continuate pure così.


PAOLO DI TORINO

Risposta del direttore della rivista, Don Antonio Sciortino:


Caro Paolo, non bisognerebbe confondere la tradizione (che è cosa buona) con il tradizionalismo (che è una degenerazione). Il Vaticano II ha portato una ventata di freschezza nella Chiesa, è stata una “primavera dello Spirito”. Indietro non si torna, nonostante il cammino di rinnovamento non sia mai facile. Chi si attacca alle inevitabili difficoltà per riproporre, con nostalgia, il passato è fuori dalla storia. Semmai, c’è da riscoprire e applicare di più il Concilio. In ogni aspetto e da tutti. A cominciare dai giovani preti, ai quali farebbe bene non solo leggere i documenti conciliari, ma anche Famiglia Cristiana.



Da Famiglia Cristiana a. LXXX, n. 7, 14 febbraio 2010, p. 11


***


L’ANGOLO DELLA SPERANZA

Lì ho scoperto la presenza di Dio


Caro Don Antonio, ho la stessa età del lettore che le ha scritto sulla tentazione di tanti giovani preti di tornare alla Chiesa anticonciliare (FC n. 7/2010). Ho una storia di conversione assai recente, grazie al giornale da lei diretto (in particolare, alle sue risposte ai lettori e ai suoi “primi piani”) e all’incontro con una comunità di monaci benedettini. Famiglia Cristiana è giunta a casa mia con un abbonamento omaggio. Dapprima la guardavo con sufficienza, poi l’ho letta con sempre più interesse. Ho scoperto una Chiesa vicina ai miei ideali di fratellanza e giustizia sociale. Una voce diversa dal perbenismo egoista e bigotto, anche tra tante persone che frequentano le comunità ecclesiali. I vostri articoli sul volontariato cristiano mi hanno aperto gli occhi sulla realtà.


Nonostante ciò, non riuscivo a mettere piede in una chiesa. L’ho confidato, un giorno, al prete che era venuto a benedire la casa. Consideravo i sacerdoti solo dei burocrati, senza più tempo e passione per amministrare i sacramenti. Sentivo il bisogno d’una spiritualità mistica, che mi coinvolgesse pienamente nel corpo, nell’anima e nello spirito. In una profonda unità con Dio. Le Messe parrocchiali mi parevano più simili a sagre paesane, rumorose e caotiche. Ho cominciato, allora, a pregare per conto mio e a leggere libri di spiritualità. Finché, per caso, non ho conosciuto una comunità di monaci benedettini in Umbria. Ho scoperto una liturgia vissuta con una tale intensità, da farmi sentire la presenza di Dio. Per me è stata una rivoluzione. Non mi sono più staccata da quel monastero. Vi torno quasi ogni mese. Ho imparato anche a cantare i salmi in gregoriano. E ho contagiato i miei amici, che mi accompagnano a pregare. Pure loro si sono appassionati al canto gregoriano. Eppure, non erano praticanti.


È avvenuto un miracolo. Non so se si tratti di un ritorno alla tradizione. Nel monastero, poi, i monaci sono tutti giovanissimi. Sarebbero un bell’esempio per i nostri “spenti” ragazzi, persi dietro esteriorità, discoteche e feste.


LETTERA FIRMATA

Da Famiglia Cristiana a. LXXX, n. 9, 28 febbraio 2010, p. 9

14 commenti:

Anonimo ha detto...

farebbe bene leggere Famiglia Cristiana?

AHAHAHAHAHAHAHAH

Quindi io che non la leggo più da 20 anni ?

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

Anonimo ha detto...

Non nascondo che anch'io ho sorriso tra me e me quando ho letto la frase con cui il direttore di "Famiglia Cristiana" chiude la sua risposta al lettore detrattore della S. Messa in forma straordinaria, ma non si può non ringraziare il Signore per il fatto che la rivista ha pubblicato, dopo la lettera non proprio benevola nei confronti della S. Messa nella forma straordinaria, la bella testimonianza di questa signora. Vediamo infatti realizzato quello che forse, a mio parere, è il compito principale della forma straordinaria: placare la grande sete di spiritualità che in questo tempo frenetico, caotico alberga nel cuore di molti. Costoro sono in ricerca, ma - come ci dice la signora - non trovano risposte adeguate nelle Messe parrocchiali. Possa allora la forma straordinaria diffondersi sempre di più in tutte le diocesi (unitamente, naturalmente, a celebrazioni secondo la forma ordinaria sobrie e conformi alle rubriche) per portare, attraverso i silenzi, il canto gregoriano e tutte le sue qualità, gli uomini del nostro tempo a Dio.

Caterina63 ha detto...

Al 50 che scrive a FC:
Tornano volentieri a rispolverare antichi riti, paramenti, orpelli e fronzoli preconciliari. Appena possono celebrano in latino e, dov’è consentito, con le spalle ai fedeli.

***

c'è solo da rispondergli che NON ha capito nulla della rivoluzione messa in atto da Benedetto XVI con il Summorum Pontificum e che non ha capito affatto che il sacerdote NON da le spalle ai fedeli...è come colui che guarda il bicchiere mezzo vuoto anzichè pieno...

Idem la risposta misera e per nulla sorprendente di
Famiglia S-Cristiana...
e quando dice:
Chi si attacca alle inevitabili difficoltà per riproporre, con nostalgia, il passato è fuori dalla storia.

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è evidente che o non ha letto il Summorum Pontificum o peggio, volutamente attacca il Papa per questa scelta giacchè Benedetto XVI scrive nel MP:

Cari Fratelli nell’Episcopato,

con grande fiducia e speranza metto nelle vostre mani di Pastori il testo di una nuova Lettera Apostolica "Motu Proprio data" sull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma effettuata nel 1970. Il documento è frutto di lunghe riflessioni, di molteplici consultazioni e di preghiera. Notizie e giudizi fatti senza sufficiente informazione hanno creato non poca confusione. Ci sono reazioni molto divergenti tra loro che vanno da un’accettazione gioiosa ad un’opposizione dura, per un progetto il cui contenuto in realtà non era conosciuto.
(...)
Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto.


esattamente il contrario di ciò che ha scritto il responsabile di FC INGANNANDO I LETTORI!

Pasquino ha detto...

Secondo me se la cantano e se la suonano... ergo, si scrivono le lettere da soli.

Fedele tradizional-benedettino ha detto...

Però è interessante la seconda lettera che parla della liturgia tradizionale vissuta dai monaci. Bisogna purtroppo dirlo. Anche a me pare che certi gruppi e certi preti amino più lo sfoggio di paramenti settecenteschi(e magari pronunciano il latino con gli accenti sbagliati) rispetto alla spiritualità liturgica intensa, tradizionale, ma molto poco "sontuosa" che si vede nei monasteri tradizionali. Secondo me è quella la "nobile semplicità" che dovrebbe tornare a diffondersi. I pizzi esagerati non stanno facendo bene alla nostra buona causa per il ritorno alla messa della tradizione. Certe leziosità di gusto francese o ricercatezze, buone per le grandi solennità, sono fuori luogo e sembrano un po' farisaiche nei giorni feriali.
E poi quante volte si assiste ancora solo a messe lette, ma abbondantemente "parate", perchè il prete non fa lo sforzo di imparare a cantare la messa?

Caterina63 ha detto...

Caro "fedel-tradizional-benedettino", non so, forse perchè sono una donna sposata e mamma che sa lavorare all'uncinetto, io tutta questa ALLERGIA per pizzi e merletti davvero non la vedo....

Sto terminando un centrino nuovo che vorrò mettere all'altarino della Madonna del Rosario che tengo in salotto, tra l'altro decora la casa, dona dignità all'altarino, lo definisco BUON GUSTO....

La nobile SEMPLICITA' per chi non lo sapesse, SONO PRIOPRIO I RICAMI, PIZZI E MERLETTI forse questa società vi sta confondendo le idee, ma quella dei merletti è detta non a caso L'ARTE POVERA perchè si faceva PER NASCONDERE il mobile vecchio e rovinato, il merletto copriva con eleganza il vestito di tutti i giorni...un sottile velo di finissimo cotone lavorato al tombolo copriva i capelli delle donne e dichiarava L'OSSEQUIO ALLA DIVINITA'...

Forse non è colpa dei pizzi e merletti, diciamo che è colpa DELL'IGNORANZA e della moda che soprattutto nelle case sostituendo i merletti con LA PLASTICA ha fatto dimenticare alle giovani l'antica e nobile arte dell'uncinetto e di altri ferri del mestiere...

Forse sarebbe il caso di rileggere con attenzione la storia prima di giudicare le INTENZIONI con le quali chierichetti e Ministri indossano questi merletti, ossequiando il Divino anche nell'esteriorità...

Infine parlando proprio di esteriorità voglio sfidare quanti accusando l'uso del pizzo per la Liturgia, nel guardare una Donna poi non si fermano ad ammirarne anche l'esteriorità...
o se davvero apprezzano certi camici usati a mo di sacco di patate portati nelle nostre parrocchie per la Messa senza più cingolo e spesso anche senza casula...
Uccidendo l'esteriorità si finisce per uccidere anche il senso dell'applicazione Liturgica con tutti i suoi significati TRINA PER TRINA, MERLETTO DOPO MERLETTO, PIZZO DOPO PIZZO...

Anonimo ha detto...

purtroppo il merletto non è più arte povera, una balza di camice ora costa circa 2000 euro

Anonimo ha detto...

Mi domando perchè tante chiacchiere, non sarebbe meglio che la Santa Sede sciogliesse i Paolini e la loro pseudo rivista?
"Fanghigla cristina".

Domanda? O si vul dare un colpo al cerchio e uno alla botte ?

Anteo

Caterina63 ha detto...

purtroppo il merletto non è più arte povera, una balza di camice ora costa circa 2000 euro

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^__^ esatto caro anonimo....per questo sottolineavo a chi è allergico al merletto di studiarsi la storia e del danno che oggi la maggiorparte delle donne non lo sappiano fare più e di fatto aumentandone il prezzo...

Quando ero ragazza le suore ci facevano fare i merletti per le tovaglie dell'altare...impara l'arte e mettila da parte che prima o poi può tornare utile...
peccato che i miei occhi non son più buoni altrimenti mi mettevo a fare pizzi e merletti per i giovani Sacerdoti, GRATIS, che cominciavano a dir Messa Antica...
^__^
ma comprendo anche chi si fa pagare, è un arte lunga e ci vogliono gli occhi buoni anche se oggi il grosso è fatto con le macchine e la mano d'opera è triplicata e il cotone buono costa... pensate che per fare un centro tavola all'uncinetto occorrono circa 40 euro di buon cotone, circa 30 euro per fare una striscia di merletto all'uncinetto da applicare alla tovaglia dell'altare (più il costo della tovaglia...) si comprendono dunque i costi se ci aggiungiamo la mano d'opera...
e pensiamo all'amore ed all'affetto intriso in questi lavori e in chi li indossa se sono camici liturgici...

e questi sono pure allergici....santa pazienza davvero!!

Anonimo ha detto...

FANGHIGLIA PAGANA non va venduta in Chiesa!

Anonimo ha detto...

Famiglia Cristiana fuori dalle Chiese! E anche dalle canoniche. Potrebbe andare bene alle feste dell'Unità (non ho ancora capito come si chiamano adesso..)

Anonimo ha detto...

Mi piace ciò che dice Caterina63. Anch'io sono una sostenitrice di pizzi e vecchi merletti. Forse gli uomini non capiscono che cosa significhino. Ho aggiustato una antica cotta tutta di pizzo a mano e devo dire che mi ha fatto un certo effetto perchè ho pensato che solo la fede e l'amore per le cose belle dedicate al sacro potevano uscire dalle abili mani di donne (monache e non) che offrivano gratuitamente il loro lavoro, vuoi per un voto vuoi per passione. Per nostro Signore il bello e il dignitoso non sono mai abbastanza. Per quanto riguarda Famiglia Cristiana io sono una vecchia lettrice che ha sospeso l'abbonamento da una quindicina d'anni vista l'aria che tirava e che, come vedo, tira ancora. Vade retro...

Extra Ecclesiam nulla salus ha detto...

Don Sciortino voterà la Bonino!!!!

dopobarba ha detto...

Confesso che non mi piace constatare che ci si lascia provocare sull’argomento liturgico. Ciascuno, in sé, raccoglie la convinzione delle sue scelte e mi piacerebbe che, al massimo, al dirrettore di FC si facesse notare che fa affermazioni categoriche con una punta di disprezzo il che non gli fa certo onore, ma nulla più. Se don Sciortino condividesse le mie idee sarei felice, se non le condivide pazienza, c’è posto per tutti anche per don Sciortino. Ma lasciarsi provocare potrebbe apparire come mancanza di convinzioni salde, la peggior cosa per coloro che non scelgono di essere tra i più.