lunedì 5 ottobre 2009

Siena: requiem straordinario per i caduti di Kabul.

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Con il consenso di S.E. Rev.ma Mons. Arcivescovo,
in accordo con il Comando del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”,
che invierà una rappresentanza ufficiale,

la Milizia del Tempio – Ordine dei poveri Cavalieri di Cristo,
il Gruppo Scout Valdelsa “Alberto d’Albertis”
i Fedeli di Siena legati all’antica liturgia latina

comunicano che

Giovedì 15 Ottobre alle ore 18,30
Chiesa di San Donato
piazza dell’Abbadia
Siena

SANTA MESSA PRO DEFUNCTIS NELLA FORMA STRAORDINARIA
in suffragio dei Paracadutisti della Folgore caduti a Kabul
nel trigesimo del loro sacrificio

con l’invito ad unirsi alla preghiera di suffragio.

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R.I.P.

5 commenti:

bedwere ha detto...

Ottima iniziativa. Temo pero` che questo rafforzera` nella mente di alcuni l'impressione (per me ripugnante) che la s. Messa straordinaria sia la Messa di una certa parte politica. Al momento opportuno, perche' non offrire anche un Requiem ai lavoratori morti per infortuni sul lavoro? Niente rivendicazioni politiche: solo preghiere per i morti, che perdono qualsiasi colore quando muoiono, mentre la preghiera rimane e giova a loro e giova ai vivi.

Daniele ha detto...

I soldati appartengono a una sola parte politica?

bedwere ha detto...

Lo chiedi a me? Non e` chiaro quello che ho scritto? Ho detto nella mente di alcuni, non nella mia. A me non interessa un tubo della politica italiana. A me interessa la Messa di sempre. Fatela celeebrare anche per chi non e` para` della Folgore ma e` morto facendo quello che credeva fosse il suo dovere.

Daniele ha detto...

Ciò che hai scritto è chiarissimo, come pure il tuo pensiero, che hai più volte espresso su questo ed altri spazi internet e che mi trova perfettamente d'accordo. La mia era una domanda provocatoria. A mio avviso la deplorevole tendenza italiana (ma non solo italiana) di associare un fatto o un'opinione su un fatto ad una sola parte politica è deleteria e non va in alcun modo assecondata. Neppure tramite riferimenti alla "par condicio", che rischiano di essere interpretati come una specie di "excusatio non petita". Per fortuna la stragrande maggioranza dei fedeli italiani legati all'antica tradizione liturgica tiene ben separata l'appartenenza religiosa da quella politica. I rarissimi casi di commistione sono stati immediatamente individuati ed isolati. Io sono quindi dell'idea di agire secondo il detto "male non fare, paura non avere". Se poi alcuni interpreteranno in modo strumentale un'azione in sé buona e lodevole, peggio per loro. L'avrebbero fatto in qualunque caso. E scusami se la mia domanda è apparsa offensiva.

bedwere ha detto...

Non mi sono offeso: ci saremmo capiti meglio di persona piuttosto che in questo modo. Purtroppo i tradizionalisti sono un po' come la moglie di Cesare, che egli ripudio` anche se innocente.