sabato 5 settembre 2009

Trenta ballerine per i nuovi arredi del Duomo.

L'EVENTO. Dopo quasi quattro anni tra bozzetti, polemiche e ritrosie vengono inaugurati altare, ambone e cattedra del Vescovo: al via tre giorni di celebrazioni. Stasera concerto d'organo e danza, domani Nosiglia consacra l'altare e inserisce le reliquie dei santi.




di Roberta Bassan

Vicenza. Trenta ballerine vestite di bianco, delicate e leggiadre, toglieranno i veli stasera ai nuovi, attesi arredi della Cattedrale di Vicenza. Dopo cinquecento anni, bollata insesorabilemente dal Concilio di Trento, la danza entra in Duomo per quello che è già considerato un evento: la presentazione alla città dei nuovi elementi liturgici del presbiterio, ossia l'altare, l'ambone e la cattedra del Vescovo.

Certo, non era così scontato - sussurra il Conservatore del Museo diocesano Davide Fiore - ottenere i permessi. Ma in fondo un gioco da ragazzi rispetto ai quasi quattro anni, alle mille traversie, alle sperimentazioni, ai bozzetti con tante polemiche, alle ritrosie e difficoltà per giungere all'attuale risultato: una Cattedrale ringiovanita, seguendo lo spirito del Concilio Vaticano II.

Finalmente tolti in modo definitivo, per dirla con il vescovo Cesare Nosiglia, «l'altare provvisorio di materiale scadente» proprietà peraltro di un oratorio, «il leggio traballante, la cattedra mobile di legno».Al loro posto le tre opere di Pino Castagna in bronzo romano, lavorazione verde e oro zecchino. È stato lo scultore originario di Castelgomenrto ad aggiudicarsi (il bando fu pubblicato il 10 febbraio 2006) la realizzazione degli elementi liturgici, a cui vanno aggiunti la sede del presbiterio, del diacono, i supporti per la croce astile e il cero pasquale, i candelieri d'altare. Il vescovo - dicono i ben informati - è molto soddisfatto del risultato.

L'ing. Paolo Biasi, presidente della Fondazione Cariverona che ha contribuito con il 60% dei 570 mila euro necessari, ha effettuato un sopralluogo ed è uscito dalla chiesa ben impressionato.Ebbene, stasera si alzeranno i veli nella prima delle tre giornate di festa volute per celebrare l'evento e che avranno un filo conduttore "Glorie e segni del contemporaneo".Il significato lo chiarisce mons. Francesco Gasparini, direttore del Museo diocesano, anche sgombrando il campo dalle polemiche corse negli anni: «La Chiesa usa l'arte contemporanea per esprimere la sua evangelizzazione. Qualsiasi luogo di culto, anche il più antico, è come un organismo vivente soggetto a cambiamenti e integrazioni».

Stasera alle 20.30 il concerto d'organo di autori contemporanei tenuto dal maestro Margherita Dalla Vecchia con un dispiegamento di danzatori diretti dalle coreografe Elisabetta Cortella e Margherita Pirotto. Ingresso libero fino all'esaurimento dei 1250 posti disponibili. Domani alle 18.30 il Vescovo Nosiglia presiederà la messa di consacrazione del nuovo altare in una liturgia tutta particolare che prevede anche l'inserimento nello spazio creato in modo apposito delle reliquie dei santi Felice, Fortunato, Innocenza, Eufemia, Gaetano Thiene. Domenica l'artista Pino Castagna guiderà due visite alle 16 e alle 17 sul significato dei nuovi arredi.

Fonte il Giornale di Vicenza si ringrazia Cantuale Antonianum

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Un'altra tragica pagliacciata liturgica...la S.Sede perché non interviene?

Anonimo ha detto...

Perché un vescovo nella sua diocesi è un sovrano assoluto.

Anonimo ha detto...

Noi stasera alle 20.30 facciamo preghiere di riparazione.
da ALMA PREX

Caterina63 ha detto...

si legge:

Dopo cinquecento anni, bollata insesorabilemente dal Concilio di Trento, la danza entra in Duomo per quello che è già considerato un evento:

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inesorabilmente??

VERGOGNA!....

dice così Giovanni Paolo II:

Il Sacrosanto Concilio Ecumenico di Trento
costituisce un esempio
che va sottolineato: esso ha dato alla catechesi una priorità nelle sue costituzioni e nei suoi decreti; esso è all'origine del «Catechismo romano», che porta anche il nome di «tridentino» e costituisce un'opera di primo piano, come riassunto della dottrina cristiana e della teologia tradizionale ad uso dei sacerdoti; esso ha suscitato nella Chiesa una notevole organizzazione della catechesi; esso ha stimolato i chierici ai loro doveri di insegnamento catechetico; esso ha prodotto, grazie all'opera di santi teologi, quali san Carlo Borromeo, san Roberto Bellarmino o san Pietro Canisio, la pubblicazione di catechismi che in rapporto al loro tempo sono dei veri modelli. Possa il concilio Vaticano II suscitare uno slancio ed un lavoro simile ai nostri giorni!”


Papa Giovanni Paolo II

Esortazione Apostolica Catechesi Tradendæ n.13,


il Piccolo Gregge che non ha alcun potere per frenare questi obbrobri, sarà vendicato da Dio...
VERGOGNA! ad inaugurare in questo modo ciò che dovrebbe essere una CONSACRAZIONE E NON UNA SCENA DI BALLETTO TEATRALE...

Sbirulino ha detto...

Cinquecentosettantamila euro per u'opera inutile e dannosa... sono poi gli stessi vescovi che si stracciano le vesti per l'accoglienza ai naufraghi e clandestini.... va bbè ....
ma la CEI quanto ha sborsato per favorire l'accoglienza dei clandestini????

Anonimo ha detto...

qualcuno sa come è andato lo spettacolino clerico-episcopal-danzante? Le danzatrici leggiadre hanno avuto molti applausi e lanci di fiori?

Ha ballato pure il vescovo o qualche prete?

Anonimo ha detto...

Sovrano Assoluto fino ad un certo punto..la S. Sede avrebbe potuto tranquillamente ordinare la sospensione di questa carnevalata liturgica.

Anonimo ha detto...

Anche alcuni preti si "esibiscono" sull'altare magari vestiti da clown e altro. Rattrista constatare che l'anima della liturgia, secondo il sentire comune, non è l'Adorazione ( qui i testi di Romano Amerio potrebbero darci lezioni di vita), ma l'incontenibilità" fatta di cori da stadio, applausi, esibizioni,etc; di qualcosa che coinvolga e al tempo stesso "stravolga" emotivamente al fine di poter comunicare col divino (???). Con tutto il rispetto per coloro che leggono e senza essere irriverente: questo modo di fare sembra aver profonde affinità con il "culto a Dioniso" ove, oltre alle danze, si intrecciavano ubriacature e orgie. Che il Signore ci preservi e liberi al più presto da tutto ciò!!

Anonimo ha detto...

Se penso che una mia celebrazione con il rito tridentino è stata definita da un confratello "tragico teatrino", vedendo quello che succede in certe chiese mi prende una tristezza ... anzi una rabbia che non vi dico ....

arcicantore ha detto...

I modernisti non si sono arrestati nella loro opera di distruzione di altari, balaustre e quant'altro, anzi... con l'avvento del MP ed il pericolo della Messa Tridentina, hanno ripreso con rinnovato ardore.

Come fanno i nemici in fuga, danno fuoco a tutto prima di scappare.