venerdì 8 gennaio 2010

Matrimonio nella forma straordinaria a Città di Castello (PG)

Riceviamo dai nostri amici sposi e con piacere pubblichiamo alcune fotografie del loro matrimonio, celebrato lunedì 28 dicembre scorso a Città di Castello (PG) presso la Chiesa del Monastero delle Suore Francescane dell'Immacolata. Ai novelli sposi i migliori auguri della Redazione!




12 commenti:

Don Tiddi ha detto...

Se non ci vedo male, mi pare proprio che la sposa indossi... i pantaloni!!! Non mi pare sia un vestito adeguato nè all'antico nè al nuovo rito. In tanti anni di ministero non ho mai visto una cosa del genere. Scusate, ma mi pare proprio un offuscare quella femminilità che è simbolo primario della sposa-chiesa dello sposo-Cristo. I pantaloni per la sposa no, vi prego! Mi ricordo quando da giovane sacerdote le ragazze in pantaloni erano invitate a uscire dalla chiesa: non dico di arrivare a tanto, ma almeno il giorno del matrimonio. Non ci siamo: questi particolari fanno assomigliare la celebrazione purtroppo a quelle goffe pretenziosità di nobiltà dei parvenues. Non ci siamo. LA SPOSA é il principale simbolo della celebrazione insieme allo Sposo, non la pianeta ornata del sacerdote!

Anonimo ha detto...

Don Tiddi...mmmm...sono anni che frequento il mondo tradizionalista, eppure non l'ho mai sentita nominare, quindi mi chiedo chi fra noi due sia il parvenue. Avrebbe preferito una minigonna al posto dei pantaloni? Sarebbe stata più femminile? Peccato io non abbia più vent'anni e nemmeno trenta, magari avrei optato per una mise diversa, ma il vestito è stato l'ultimo dei miei pensieri, ciò che contava per me era la sacralità del rito che non credo proprio sia stata contaminata da un paio di pantaloni! Od e' forse sull'aspetto esteriore dell'abbigliamento della sposa che si può definire un matrimonio più o meno consono alla Tradizione? Fosse così, sarebbe davvero triste, ma in compenso, molto farisaico, atteggiamento che a quanto pare nemmeno Nostro Signore gradiva... Quindi non giudichi chi non conosce, è un atto superbo e autolesionista che nessuno dovrebbe fare, men che meno chi si presenta come sacerdote, ancorchè sconosciuto.
La sposa.

bubsc ha detto...

Guardate che belle cose si dicono di voi qui, che fiore di commentatori!

http://liturgia-opus-trinitatis.over-blog.it/article-una-opinione-sull-attuale-dibattito-liturgico-41773997.html

Anonimo ha detto...

@ bubsc

Che due cristiani siano convolati a nozze mediante una forma liturgica antica e venerabile, io non ci trovo proprio nulla di strano.

Ogni cattolico ha il diritto di assistere alla Messa che più gli aggrada.

Tanti auguri agli sposi!

Anonimo ha detto...

Senza offendere la sposa ma devo concordare abbastanza con il don Tiddi sopra. Non è proprio consono uno sposalizio in cui tutti e due gli sposi portano i pantaloni. E a proposito di San Paolo, non è proprio lui che insiste perchè le donne non si taglino i capelli da uomo e non si vestano come uomini, ma secondo le tradizioni ricevute? (1 cor 11,1-16)
Giacomo

Anonimo ha detto...

Ullallà. I progressisti che criticano un paio di pantaloni femminili decisamente non sconvenienti.

Antichi!

Anonimo ha detto...

dimenticavo:

auguri (agli sposi, non ai progressisti)

Giovanna Maria ha detto...

Peccato il particolare un pochino azzardato dei pantaloni, per il resto è cosa bellissima e speriamo tutti possano sposarsi così!!!

Anonimo ha detto...

Mi pare di capire che ad aver serie difficoltà ad accettare un paio di pantaloni in una sposa sian propio i progressisti.
Com'è strano il mondo. Io, pur essendo tradizionalista fino al midollo, e nelle donne preferendo le gonne ai pantaloni non ho concentrato il mio pensiero sul pantalone muliebre, ma dopo aver constatato velocemente che quel pantalone era dignitoso e irreprensibile (diverso sarebbe se non lo fosse stato), non ho avuto neppure un attimo di esitazione nell'accettarlo. e, il mio sguardo si è subito posato sul bel velo, conformemente alle prescrizioni della Parola di Dio. Un velo evidentemente usato propio per docilità alla Scrittura e non certo per semplice decorazione (come purtroppo avviene in molti matrimonii).
Ho notato poi che l'insieme pantaloni-velo è molto ma molto sobrio e ispirato a quella modestia cristiana alla quale siamo tutti chiamati, donne e uomini.

Stai a vedere che chi ha difficoltà ad essere aperto a tutto ciò che di buono o neutrale la modernità porta son propio i progressisti che della modernità han fatto un idolo.

La differenza tra noi tradizionalisti e i progressisti è propio questa: noi usiamo tutto quanto di buono o neutrale la modernità ci offre, senza farne un idolo (basti pensare alla presenza tradizionalista sul web che batte mille a uno la presenza progressista).

Loro ne fanno propio un idolo, e ciò che più nuoce è che non sanno distinguere tra modernità buona, neutra o cattiva.

W la sposa (e anche lo sposo, che meno male non s'è messo in gonna!)

Antonello

Giovanna Maria ha detto...

Caro Antonello, non per fare polemica, io ti parlo da donna: sinceramente non mi sposerei mai in pantaloni anche se vorrei una cerimonia così bella e romantica come quella espressa nelle foto. Non è questione di tradizionalisti o progressisti, lo capisci anche tu. Come non sono adatti i preti in giacca e cravatta, così non è adatta alla circostanza religiosa una sposa che non veste la gonna: "adorna come una sposa per il suo sposo". Sarò romantica e di moda tradizionalista, ma certo non progressista.
Comunque non buttiamo tutto in politica: anche la moda ha i suoi diritti!

Anonimo ha detto...

Cara Giovanna Maria, anche io, come ho già detto nel mio intervento, preferisco le donne con le gonne, e se ho questa preferenza in generale puoi immaginare se non l'ho pure per l'occasione di un matrimonio. Qundo mi sono sposato io ho espresso a mia moglie due desiderii: vederla in gonna ampia e vaporosa, senza scollature, con velo e strascico (la mia paura era di ritrovarmela propio in smoking color panna). E con un entusiasmo che non ti dico sono stato accontetato.

Questo per farti intendere i miei gusti in ordine alle cerimonie nuziali.

Detto questo, non posso e non voglio giudicare una donna se ha deciso di sposarsi in pantaloni.

Erano decenti e questo mi basta.



W questi sposi di cui parliamo.

Anonimo ha detto...

Ero presente al matrimonio e ricordo solo una cerimonia bellissima, sentita ed emozionante. I canti delle suore avrebbero fatto invidia ai cori angelici del Paradiso e tutti quanto gli invitati avevano le lacrime agli occhi dalla commozione.
Tranne gli sposi - tradizionalisti da lunghi anni e ben prima del Motu Proprio quindi non certo parvenues dell'ultima moda - nessuno degli invitati aveva mai assistito non solo a un matrimonio tridentino, ma ad una messa antica.
Alla fine della cerimonia li ho visti sorpresi, quasi sbalorditi dalla bellezza di un rito a loro sconosciuto e per questa grazia a loro concessa possiamo solo dire "grazie!" con riconoscenza agli sposi e all'Ordine Francescano dell'Immacolata. Per quanto riguarda i pantaloni...spero che la sposa, mia amica carissima, mi perdoni per quanto dirò, lei è una persona molto riservata ed educata che non ha certo bisogno di essere difesa, ma non sopporto insinuazioni critiche e maligne sul suo abbigliamento. La sua preoccupazione principale era presentarsi pronta e degna davanti a Dio per il suo matrimonio, ha preparato personalmente il velo, simbolo di umiltà e sottomissione, relegando la scelta del vestito a cinque! giorni prima della cerimonia e acquistando conseguentemente ciò che ha trovato. Anche lei avrebbe preferito una gonna, ma non la si è trovata, però a questo punto mi chiedo, era così necessaria? Il matrimonio è stato sminuito da questo insignificante particolare?
No di certo e i nuovi farisei, tutta forma ed apparenza, la smettano di criticare solo per il gusto di farlo, è ridicolmente patetico. Viva gli sposi, quindi, una bellissima coppia di tradizionalisti che tanto bene hanno fatto a tante anime, mostrando loro la bellezza del vecchio rito e del loro amore benedetto da Gesù e Maria.