lunedì 9 novembre 2009

Le Marche, terra delle armonie: il Rinascimento culturale a Macerata.

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di Andrea Carradori

Padre Matteo Ricci S J (Macerata 6 ottobre 1552Pechino, 11 maggio 1610) è stato uno dei più grandi missionari della Compagnia di Gesù : ottimo matematico e cartografo ha contribuito in maniera particolare all’evangelizzazione della grande Cina.

Qualche volta qualcuno prova a togliergli l’attributo ecclesiastico di "Padre" per renderlo “laico” quindi più “ accessibile “ al plauso mondano.

Una “vista innocente” a cui ha posto pronto rimedio l’intelligenza del giovane Vescovo di Macerata SER Mons. Claudio Giuliodori.

Il Servo di Dio Padre Matteo Ricci S J , religioso e missionario è una delle glorie della Diocesi di Macerata ed il suo centenario fa parte delle commemorazioni della Diocesi.

Dalla Sede Vescovile, in perfetta sinergia con il Comitato organizzativo, sono scaturite difatti le iniziative di carattere internazionale : i convegni, le pubblicazioni e le mostre : è stata inaugurata il 29 ottobre nel braccio di Carlo Magno in Vaticano LA CINA AL TEMPO DI PADRE MATTEO RICCI curata, nell’allestimento, da Pier Luigi Pizzi, Direttore Artistico dello Sferisterio.

Nel nome della cultura religiosa è stata annullata una specie di sudditanza ideologica e culturale dei cattolici maceratesi nei confronti del mondo “laico” .
Il Vescovo Giuliodori e la Diocesi hanno destato dal lungo sonno , che durava dal dopo-Concilio, i cattolici maceratesi organizzando le file dei credenti, con un ruolo nella società, impegnandoli attivamente nel nome della cultura e dell'identità cattolica.
Il post-concilio aveva disperso anche nella mia Regione le tante e gloriose schiere di cattolici “impegnati” ora la cultura cattolica ha fatto rialzare la testa ai maceratesi riaccendendo l'orgoglio dell'appartenenza comune alla fede dei padri , che pure aveva toccato l'apice di eroismo nella gloriosa insorgenza anti-francese del 1799 .

A sugellare questo mutato scenario la decisione del Consiglio di Amministrazione dell’ Arena Sferisterio di Macerata che ha deciso il titolo della stagione lirica del 2010 : “A maggior gloria di Dio” , dedicata cioè all’evento della celebrazione dei 400 anni della morte di Padre Matteo Ricci .

Questa è solo una tappa del nuovo rinascimento maceratese, nel nome della cultura religiosa, che stiamo vivendo grazie all'opera di Mons. Giuliodori.

Avevamo già osservato, con profonda ammirazione, altre iniziative del Vescovo Giuliodori : dall’Oratorio “Resurrexi”, nella stagione lirica del 2008, alla presentazione presso l’Università di Macerata del regesto delle opere d’arte diocesane, alla stampa e la presentazione del volume sulla storia della Madonna della Misericordia, Patrona principale della Diocesi.

L’apoteosi di tanto dinamismo culturale sarà l’esecuzione nella stupenda e restaurata chiesa di San Giovanni, già appartenente ai Gesuiti di Macerata, del Vespro della Beata Vergine Maria di Claudio Monteverdi il 29 luglio 2010.
In chiusura vorrei ricordare una storica iniziativa della Diocesi di Macerata, che sana le dolorose ferite provocate dalle confische sabaude susseguenti la conquista delle Marche da parte dei Piemontesi.

Sono stati acquistati i locali, nel frattempo diventati privati, dell’Abazia di Rambona, nel territorio di Pollenza.

Una volta restaurati i locali restituiranno la Chiesa abbaziale nella sua integrità : dopo 170 anni si potrà rivedere la navata così come la volle far costruire la regina longobarda Ageltrude nell’ 891.

Tutto questo sarebbe stato impossibile senza la decisiva e competente opera di Mons. Giuliodori.

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