martedì 20 ottobre 2009

Reggio Emilia: pesci di cartoncino nella Messa, "sintesi efficace" o decadimento del simbolo?

Un nostro prestigioso ed affezionato lettore porta alla nostra attenzione un'iniziativa para-liturgica della Diocesi di Reggio Emilia che conferma il progressivo e inavvertito decadimento del simbolo liturgico. Pesciolini di carta nella rete, per rappresentare il titolo del nuovo anno pastorale: "Comunicare la fede: verso nuove relazioni ecclesiali".


liturgical web

di Edoardo Tincani


Sono la testimonianza più visibile che il pomeriggio di domenica 11 ottobre anima la Cattedrale reggiana all'inizio della liturgia di mandato agli operatori pastorali presieduta dal Vescovo. I significati di quest'appuntamento si sommano e si rimandano tra loro: è il momento conclusivo della Convocazione diocesana, nella giornata che la nostra Chiesa dedica ad Avvenire e ai mezzi di comunicazione sociale; si fa memoria del Beato Giovanni XXIII, del giorno dell'apertura del Concilio Vaticano II (1962) e degli 80 anni di presenza a Reggio Emilia delle Figlie di San Paolo.

Ma la sintesi più efficace restano quelle sagome di cartoncino a forma di pesce, su cui ciascuno dei presenti ha completato di suo pugno una frase, prima di depositarle ai piedi dell'altare. La rete è immagine antica della Chiesa secondo i Padri, ma è pure un simbolo attualissimo: basti pensare alla Rete digitale, il web, che connette ogni giorno milioni di persone. E l'anno pastorale che oggi si apre ufficialmente, sotto il titolo "Comunicare la fede: verso nuove relazioni ecclesiali", vuole proprio paragonare la comunità dei fedeli ad una rete di persone in rapporto di comunione e fraternità.[...]

Fonte

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Allora...... che la smettano con tutte queste sciocchezze. la gente si allontana ancora di più.

Giorno di prima comunione. Assistiamo che all'altare, pardon mensa, vengono incollate tante stelle quanti sono i bambini. Era necessario tanto spettacolo di stampo "sorcini" che rimandanoa i concerti di Renato Zero?

Anonimo ha detto...

PATETICO!

Anonimo ha detto...

Il curato della mia parrocchia "territoriale" ha fatto di peggio: per spiegare ai bambini la vocazione degli apostoli pescatori di uomini si presentò all'omelia con una canna da pesca a cui i fanciulli attaccavano pesciolini e apostolini di carta.
Va da sé che la lenza si sia intrigata nel microfono tra gli sghignazzi di alcuni e lo sdegno di altri.

Ichtys ha detto...

Al di là delle invenzioni, per così dire, folkloristiche che fioriscono or qua or là in Italia e altrove, occorrerebbe secondo me mettersi seriamente a riflettere su ciò che queste "invenzioni" esprimono, e cioè una radicale incapacità di usare ancora, nel mondo moderno, il linguaggio simbolico: che è poi il muro maestro non solo della liturgia, ma della comunicazione nel suo insieme. Cosa sono i "pesciolini di carta"? Il simbolo di un simbolo... e forse il simbolo di un simbolo di un simbolo... se non si coglie l'assurdità di questo processo di simbolizzazione quadratica e cubica, da una parte si continuerà a sfornare sciocchezze analoghe, dall'altra si perderà del tutto la capacità di parlare un linguaggio simbolico autentico