martedì 20 ottobre 2009

Anglicani con il Papa.

Benedetto XVI si starebbe preparando ad accogliere nella piena comunione con Roma vescovi, sacerdoti e fedeli della «Traditional Anglican Communion», ossia quel gruppo di anglicani di sensibilità che si sono da tempo staccati dalla comunione con l'Arcivescovo di Canterbury

di Giacomo Galeazzi

Benedetto XVI si starebbe preparando ad accogliere nella piena comunione con Roma vescovi, sacerdoti e fedeli della «Traditional Anglican Communion», ossia quel gruppo di anglicani di sensibilità che si sono da tempo staccati dalla comunione con l’Arcivescovo di Canterbury ed hanno chiesto di essere riammessi ’in bloccò: sono mezzo milione tra fedeli e clero. La notizia anticipata da tempo dai media australiani potrebbe trovare conferma domani nel briefing annunciato questa sera dalla Sala Stampa della Santa Sede, al quale interverrà il prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, card. Joseph William Levada. A quanto si apprende, i presuli anglicani tradizionalisti hanno già sottoscritto in segno di adesione il Catechismo della Chiesa Cattolica e l’hanno depositato presso un Santuario mariano in Inghilterra. Riuniti con Roma, essi conserverebbero il diritto alla liturgia anglicana, che per come è celebrata da questi tradizionalisti anglicani è vicinissima alla messa tridentina; manterrebbero il loro clero sposato, ma non i vescovi, in quanto secondo la tradizione della Chiesa, sia cattolica sia ortodossa, solo i celibi accedono all’episcopato. Inoltre, come è noto la loro ordinazione anglicana per la Chiesa Cattolica non è valida, come chiarito fin dai tempi di leone XIII e sarà quindi necessario una nuova ordinazione, come avviene per gli altri pastori anglicani che passano alla Chiesa Cattolica.

Secondo il sito «messainlatino.it», «questa riunificazione inoltre avrebbe effetti travolgenti ben al di là della Traditional Anglican Communion, servendo da esempio anche a quei numerosi gruppi anglicani, rimasti all’interno della Comunione Anglicana e quindi dipendenti da Canterbury, che esprimono fortissimo disagio per la recente ammissione delle donne all’episcopato, e in precedenza, negli anni ’90, al sacerdozio. Secondo Damian Thompson, direttore del periodico britannico »Catholic Herald«, potrebbe essere accordata alla Traditional Anglican Communion lo statuto di prelatura personale come l’Opus Dei. Non quindi, una Chiesa uniate come ve ne sono tra le Orientali, ma una sorta di diocesi mondiale con propri apostolati e proprio vescovo. Una soluzione analoga a quella che si ipotizza anche per la Fraternità San Pio X.

Fonte

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Che bello! però è due anni che si va avanti con questa solfa degli anglicani che tornano, ma non sono ancora tornati. Se oggi la Sala Stampa della Santa Sede non dice nulla, sarebbe bene riflettere sull'opportunità di continuare a pubblicare pettegolezzi da sacrestia. e pubblicare solo notizie certe e confermate.

AmDG

Anonimo ha detto...

Ritiro quanto detto, è vero il Papa ha approvato una costituzione apostolica in tal senso. DEO GRATIAS!

GAUDEMUS