venerdì 11 dicembre 2009

Il card. Canizares alla conferenza di Gubbio

Dal nostro inviato, una relazione completa ed esauriente della conferenza tenuta il 28 novembre scorso a Gubbio da card. Cañizares Llovera, Prefetto della S. Congregazione per il Culto divino, sul tema Il vero spirito della Liturgia. Il culto cattolico alla luce del magistero di Benedetto XVI.


di R. D. A.

Sabato 28 novembre, alle ore 21,15, si è tenuta presso l'Hotel Beniamino Ubaldi di Gubbio la prima conferenza italiana di Sua Em.za Rev.ma Card. Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, invitato a parlare dall'Associazione Culturale “Benedetto XVI”, in collaborazione con la rivista Il Timone (il cui direttore, Giampaolo Barra, era presente) e con la Diocesi di Gubbio (guidata da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Mario Ceccobelli, in sala assieme al predecessore Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Pietro Bottaccioli).

L'incontro è iniziato con la visione di un video che ha presentato i compiti della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e ha fornito un profilo biografico dell’oratore, il Card. Cañizares Llovera, nominato Prefetto della Congregazione appena menzionata da Papa Benedetto XVI nel dicembre 2008. In seguito hanno fatto il loro ingresso in sala il Prof. Luigi Girlanda (presidente della benemerita Associazione, già nota per altri convegni e iniziative simili) e il Card. Cañizares Llovera.

Dopo i saluti, il Cardinale ha subito introdotto il tema principale della conferenza: la Liturgia, definita “fonte e culmine” della vita cristiana ed ecclesiale dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium del Concilio Ecumenico Vaticano II, e certamente anche un importante argomento di dibattito soprattutto in questi ultimi anni. Il Prefetto ha dichiarato, in maniera semplice e lineare, che la Chiesa e l'intera umanità non possono prescindere dalla Liturgia, e che, se e quando Essa è in crisi e pericolo, è in crisi e in pericolo tutta la Chiesa.

La Liturgia (dal greco λειτουργία, ovvero “servizio per gli altri”), secondo l'insegnamento tradizionale, è il vero ed efficace servizio a Dio (di lode e glorificazione) e al prossimo (di aiuto, preghiera e santificazione), e non è una mera e semplice creazione umana, ma deriva da Cristo e dagli Apostoli stessi, dai primi Padri e dai primi cristiani. La Liturgia è l'architrave della Chiesa e, si può dire, del pontificato di Benedetto XVI che, attraverso l’Esortazione Apostolica Sacramentum Caritatis e il Motu Proprio Summorum Pontificum (entrambi del 2007), ha voluto riporre in auge l'antico principio per cui alla lex orandi corrisponde la lex credendi e quello della Liturgia intesa come vero culto a Dio e servizio a Cristo, puntando la sua attenzione sul senso del sacro, dell'adorazione, del mistero che ne sono propri.

La Costituzione del Concilio Vaticano II dedicata alla Liturgia, la Sacrosanctum Concilium (che deve essere interpretata in continuità rispetto alla tradizione precedente), è la prima nell'elenco, a significare l'importanza che la Liturgia, ovvero l'adorazione, la comunione e la partecipazione di Dio in Spirito e Verità (come indicato nel Vangelo di Giovanni), ha nella vita e nella vocazione del cristiano.

L'Eucaristia è a ragione definita fonte viva di santità, la cui unica origine è Dio; la Liturgia è stata infatti il nutrimento vivo e vero – come vivi e veri sono il Pane e il Vino consacrati – di innumerevoli persone e innumerevoli Santi: basti pensare, aggiungo io, a San Giovanni Maria Vianney e a S. Pio da Pietrelcina, a Sant'Isidoro il Contadino e al Servo di Dio Pierre Toussaint (che si alzavano prestissimo per partecipare alla Messa mattutina), ai Santi Martiri di Gorkum e a San Giovanni Maria Scolarici, martirizzati gli uni dai protestanti, l'altro dai musulmani, per la loro difesa della Messa e dell'Eucaristia; ai tanti lavoratori che si alzano presto per partecipare alla prima Messa della giornata, ai malati che trovano forza e nutrimento nel Corpo di Cristo, ai carcerati e ai poveri che ricevono Cristo da santi sacerdoti che spendono la propria vita per gli altri, alle famiglie che partecipano unite alle celebrazioni eucaristiche.

Si pone però il problema del soggetto della Liturgia: siamo noi, i singoli, la comunità, il sacerdote – certo importanti – ad essere i protagonisti, o forse protagonisti sono Dio e il Suo Agnello immolato, Gesù Cristo? La risposta non può che essere una sola: il vero e unico protagonista è Dio, e segni della Sua presenza e centralità sono l'Altare e il Crocifisso, cui tutti, comunità e sacerdote, devono guardare.

Come esposto prima, i fini ultimi della Liturgia sono da una parte il riconoscimento e la glorificazione di Dio, dall’altra la salvezza e la santificazione degli uomini: questo, in Oriente e in Occidente, dai primordi dell'era cristiana ai giorni nostri, fino alla fine del mondo, è e sarà sempre.

Se il Concilio Vaticano II era stato molto chiaro sulla Liturgia, sulla Chiesa, sull'autorità del Papa e dei Vescovi, purtroppo meno lo è stato il post-Concilio, che ha visto un’interpretazione ed un’attuazione dei dettami dei Padri Conciliari non pienamente rispondente alla loro effettiva volontà. Si sono diffusi un certo e malsano antropocentrismo (ben diverso – mi viene da dire – dall’umanesimo cristiano autentico, espresso nelle meravigliose opere di Sant'Agostino d'Ippona, San Tommaso d'Aquino, Marsilio Ficino, e ancora più diverso dall'Incarnazione e dalla Passione del Figlio di Dio, meravigliosamente chiamato Filantropo nelle splendide Liturgie Orientali) e una non piena comprensione della Sacrosanctum Concilium (che auspicava piccoli e accorti ritocchi, pur nel solco della Tradizione, non grandi modifiche): è da questo che è scaturita quell’“apostasia silenziosa” denunciata da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, e ancor prima da Paolo VI con il famoso discorso del “fumo di satana”.

Joseph Ratzinger – che incentra molto la Sua visione teologica sulla oratio rationabilis, in greco λογική λατρεία – ha lanciato una dichiarazione forte: “Sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipenda in gran parte dal crollo della Liturgia, che talvolta viene addirittura concepita etsi Deus non daretur: come se in Essa non importasse più se Dio c'è e ci parla e ci ascolta”. Infatti, il problema è questo, come esposto dal Card. Cañizares Llovera: quando è l'uomo a creare la Liturgia (luogo dell'incontro reale con Dio), il Suo vero senso si perde irrimediabilmente; purtroppo è avvenuto proprio questo in questi ultimi quarant’anni, dimenticando le dichiarazioni dei Papi e del Concilio stesso. A queste errate concezioni di Riforma e Tradizione, si sono rese necessarie un’‘Ermeneutica della continuità’ rispetto al passato, e una volontà di scoprire e condividere con tutti i cristiani il patrimonio della Liturgia, come nelle intenzioni del migliore Movimento Liturgico (nato con il Servo di Dio Prosper Guéranger e proseguito e incoraggiato da San Pio X e dal Venerabile Pio XII) e del Concilio Vaticano II stesso.

Compito della Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, fondata da Gesù su Pietro e la Sua Fede in Lui, è la trasmissione della Fede, e non si può trasmettere la Fede senza la Liturgia, centro irrinunciabile della Chiesa e di ogni altro uomo.

Benedetto XVI propone e ripropone (mi sia concesso un po' di latinorum...: Tradidi quod et accepi; ...repetita iuvant...) il Vangelo come cuore della teologia, troppo spesso ridotta a mera sociologia e psicologia, e la Liturgia come cuore della Chiesa; e la Liturgia viene identificata nella Tradizione (un regalo, un lascito dei nostri padri, che ci deriva da Gesù e dai Suoi Apostoli stessi) che, assieme alle Scritture e al Magistero vivo e vero dei Pontefici successori di Pietro, è la fonte della Verità (Nulla Veritas sine Traditione).

Con la Liturgia, l'Eucaristia e il Vangelo (cuori vivi e centri della Chiesa) si pone al centro della Chiesa e di ognuno di noi nostro Signore Gesù Cristo, e solo chi non ne ha una visione riduttiva, parziale e anche ideologica (e, quindi, come credo, bisogna fuggire da ogni progressismo come da ogni tradizionalismo) lo può comprendere, amare e trasmettere.

Nella società secolarizzata di oggi, più ancora che ieri, si è reso necessario adorare e testimoniare Dio (Somma Sapienza e Sommo Amore) e Cristo (Alpha et Omega, Principio e Fine di tutto): ricordiamoci che Gesù ha detto che si sarebbe vergognato di noi nell'Ultimo Giorno, se anche noi ci fossimo vergognati di Lui durante la vita terrena; ricordiamoci anche che il miglior modo per adorare e testimoniare Dio e Cristo sta nella Liturgia, che appunto lo mette al centro (San Bernardo di Clairvaux aveva detto: “Sappi, o cristiano, che si merita di più ascoltando devotamente una S. Messa che col distribuire ai poveri le proprie sostanze e col girare pellegrinando tutta la terra”).

Legato alla Liturgia è anche il problema dell'actuosa participatio, ovvero della partecipazione attenta e sensibile, ognuno secondo il proprio ruolo e la propria sensibilità: oggi, purtroppo, come ha affermato Benedetto XVI più di una volta (l'ultima nel discorso ai Vescovi brasiliani del settembre del 2009), si rischia la clericalizzazione dei laici e la laicizzazione dei sacerdoti, a discapito della distinzione tra laici e sacerdoti (nei Vangeli e negli Atti è molto chiara la distinzione tra Apostoli e Discepoli), uniti nella stessa missione e nella stessa Chiesa, con compiti diversi ma ugualmente degni e importanti.

Un altro problema è la concezione dell'Eucaristia come ‘solo’ Banchetto e non come anzitutto Sacrificio: che la Messa sia ‘anche’ l'Assemblea dei fedeli e la Santa Cena (questo termine non l'han certo inventato i protestanti!) è vero, ma la Messa è prima di tutto Sacrificio; il Sacrificio vivo, vero e incruento di Gesù, che su ogni Altare, in ogni Messa, si ripropone unito a quello del Calvario; ed è anzi dal Sacrificio che deriva la Cena, il Banchetto e la festa per la Resurrezione. Non c'è quindi alcuna distinzione o contraddizione, se non nelle menti di certi teologi, tra Cena e Sacrificio, e ancor di più, tra Cristo e la Chiesa.

Ricordiamoci quindi le parole dei Padri e dei Dottori: secondo San Cipriano di Cartagine, “La Liturgia è medicina per sanare le infermità ed olocausto per pagare le colpe”, e secondo San Giovanni Crisostomo “La Liturgia ha in certa maniera tanto pregio, quanto ne ebbe per le anime nostre la morte di Gesù Cristo sulla Croce”.

Ciò che Pio XII temeva e denunciava nella Mediator Dei, l'insano ‘archeologismo liturgico’, sembra quasi diventato realtà, appunto con la riduzione della Messa a sola Cena: ma, come ha opportunamente fatto notare il Cardinale, l'Ultima Cena di Gesù è il fondamento teologico (Accipite, et manducate ex hoc omnes. Hoc est enim Corpus meum...Accipite et bibite ex eo omnes. Hic est enim Calix Sanguinis mei, novi et aeterni Testamenti), non liturgico, della Messa. La Liturgia, infatti, si forma nei tempi apostolici e proto cristiani: San Paolo nelle Lettere, San Giustino nelle sue opere, e le testimonianze pittoriche distinguono chiaramente la Cena del Signore dalla Cena della comunità.

La Messa ha una dimensione tutta particolare nella preghiera: ricordiamoci che Gesù inizia la Passione, nel Cenacolo e nell'Orto degli Ulivi, pregando, così come la finisce pregando sulla Santa Croce. Anche qui non c'è contraddizione e distinzione tra Scientia, Theologia Crucis e Mysterium Paschae, come ricordato in meravigliose pagine di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e di Hans Urs Von Balthasar.

Le interpretazioni del dopo Concilio hanno portato a dare una sorta di primato alla certo importante comunità, più che a Dio (sembrerebbe così che è la comunità a fare la Liturgia, mentre invece è da Dio che essa deriva), e alla perdita del vero senso della Messa (la gloria a Dio e la salvezza per gli uomini), insieme al senso di adorazione e preghiera che prima accompagnavano tutta l'Eucaristia.

Assieme al problema della ‘concezione’ dell'Eucaristia, sta anche il problema della sua ‘ricezione’, che non può che essere adorazione e intima e vera comunione con Cristo (come sottolineato più volte dai Santi Padri e Dottori Agostino d'Ippona, Ambrogio di Milano e Massimo di Torino). La ricezione dell'Eucaristia pone la questione del comportamento e delle azioni del cristiano, nella vita (come non pensare al Papa e alla sua Sacramentum Caritatis, o allo stesso severo ammonimento di Gesù “Perchè mi chiamate Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico”?), e nella Messa ancor di più (basti pensare all'ammonimento, poi ripreso in preghiere bizantine e latine prima della somministrazione della Comunione, di San Paolo: l’Apostolo scriveva che chi riceve il Corpo e il Sangue di Cristo in maniera indegna riceve la propria condanna): e qui rientra in gioco il vivere la Messa, ovvero la tanto famosa, e abusata, actuosa participatio.

La partecipazione actuosa è libera, cosciente e fruttuosa, ma non sempre partecipare e intervenire coincidono, e anche il silenzio (segno di adorazione e rispetto) è partecipazione actuosa.

La sorgente della partecipazione è la preghiera, ovvero il parlare tra di noi e ancor di più con Dio, e l'agire cum Ecclesia: la partecipazione, quindi, non è movimento; il silenzio non è vuoto. Legata alla partecipazione è la devozione, che non può e non deve mai essere banale, superficiale, mondana, obbligata: anzi essa libera da questi difetti.

Questo è stato in sostanza l'intervento del Cardinale, seguito da un vivo e sentito applauso dei presenti; sono poi seguite alcune domande dei partecipanti, cui Sua Eminenza ha risposto in maniera puntuale ed esaustiva.

La prima domanda ha riguardato il Motu Proprio Summorum Pontificum dell'estate 2007, che ha reintrodotto la possibilità di celebrare secondo il venerabile rito detto di San Pio V. Il punto centrale della domanda riguardava le finalità del documento: atto di lungimiranza e carità papale, o modo per ricucire con i “lefebvriani”? Il Cardinal Cañizares Llovera ha detto prima di tutto che un Motu Proprio, in generale, non è un alto grado di magistero, ma in questo caso certamente lo è (si tratta di un'eccezione!). Subito dopo ha parlato della Liturgia come insieme di Comunione e Tradizione (quest'ultima, irrinunciabile e imprescindibile: pensiamo a San Vincenzo di Lerino e alla sua meravigliosa pagina sul rapporto fra Tradizione, Cattolicità e Ortodossia); e di Liturgia intesa come primato a Dio, di adorazione, lode e gloria, non come insieme di cose che noi facciamo. Ha inoltre risolto un colossale equivoco, diffuso anche tra molti sacerdoti e fedeli: il Rito detto Tridentino non è stato ‘partorito’ dal Concilio di Trento! San Pio V (che fu tra l'altro inflessibile contro le ‘incrostazioni medievali’, le stesse che alcuni liturgisti affermano a torto abbondare nel rito antico) si era limitato ad estendere alla Chiesa universale l'antico e venerabile rito che era diffuso a Roma fin da tempi antichissimi e che, nel suo nucleo fondamentale, risale a San Gregorio Magno e, a scendere, a San Damaso e a San Gelasio, ai Padri e agli Apostoli. Il Cardinale ha proseguito la risposta a questa domanda approfondendo di nuovo alcuni temi: il rapporto tra lex orandi e lex credendi e il concetto di ‘Ermeneutica della continuità’ proposto da Benedetto XVI per la lettura dei testi conciliari. Per finire, il Cardinale ha affermato che il documento pontificio è una vera e propria chiamata alla comunione (che ha la sua sorgente vera e propria nella Liturgia), e un'applicazione vera della Sacrosanctum Concilium.

Un'altra domanda ha riguardato l'Occidente e la sua crisi: come e forse ancora più che ai tempi di Pio XII e Giovanni XXIII (che avevano pensato di convocare un Concilio Ecumenico proprio per combattere la secolarizzazione e il modernismo ecclesiale), il mondo è lontano da Cristo e dalla Chiesa, la società cambia totalmente, e si diffondono ideologie anticristiane e, a dispetto del nome (‘umanesimo’), antiumane. L'umanesimo di cui si parla (e il Cardinale sa bene che cosa sta illustrando, date le vicende del suo Paese di origine, la Spagna) è totalmente male inteso, è un'ideologia lontana dall'umanesimo cristiano, poiché parte dalla contrapposizione tra Dio e uomo (come se il Padre non avesse inviato suo Figlio sulla Terra proprio per amore degli uomini che ha creato) e dalla negazione di Dio: se si nega Dio, fondamento di tutto, si nega anche la Natura stessa, così tanto acriticamente esaltata da certe scuole di pensiero. La Liturgia (dono di Cristo, non fabbricazione degli uomini), quindi, e i Santi che l'hanno amata (come San Giovanni Maria Vianney, tanto venerato dal Beato Giovanni XXIII, per il cui anniversario di morte Papa Benedetto ha indetto l'Anno Sacerdotale), sono e saranno il vero e unico antidoto ai mali di questa modernità e di questo mondo sempre più lontano da Gesù e dal suo Corpo Mistico, la Chiesa.

La domanda seguente ha riguardato la Bellezza; oggi, sembra che la Chiesa abbia perso la Bellezza, prima di tutto musicale: si veda l'abbandono progressivo del canto gregoriano. La Bellezza – aggiungo io – secondo il pensiero del grande scrittore e filosofo russo Fedor Dostoevskij, di Papa Benedetto XVI e del filologo e noto blogger Francesco Colafemmina, è incontro con Dio; non dobbiamo scordare che, secondo Dostoevskij, solo la Bellezza avrebbe salvato il mondo: e non è forse Cristo Bellezza Incarnata? Né bisogna scordare che canto e preghiera si equivalgono; come non ricordare la famosa massima attribuita a Sant'Agostino: “Chi canta, prega due volte”?

Un’altra domanda ha riguardato le voci di una ‘Riforma della Riforma Liturgica’, come si evincerebbe da numerosi testi e interventi di Ratzinger (sia da Cardinale che da Papa) e dalle anticipazioni di un giornalista italiano (Andrea Tornielli), che consisterebbe in una ‘fusione’ armonica di tre Messali: quello del 1962 (il Messale “tridentino”, attualmente in uso per la celebrazione nella forma straordinaria del rito romano), quello del 1965 (il Messale del 1962 lievemente modificato e in parte tradotto nelle lingue vernacole) e quello del 1970 (il Messale ‘moderno’ vero e proprio). Il Cardinale ha sorriso e ha detto con humour che la domanda andrebbe posta ai giornalisti, non a lui!

Veniamo ora ad una domanda molto interessante, soprattutto per la risposta. Un signore si è alzato e ha chiesto a sua Eminenza come risolvere la discrepanza (presunta) tra vita e Liturgia. Come conciliare la democrazia, l'attenzione per gli oppressi, con la Liturgia? Inutile dire che, non appena il signore in questione ha citato i teologi Rahner e Schillibeecks, in sala si sono sentiti sbuffi e mormorii di disapprovazione. Il Cardinale ha risposto in maniera ferma e puntuale, affermando che solo con la riscoperta della Liturgia (Sacrosanctum Concilium) si può riscoprire l'opzione preferenziale per i poveri (Gaudium et Spes). E' stata infine citata la Sacramentum Caritatis, in cui Papa Benedetto ha proposto il legame indissolubile tra impegno nel mondo (politica, società, cultura, famiglia) ed Eucaristia. La risposta di Cañizares Llovera – inutile dirlo – è stata seguita da un lungo e fragoroso applauso. Secondo me, il commento del Cardinale è da incorniciare: come si possono spiegare i tantissimi santi ‘sociali’, sia sacerdoti (Giovanni Maria Vianney, Giovanni Bosco, Giuseppe Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo, Vincenzo Romano, Pio da Pietrelcina) che laici (Bartolo Longo, Contardo Ferrini, Gabriel Garcia Moreno, Federico Ozanam, Giuseppe Moscati), che traevano la loro forza dalla Messa ‘antica’ (anche perché altre non ce n’erano, all'epoca…), dall'Adorazione Eucaristica, dal Rosario? Come poi non ricordare che i monaci benedettini e basiliani vivono di elemosina e di duro lavoro, ma per gli Uffici Divini indossano preziose vesti? Come non ricordare San Francesco d'Assisi, che si spogliò di tutti i suoi averi, vivendo di elemosine e abbracciando i poveri e i lebbrosi, e allo stesso tempo raccomandava la fedeltà al Papa e alla Chiesa, e l'uso di vasi sacri preziosi per la Messa? Come non ricordare il Servo di Dio Giorgio La Pira, il ‘sindaco santo’ di Firenze, tanto criticato da destra, che viveva in monastero, partecipava alla Liturgia quotidiana e, durante le tempeste del '68, raccomandava la fedeltà al Vescovo locale, criticando le Comunità di Base? Come non citare poi queste massime del Santo Curato d'Ars (“Tutte le opere buone unite assieme, non valgono il Santo Sacrificio della Messa, perché quelle sono le opere dell'uomo; mentre la S. Messa è l'Opera di Dio”) e di San Pier Giuliano Eymard (“La Santa Messa è l'atto più santo della religione, più glorioso a Dio, più vantaggioso alla nostra anima. Riceviamo forza per amare di più Dio e il prossimo, e per riuscire a perdonare”)?

La domanda successiva ha riguardato un punto dolente di questa crisi: gli abusi liturgici; che cosa può e che cosa deve fare un semplice fedele laico, di fronte agli abusi che si commettono durante la Messa? Il Cardinale ha risposto che il fedele deve operare secondo il principio evangelico della correzione fraterna, gentile e allo stesso tempo ferma (ricordato recentemente dal Vescovo di Lancaster, Patrick O'Donoghue). Egli deve prima parlare con il sacerdote che ha commesso l’abuso; se il sacerdote si mostra indisponibile, allora ricorra al Vescovo, moderatore della Liturgia nella propria Diocesi; se anche il Vescovo si mostra indisponibile, si rivolga, allora, alla Congregazione per il Culto Divino. Gli abusi liturgici si verificano o per eccessiva devozione o per mera ideologia, snaturando così l'adorazione a Dio e il servizio ai fedeli, che hanno il diritto a partecipare ad una Messa correttamente celebrata e, in caso di bisogno, a ricorrere alle autorità ecclesiastiche.

Un'altra domanda è stata fatta riguardo all'Adorazione Eucaristica: i problemi odierni riguardano la sminuita Fede nella Transustanziazione e nella Presenza Reale, e il fatto che i Tabernacoli e le Croci, spesso, nelle chiese moderne sembrano quasi essere nascosti o addirittura scomparsi. Il Cardinale ha invitato a tornare a concepire, come è sempre stato, la chiesa come luogo di adorazione e di preghiera, e nel rinvigorire la Fede nell’Eucaristia.

Le ultime due domande hanno invece riguardato la cura delle traduzioni (della Bibbia, del Messale e della Liturgia delle Ore) e l’uscita della traduzione italiana della terza edizione (risalente al 2002) del Messale Romano del 1970: Sua Eminenza ha risposto dicendo che le traduzioni ricadono sotto la responsabilità delle singole Commissioni Vaticane e delle Conferenze Episcopali nazionali.

Sia la relazione del Cardinale che le risposte alle domande a lui rivolte sono state accompagnate da lunghi e sentiti applausi. Sua Eminenza si è poi fermata a parlare e a condividere opinioni con i presenti, a farsi fotografare insieme a loro, e a benedirli.

Questo convegno, svoltosi in un clima di viva cordialità, è stato una meravigliosa occasione di incontro: la sala era gremita e numerosi erano i giovani, laici, religiosi e sacerdoti (è stato piacevole notare la presenza di un gruppo di giovani suore in abito religioso!), che hanno avuto occasione di incontrarsi e condividere idee comuni.

Si è usciti dalla sala veramente felici e fiduciosi per il futuro!

Laudetur Jesus Christus!
Ad Majorem Dei Gloriam!

29 commenti:

mic ha detto...

non mi riesce di dare credibilità ad un cardinale - che celebra in spagnolo a Porto San Giorgio intorno ad una enorme 'mensa' neocatecumenale - la cui Congregazione è stata inondata di documentate denuncie non solo degli abusi liturgici introdotti da un laico (l'iniziatore del cammino), ma anche della teologia distorta luterano-giudaizzane che caratterizza il rito

Un classico caso del "ascolta quello che dice e non guardare a quello che fa (o che non fa)"

E dire che quando è stato nominato si riponevano in lui grandi speranze di restaurazione! Finché non mi è capitato di vedere (e ascoltare) la sua performace a Porto San Giorgio, nell'enclave neocatecumenale...

Luisa ha detto...

E che cosa c`era sulla tavola-mensa ?
Il crocefisso? No.
C`era la Hanukkiah, il Candelabro ebraico a nove bracci usato per la festa di Hanukkah che ricorda la riconsacrazione da parte di Giuda Maccabeo del Tempio di Gerusalemme profanato da Antioco IV Epifane.
Effettivamente, come non essere perplessi.

Caterina63 ha detto...

Caro mic....diciamo che quella messa resta PRIVATA...confinata e con dei paletti...e che solo gli addetti ai lavori, ossia i NC possono capire...ergo per me il cardinale ha agito PRIVATAMENTE...
non ha celebrato nella mia lingua nè in latino, ergo quell'incontro non era per me di conseguenza evito di farmi il sangue amaro ^__^

Riguardo invece all'incontro, questo si UFFICIALE ED ECCLESIALE...ha per me un importanza molto più universale, ergo cattolica, pertanto ciò che ne scaturisce è davvero un programma incoraggiante che non può che darci speranza...

La relazione, dalla quale è difficile estrapolare alcune parti giacchè è davvero TUTTA illuminante, ci conduce verso il cuore della Tradizione più vera, questo mi sembra davvero molto più importante di tutto il resto...
e ci riporta anche alle parole del Papa di mercoledì all'Udienza nelle quali sottolinea due aspetti fondamentali che ben si collegano con la conferenza del cardinale Canizares:

- Cari fratelli e sorelle, mi sembra che a questo punto dobbiamo anche pensare al nostro tempo; anche oggi esiste il pericolo di ridimensionare il realismo eucaristico, considerare, cioè, l'Eucaristia quasi come solo un rito di comunione, di socializzazione, dimenticando troppo facilmente che nell'Eucaristia è presente realmente Cristo risorto - con il suo corpo risorto - ;

- "Quando sorgono controversie nella Chiesa, il riferimento al ministero petrino garantisce fedelta' alla sana dottrina e dona serenita' e liberta' interiore",

Siamo sulla buona strada...che Dio ci aiuti a mettere in pratica, ad applicare quanto abbiamo ascoltato...

^__^

mic ha detto...

il cardinale non solo ha celebrato su quella mensa senza il crocifisso, ma si è anche profuso in elogi (che ho la ventura di comprendere bene anche se non sono la mia lingua)... io mi riferivo a questo.

Per contro le nostre testimonianze e denunce non sono visionarietà né carta straccia, ma sono il grido del grande 'vulnus' presente nella Chiesa, per la quale il Signore avrà certamente preparato un rimedio, tenendo tuttavia conto che generalmente si serve di noi, che la nostra parte l'abbiamno fatta e la stiamo facendo: informare, denunciare, testimoniare la nostra fede cattolica in raffronto a molti abomini dottrinali e pragmatici. Altro non è nostro compito e nessuno di noi se lo arroga...

Normalmente ho l'attitudine a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, ma in questa circostanza e a questo riguardo, non ci riesco proprio: me lo vieta la mia intelligenza illuminata dalla fede
Mi limito a dirlo e a soffrirne; il giudizio a Colui che, solo, può salvare la Sua Chiesa (che è anche la mia)

Caterina63 ha detto...

...io credo, caro Mic che tutto ed ogni cosa si fa a suo tempo...
Non ti ho contestato nulla, la tua difensiva è inopportuna, ritengo tuttavia più importante far risaltare la Conferenza avvenuta in ambito ECCLESIALE ergo universale e per me con più valore, di una messa celebrata in una lingua a me sconosciuta e con gestualità in cui non mi ci riconosco, ergo non è un problema che mi riguarda, NON in questo contesto...^__^

Se ho un mal di pancia, cerco la medicina, evito di avvelenarmi ancora di più...ciò che è avvenuto in questa Conferenza e ciò che è stato detto è per me la medicina..
Poi in altri contesti si potrà discutere di altro, sai bene che non mi tiro indietro, ma non nascondo neppure che quando è necessario lodare Dio per doni come questo, è meglio far risaltare questo che altro...

^__^

Luisa ha detto...

E perchè la reazione di mic, chiamata difensiva da caterina, sarebbe inopportuna?
Capisco al contrario e benissimo la sua reazione.
Abbiamo tante parole, tante magnifiche parole,ma siamo giunti ad un punto in cui abbiamo bisogno di azioni, di fatti, di correzioni, di interventi chiari e forti sul terreno.
Quando una parola, per quanto bella possa essere, non è confermata nei fatti, anzi è contradetta, come poi stupirsi se il fedele ne esce sconcertato?
Come non essere sbigottito nel vedere il Prefetto della Congregazione del Culto divino, celebrare la Santa Messa su un`immensa tavola con sopra un candelabro ebreo e secondo il rituale creato da un laico ?

bedwere ha detto...

I cardinali sono i principi della Chiesa. A volte i principi si comportano da politici.

mic ha detto...

...io credo, caro Mic che tutto ed ogni cosa si fa a suo tempo...

cara Caterina,
la mia reazione non era difensiva, era semplicemente di puntualizzazione in riferimento alla tua 'nota laudatoria' sul cardinale, del quale anch'io ho apprezzato le bellissime e confortanti parole: il problema è che non mi sembrano accompagnate dai fatti, se penso che non aveva alcun disagio né osservazioni - ma anzi elogi - nel sincretistico contesto NC nel quale vengono violate 'a vista' molte norme liturgiche che non sto qui a ripetere perché le conosci.

Credo che la frase che ho quotato corrisponda ad un tuo atteggiamento prudenziale in virtù del fatto che i nc sono stati "approvati", peraltro solo dal Pontificio Consiglio dei Laici... e tuttavia, a prescindere da tutte le anomalie di questa approvazione (una per tutte: senza che ne siano ancora approvati dalla Dottrina della Fede i testi di riferimento), mi limito a dire che l'approvazione equivale a dare fiducia e dovrebbe veder attuate tutte le direttive date dal Papa: comunione ecclesiale, catechesi diocesana, umiltà... Per contro continuiamo a vedere chiusura settaria con esclusione di chi non aderisce e fagocitazione delle pastorali delle diocesi sostituite con catechesi e prassi NC, mentre gli abusi liturgici insistono e persistono... anziché intervenire e vigilare sul gregge, i Pastori forse abbagliati dai "numeri", ma senza neppur chiedersi a che prezzo (il che non è più giustificabile in ragione delle testimonianze e delle denunce che sono fioccate da ogni dove in Vaticano e nelle diocesi) elogiano e addirittura avallano con la loro presenza...

Certo a questo punto molti direbbero: non mi riguarda, non è più mio compito e abbandonerebbero il campo. Ma francamente quando vedo ferita e minacciata la Chiesa di Cristo che è la mia Chiesa e tante anime ingannate, non riesco a tacere e ritengo che il nostro compito di fedeli sia quello di testimoniare la nostra fede cattolica a fronte dei tanti abusi e storture cui siamo costretti ad assistere. Ma se il nostro cattolicesimo non viene raffrontato a ciò che lo stravolge, chi ascolta, non sempre riesce a comprendere da cosa mettersi in guardia, cioè da tutto ciò che, in definitiva, lo allontana dal Signore, perché di Lui si parla sì, ma in maniera strumentale e completamente distorta e questo purtroppo è confermato anche da testimonianze e documenti recenti.

Che dire, quindi? Se, come osserva giustamente Bedwere, i vescovi si comportano da politici, almeno noi ci comportiamo da testimoni e non mi pare ci sia una sola virgola in cui testimoniamo noi stessi o nostre opinioni, ma la nostra fede vissuta e le sue ragioni. Certo occorre farlo sempre con equilibrio e con rispetto, ma la Carità non può essere scissa dalla Verità che non possediamo, ma che amiamo e conosciamo per quanto ci è dato ora e per sempre, spero.

Purtroppo oggi serpeggia nella Chiesa l'hegeliana coincidenza degli opposti, il compromesso, la coabitazione... a questo non ho che una obiezione recentemente risuonata attraverso un illuminante testo di mons. Gherardini: "Quale accordo tra Cristo e Beliar?" (Paolo in 2Cor)

Stefano78 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Stefano78 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Stefano78 ha detto...

Dice Mic

il problema è che non mi sembrano accompagnate dai fatti

Non è così. O meglio: è vero che non sono accompagnate da "fatti" se per "fatti" intendiamo interventi DIRETTI verso certe realtà. Ma anche qui occore specificare. Cosa intendiamo per "interventi diretti"?

Ritorno a dire che, secondo me, l'intervento più diretto mai avvenuto da 40 anni a questa parte è posto in atto da Benedetto e i suoi più stretti collaboratori, tra cui figura il Cardinale.

Ebbene, il fatto che il Cardinale non abbia biasimato il CnC, a Porto San Giorgio, deriva proprio dal metodo che il Papa e i suoi fedeli collaboratori (pochi) si sono riproposti: guarire la Chiesa dall "Alto" e gradualmente.

Il CnC, giunti a quello a cui siamo giunti, si può guarire solo PARTENDO dalla Tradizione! E' questa, e non semplicemente una reprimenda o una nota disciplinare, che allo stato dei fatti potrà portare giovamento! E la Sacra Tradizione da 40 anni è stata non solo offuscata ma RIGETTATA! La gravità della situazione deve farci comprendere che quello che a noi sembra insufficiente (e forse per certi versi lo è, ma solo in una ottica IMMEDIATA) in realtà pone BASI SOLIDE per la rinascita che inevitabilmente ci sarà solo in un DOMANI a noi non noto!

In relazione ai problemi generati dalla "Liberalità" di certe realtà formalmente ecclesiali, io prego che la "regolarizzazione" della San Pio X possa quanto prima avvenire! Che c'entra? C'entra, c'entra. Basta guardare le reazioni scomposte di molti, per capire che c'entra!

Assegniamo una Parrocchia Nc alla San Pio X? Vediamo se si celebreranno ancora i Seder...

Caterina63 ha detto...

Luisa ha detto...
E perchè la reazione di mic, chiamata difensiva da caterina, sarebbe inopportuna?

************

^__^ il perchè lo si vede leggendo di come il tema invece di approfondire la stupenda relazione sulla VERA LITURGIA e dunque trarne un beneficio per noi e per chi legge... finisce per andare OT a discutere senza dubbio altri temi importanti, ma che in questo contesto suonano solo come un attacco ad un cardinale...

11 messaggi di cui solo due in riferimento al testo, comprendi? ^__^
E per altro non ho mai nascosto la mia delusione per quella messa, tuttavia è proprio in questi piccoli sprazzi di luce (QUESTA CONFERENZA PER L'APPUNTO) invece che dobbiamo approfittare per NUTRIRCI, nutrire l'anima e nutrire LA SPERANZA...

Se siamo convinti che la Battaglia contro le tenebre è un fatto COMUNITARIO a tutta la Chiesa, l'espediente più saggio e migliore ce lo fornisce prorpio questa Conferenza e le parole espresse dal cardinale in un incontro COMUNITARIO e non privato....^__^

Il resto l'ha spiegato bene anche Stefano78 che ringrazio...

Quando diciamo "sursum corda" non diciamo uno slogan tanto per dire, ma perchè crediamo fortemente che le cose possono cambiare e questa Conferenza è davvero promettente che non annulla i problemi che ci sono, ma tutto a suo tempo...

Fraternamente CaterinaLD

Luisa ha detto...

Beh, caro Stefano, dall`alto della sua posizione e della sua autorità, il card. Canizarès avrebbe già potuto concretamente imporre che quel candelabro ebreo venisse tolto dalla tavola-mensa e sostituito con i candelabri in uso nella nostra Liturgia!
Il messaggio sarebbe passato in modo diretto e concreto senza intermediari, sarebbe stato visto da tutti i neocat sui loro siti, avrebbero visto che quel simbolo ebreo, NON è accettato nella nostra divina Liturgia.
E invece che cosa hanno visto, che cosa ne avranno dedotto ? Possiamo continuare ad usare quel candelabro.
E quello è solo uno dei numerosi elementi che nulla hanno da vedere con la nostra Liturgia, ma questo Stefano, lo sai benissimo.
E come stupirci? Se in 40 anni nessuno è riuscito, o ha voluto, correggere quel rito sincretistico, se mentre il Papa aveva ordinato loro nel 2005 di adeguarsi al modo cattolico di comunicarsi, Kiko Arguello ha ordinato alle sue comunità di non cambiare niente e lottava con le congregazioni per arrivare dopo un braccio di ferro ad un vergognoso compromesso sulla Liturgia, dicendo poi sorridendo: "adesso è il Papa che deve combattere con Arinze?".
Noi possiamo solo assistere impotenti e dire, talvolta gridare, il nostro sdegno, il nostro sconcerto, la nostra incomprensione.

Luisa ha detto...

Abbiamo bisogno di COERENZA!
Abbiamo bisogno che alle parole seguano gli atti.
Abbiamo bisogno che l`autorità intervenga per correggere!
Perchè se le parole avessero avuto il loro effetto, lo sapremmo!
Invece ognuno continua nel suo angolino, ovunque nel mondo, a fare quello che vuole, a violentare la Divina Liturgia.
Le parole de cardinale sono belle e in un certo modo consolatrici, son convinta che in Congregazione stanno lavorando per intervenire sugli abusi, ma nel frattempo quegli abusi continuano, anche sotto i suoi occhi.

Stefano ha detto...

Dice Luisa

Il messaggio sarebbe passato in modo diretto e concreto senza intermediari, sarebbe stato visto da tutti i neocat sui loro siti, avrebbero visto che quel simbolo ebreo, NON è accettato nella nostra divina Liturgia.


Dici? Io dico di no. Hai letto le parole delle interviste fatte al Fondatore e presidente del CnC? Un atto del genere cosa avrebbe portato? Assolutamente NULLA. Il Fondatore del CnC è stato in grado di definire "approvazione" la Lettera correttiva, ancora in vigore perchè inattuata nella parti più importanti, scritta dal Papa per mezzo dell'ex Prefetto del Culto! E secondo te un atto "contingente" come quello che avrebbe potuto portare?

Peggio ancora se il Prefetto avesse "incrociato" le braccia e avesse rifiutato di iniziare la Messa... Abbiamo memoria di reprimende e attacchi plateali da parte del Fondatore a Vescovi e Cardinali, IN PUBBLICO, DAVANTI AI FEDELI NC! Vescovi e Cardinali definiti SENZA REMORE insensibili, "faraoni" (ad intra), incapaci di considerare il Carisma!

Atti diretti non farebbero che inasprire la tattica di "scontro" non tanto da parte della CHiesa ma da parte del CnC, con le conseguenze peggiori PER GLI ASSOCIATI. Unici a subire questa confusione, quando in buona fede.

E' triste, ma occorre considerare che la Salute delle Anime non è considerata, al giorno d'oggi, da nessuno. E' proprio il Papa che la sta considerando. Sia di quelle "ortodosse" che soprattutto di quelle non ortodosse. Finchè la nota ermeneutica della continuità non diverrà UNICA E UFFICIALE, risolvendo le contraddizioni del COncilio (speriamo nei colloqui con la San Pio X), nessuna soluzione contingente sarà definitiva. E nemmeno portarà beneficio immediato! Anzi, sarà strumento di pressione su innocenti.

Stefano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Stefano78 ha detto...

Dice ancora Luisa:

Abbiamo bisogno di COERENZA!

Come hai ragione! Ma si comincia sempre dall'inizio! Io sfido CHIUNQUE a scommettere una Lira (all'epoca) su quello che stiamo vivendo oggi, nel senso della riniascita della tradizione! Detto dieci anni fa, avrebbe scatenato non solo l'ilarità, ma anche una chiamata alla neuro deliri!
Chi avrebbe mai detto che il Rito di Sempre sarebbe stato definito per quello che è? Chi avrebbe mai detto che gli Anglicani sarebbero ri-entrati (nonostante certi prefetti..) grazie alla Tradizione? Chi avrebbe mai detto che sarebbe stata avviata la "riforma della riforma" in senso gregoriano? Ma ancora di più: chi avrebbe mai potuto immaginare, anche solo lontanamente, che la San Pio X sarebbe stata riabilitata? E chi avrebbe mai potuto immaginare che finalmente il CV II sarebbe stato valutato per quello che è: ovvero un concilio "pastorale"?

Abbiamo bisogno che alle parole seguano gli atti.
Abbiamo bisogno che l`autorità intervenga per correggere!



Questo è l'inizio della correzione, che siccome la CHiesa si chiama CATTOLICA, inevitabilmente è rivolta a tutti.

Abbiamo bisogno anche di riuscire a pazientare, anche se umanamente la pazienza ha già superato i suoi limiti. Ma la Chiesa non è nostra, è di Cristo! Lo decide Lui quando la pazienza è finita! E spero che Lui ne abbia ancora...Perchè sono convinto che la causa di questo disasto è NOSTRA! Anche dei "Giusti", perchè non abbiamo pregato ababstanza e non abbiamo fatto abbastanza penitenza

Luisa ha detto...

Peggio ancora se il Prefetto avesse "incrociato" le braccia e avesse rifiutato di iniziare la Messa... Abbiamo memoria di reprimende e attacchi plateali da parte del Fondatore a Vescovi e Cardinali, IN PUBBLICO, DAVANTI AI FEDELI NC! Vescovi e Cardinali definiti SENZA REMORE insensibili, "faraoni" (ad intra), incapaci di considerare il Carisma!

Capisco, caro Stefano, ciò che vuoi dire, ma quando scrivi una frase come quella non hai lo sgomento che ti invade?
Ma come si è potuto permettere a quell`uomo un simile comportamento, scioccante e scandaloso?
Vuol dire che la Chiesa tutta, a tutti i suoi livelli, è vittima del ricatto di Kiko Arguello è ostaggio di Kiko Arguello, ha paura di Kiko Arguello?
Ma ci rendiamo conto?
Ma se io fossi vescovo e che Arguello mi parlerebbe su quel tono, lo ascolterei e in seguito gli risponderei a dovere e lo rimetterei al suo posto!
Non si rendono conto che con i loro silenzi, o le loro complicità, stanno facendo male, non stanno prendendo cura delle anime a loro confidate prima ancora che a Arguello?
Non si rendono conto che se non correggono l`errore, gli erranti si moltiplicheranno ?

mic ha detto...

Peggio ancora se il Prefetto avesse "incrociato" le braccia e avesse rifiutato di iniziare la Messa... Abbiamo memoria di reprimende e attacchi plateali da parte del Fondatore a Vescovi e Cardinali, IN PUBBLICO, DAVANTI AI FEDELI NC! Vescovi e Cardinali definiti SENZA REMORE insensibili, "faraoni" (ad intra), incapaci di considerare il Carisma!

non c'era bisogno di non celebrare la Messa... nessuno ha chiesto niente di plateale!

bastava prendere esempio dal Papa, chiedere di fare come fa lui, esorare a mettere la Croce sull'altare (pardon, mensa) e rimanere sobrio, senza piegarsi ad angolo retto in elogi sperticati, ma purtroopo vince l'ecumenically correct di fronte alla Verità

non mi sembra che stiamo parlando come persone che "hanno perso la pazienza", Steph, penso che lo sconcerto e le domande siano ammesse e, per il resto, si va avanti con buona volontà giorno dopo giorno in base a quello che si incontra; non ci sono progettualità o atteggiamenti preconcetti di nessun genere: è solo l'amore a Cristo che ci muove... si vede che ognuno di noi lo fa in base alla sensibilità che ha e alla chiamata che ha ricevuto; per quanto mi riguarda spero di rispondere al Signore e di ricevere luce qualora mi stessi sbagliando...

Stefano78 ha detto...

bastava prendere esempio dal Papa, chiedere di fare come fa lui, esorare a mettere la Croce sull'altare (pardon, mensa) e rimanere sobrio, senza piegarsi ad angolo retto in elogi sperticati, ma purtroopo vince l'ecumenically correct di fronte alla Verità


La situazione del CnC è un unicum. Non credo che vinca il cerchiobottismo, ma credo che si conti, almeno dalla curia "sana", nella risolutività di ALTRI interventi che non quelli diretti.

Non è nè ipotizzabile, nè pensabile un GESTO. Per quanto sobrio o ineccepibile possa sembrare, tenendo conto che la "nuova estetica" non è oggetto di "revisione"! La "nuova estetica" è pre-ordinata! Chiunque venga a dire Messa! E se il Papa è stato strumentalizzato (IL PAPA), vuoi che non si possa fare anche con altri?

Il sano realismo ci fa dire proprio questo. E' cinico, forse, ma gli "elogi" non possono mancare in casa di Kiko. Già, proprio così. IN CASA DI KIKO. E' come se si "espatriasse". Capisci che intendo? Tenuto conto della pressione a vari livelli e in vari modi esercitata sulla Curia..

COme ripeto, stiamo parlando di una persona che NON SI FA REMORE ad attaccare e apostrofare chiunque gli si pone di traverso! Chiunque. E una volta "sollevato" il caso, con chi credi che farà leva se non con gli associati? Chi ci rimette sono loro. In tutto. Anche quelli "convinti". Anzi, soprattutto loro.

Davanti alla "Nuova estetica", direttamente, NON SI PUO' FARE NULLA di fruttuoso. Necessariamente, la porta aperta dovrà essere quella della Tradizione, che solo e soltanto dall'Alto potrà portare un generico refrigerio...

Riguardo la "pazienza", mi hai frainteso. Non intendo dire che manca la pazienza in quanto siamo "arrabbiati". Intendo dire che manca la pazienza in quanto siamo stanchi, sfiniti, prostrati, devastati. E' ben diverso. Non ce la facciamo più, quasi tramortiti.

Per questo, umanamente, ciò che è grande ci sembra piccolo.

Ma la Beata Madre Nostra ci ricorda che quando sembrerà tutto finito, Lei sarà con noi. Nella nostra vita privata, come nella Vita della Chiesa. Preghiamola che tutto questo finisca presto.

mic ha detto...

temo che sia appena cominciato: 40 anni di post concilio, modernismo e kikianesimo sono un tempo biblico, sufficiente a de-formare due o tre generazioni, ma nei confronti dei millenni e con la re-staurazione che avanza, confidiamo nel Signore.
Custodiamo la nostra fede e contribuiamo a diffonderla, anche se il nostro sembra in un piccolo lumicino in un mare di tenebra; ma almeno c'è, e sai quanti altri che non conosciamo, magari fiaccole e fari di luce perché la Chiesa, quella UNA SANTA è VIVA ed è da essa che attingiamo il nostro cibo spirituale, la fortezza e tutto ciò di cui abbiamo bisogno in momenti come questo!!

Caterina63 ha detto...

Caro Mic e Luisa....vedete qual'è il punto?
Voi leggete gli eventi solo alla luce di un movimento, altri spazziano a 360 gradi...

Un lettore che ora capitasse qui cercando di trovare in 21 messaggi un approfondimento al testo, ci legge invece solo un "attacco" ad un gruppo...è questo che genera poi confusione, ottusità, incomprensione...
quasi che la colpa di tutto ora fosse del cardinale che ha tenuto la conferenza e in tal modo LA PREZIOSITA' DEL TESTO va a farsi friggere...
ciò che voglio dire che alla luce di questa Conferenza, quella messa privata celebrata dallo stesso cardinale NON MI INTERESSA, non interessa a nessuno, NON ERA UN INCONTRO ECCLESIALE MA DI GRUPPO...e non può quell'evento fossilizzare questo anzi deve essere il contrario, QUESTA CONFERENZA SUPERA QUELL'EVENTO...

Non è possibile che ogni cosa un cardinale faccia, ci si finisca per scontrare nella questione NC
C'è gente che cerca altro, che vuole SCOPRIRE O RISCOPRIRE la sana Tradizione, questa Conferenza lo ha fatto, questo non cancella i problemi associati al CN ma non è questo il contesto per discuterne...

Per esempio, trovo molto importante questo passo della relazione:

Ha inoltre risolto un colossale equivoco, diffuso anche tra molti sacerdoti e fedeli: il Rito detto Tridentino non è stato ‘partorito’ dal Concilio di Trento! San Pio V (che fu tra l'altro inflessibile contro le ‘incrostazioni medievali’, le stesse che alcuni liturgisti affermano a torto abbondare nel rito antico) si era limitato ad estendere alla Chiesa universale l'antico e venerabile rito che era diffuso a Roma fin da tempi antichissimi e che, nel suo nucleo fondamentale, risale a San Gregorio Magno e, a scendere, a San Damaso e a San Gelasio, ai Padri e agli Apostoli.

è evidente che il cardinale non è a conoscenza di cosa insegnano certi catechisti del noto Cammino, ma ciò che a me interessa è che questo è stato detto da un cardinale Prefetto del Culto, mi basta...si lavori su questi passi, facciamoli nostri, divulghiamoli, APPLICHIAMOLI...il resto è nelle mani di Dio nella Chiesa e non in un cammino...

Buona Domenica e Buon Natale ^__^

Stefano78 ha detto...

si lavori su questi passi, facciamoli nostri, divulghiamoli, APPLICHIAMOLI

Sono d'accordo..

mic ha detto...

Caro Mic e Luisa....vedete qual'è il punto?
Voi leggete gli eventi solo alla luce di un movimento, altri spazziano a 360 gradi...


cara Caterina, se non sbaglio in uno degli ultimi post ho parlato di post concilio e modernismo oltre che dei NC, come vedi non ho uno sguardo focalizzato solo su di loro, e lo sai bene perché sai quante volte le nostre analisi hanno spaziato appunto a 360°, lo stesso thread in corso, partendo dai NC, perché è la nostra 'mission' e con tanto di argomenti pertineti (purtroppo, e quanto vorrei che non ci fossero!), sta proprio spaziando ben oltre..

la mia osservazione su Canizares non toglie nulla alle bellissime cose che ha detto e che condivido. Solo che sono quelle che vorrei veder REALIZZATE e non solo 'dette', perché poi nei fatti abbiamo visto cosa è successo e cosa continua a succedere.
Credo che ciunque legga questi post, sappia riconoscere che chi critica costruttivamente perché sta cercando la Verità non demolisce la Chiesa, ma cerca di contrastare l'ERRORE che la sta insidiando ormai pesantemente e dall'interno!
Io credo che sia ormai il momento di chiamare le cose col loro nome, l'ecclesially correct non credo che salvi nessuno: è "la Verità che vi farà liberi", ha detto il Signore e non credo che sia mancanza di carità esprimerla come facciamo io e mi permetto di dire anche Luisa
In ogni caso se non fosse entrato in campo il tuo "ecclesially correct", il mio commento si sarebbe rimasto un masso erratico nel mare magnum del web...

perdonami se esprimo in maniera così riduttiva quella che invece so essere la tua fede profonda e viva e il tuo grande amore per la Chiesa; ma se lo esprimo così è perché penso che la tua giusta preoccupazione alla fine possa diventarlo

mic ha detto...

quei passi, cari Stefano e Caterina, è da sempre che sono nostri e non ci stanchiamo di divulgarli, anche se non ci stanchiamo di parlare dei NC, che sono un 'vulnus' non da poco e non tutti nella Chiesa lo sanno!

mic ha detto...

Buona domenica!
Buon Natale spero faremo in tempo ad augurarcelo più in là :)

Luisa ha detto...

Sottoscrivo ogni parola di mic.
Caterina ha avuto e ha tutto lo spazio per dire la sua e commentare a modo suo le parole del cardinale.
Permetta che altri pur leggendo quelle parole, pur trovandole interessanti e condividendole, hanno una reazione più sfumata e non tanto perchè si guarda tutto attraverso un movimento che non vuol essere chiamato movimento, una critica ingiustificata quanto errata, ma perchè siamo arrivati ad un punto tale di caos liturgico e dottrinale nella Chiesa che l`urgenza si fa sentire di atti concreti, di coerenza, di correzione.
Il cardinale aveva un`occasione di correggere, di far passare un messaggio chiaro e forte a quel movimento.
Non lo ha fatto, punto e basta.
È drammatico che un cardinale, e forse anche il Papa non osino opporsi al signor Kiko Arguello per timore delle sue reazioni.
Ma scherziamo?
A questo siamo arrivati nella Chiesa?
Che caterina continui ad analizzare il discorso di Canizarès e ad esserne entusiasta, e lasci altri riceverlo in modo più nuancé, sfumato, con la memoria accesa, con le luci che si accendono e che fanno il legame con altri avvenimenti.

Stefano78 ha detto...

la mia osservazione su Canizares non toglie nulla alle bellissime cose che ha detto e che condivido. Solo che sono quelle che vorrei veder REALIZZATE e non solo 'dette',

...ci vorrà molto tempo

jonathan ha detto...

Caro Mic e Luisa....vedete qual'è il punto?
Voi leggete gli eventi solo alla luce di un movimento, altri spazziano a 360 gradi...


Direi che a mio avviso, non è affatto questo il punto. E' esattamente il contrario: si guarda un 'movimento' alla luce della Chiesa, della sua Tradizione, della sua Verità, che è oggi tradita, trafugata, offesa da più parti, e in modo assordante dal cammino nc. E' questo che si cerca di fare, senza alcuna pretesa, ma solo e proprio per amore a quella Verità. Al Vangelo, tutto intero, a 360°.
Un lettore che ora capitasse qui ... ci legge invece solo un "attacco" ad un gruppo...è questo che genera poi confusione, ottusità, incomprensione...

A mio avviso, è l'incoerenza della Chiesa e dei suoi Pastori che genera confusione e sofferenza, non il denudarla quell'incoerenza. Cosa si dovrebbe fare? Smettere di farsi domande? Insabbiare lo sgomento perché non è funzionale alla strategia della pazienza? Forse. Ma la strategia, a mio avviso, non appartiene alla grammatica del quotidiano amare e servire il Signore.