sabato 19 settembre 2009

Eliminato Baglioni dalla santa hit parade.

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Santa Alleanza


di Tommaso Cerno


Via le chitarre, banditi gesti e autori profani. Il cardinale Cafarra mette all'indice un elenco di brani. E la Cei vara il canzoniere benedetto.

Prima il crocifisso che torna al centro dell'altare papale, poi il prete che può voltare le spalle ai fedeli, secondo il rito di San Pio V, e adesso l'Indice dei canti proibiti a messa. Il restyling della liturgia, caro a Benedetto XVI, passa al setaccio anche gli spartiti musicali. Le chitarre resteranno chiuse nelle custodie, saranno vietati i canzonieri scout e i tamburi verranno banditi dai templi.

Nell'era di YouTube, la Chiesa rispolvera il canto gregoriano e lancia un nuovo anatema: niente accordi facili da gita in tenda, niente battimani, sotto le volte affrescate delle basiliche risuoneranno le polifonie degli organi rinascimentali e le partiture sacre. A Bologna, il cardinale Carlo Caffarra si è mosso in anticipo, depennando di proprio pugno i canti indigesti. "Mai più", ha vergato al fianco di brani scout diventati ormai dei classici, come 'Alleluja la nostra festa', che si intona gesticolando, oppure 'Osanna eh', che contiene però un errore teologico e, in un verso, confonde il Padre con il Figlio. "Basta canzoni sciatte", tuona il porporato nel libro intervista di Alessandra Borghese. Ma la controriforma musicale non si fermerà sotto la Madonna di San Luca.

La Conferenza episcopale sta per trasmettere le nuove regole a tutti i parroci italiani. Si chiama 'Repertorio nazionale per i canti della liturgia', è già stato compilato, e la pubblicazione è attesa entro settembre.

Non la si può certo definire una hit parade sacra, ma l'effetto sarà lo stesso. Da San Gennaro a Sant'Ambrogio, spariranno i Gen Rosso e le melodie orecchiabili come 'Dolce sentire', interpretata da Claudio Baglioni, per privilegiare i testi ispirati ai salmi, dal 'Kyrie eleison' di Berthier, al 'Gloria' di Lécot, passando per messale romano e tradizione italiana. Nessuna censura, ripetono alla Consulta per la liturgia, semmai il problema è opposto. E cioè che quelle canzonette non avrebbero dovuto mai varcare i santi portoni: "Si vuole riprendere la prima proposta fatta nel 1979, pur consapevoli che questa selezione non è in grado di venire incontro a tutte le esigenze locali", spiegano alla Cei.

Ogni eventuale integrazione, per essere ammessa, dovrà tenere conto "della verità dei contenuti in rapporto alla fede vissuta nella chiesa" e, per gli accompagnamenti, della qualità della composizione. "È un richiamo al valore della liturgia, a messa si canta la fede, non solo parole e sentimenti", avverte don Manlio Sodi, presidente della Pontificia accademia di teologia di Roma. Come a dire che nemmeno in Parlamento si entra senza cravatta, e che preservare il rispetto di un luogo religioso non va considerata una censura.


Questa è la teoria, poi c'è la pratica fatta di canzonieri e lupetti dell'Agesci, che celebrano la messa nel bosco e strimpellano davanti al fuoco. La chitarra è il simbolo di quel modo di pregare, "visto che non si può scalare una montagna con l'organo in spalla", ripete chi ha intonato i canti religiosi e ne ha pure composti alcuni di celebri. La capo scout Lucia Spaccia è l'autrice, assieme a Laura Fiori, dell'Alleluja gestuale che sarà escluso dal repertorio. Nelle sue raccolte si trova un po' di tutto, dall''Ave Maria' fino a Beatles e De Andrè, perché negli anni c'è stata una contaminazione con i canti delle parrocchie: "Esiste una tradizione trentennale di strumenti diversi dall'organo nei canti liturgici, non va dispersa", dice Lucia. Per il resto gli scout sono d'accordo che non tutto possa essere suonato in chiesa. Già oggi, ripetono i gruppi da Milano a Roma, si distingue fra messa dei ragazzi e cerimonia solenne. "L'organo è affascinante, ma pretende una conoscenza che può diventare un limite fuori dalle cattedrali, dove Gesù comunque ascolta".

© Copyright Espresso, 18 settembre 2009. Si ringrazia Papa Ratzinger Blog

33 commenti:

bedwere ha detto...

In Francia ci sono questi scout che non sembrano aver bisogno di strimpellare durante la "Messa dei ragazzi".

http://www.riaumont.net/

Anonimo ha detto...

Peccato! E' proprio dopo aver "sofferto" questi canti e questi gesti pagani che abbiamo scoperto la Messa tradizionale! A parte gli scherzi, Caffarra è un grande. Da Bologna partì la distruzione da Bologna parte la ricostruzione!
Mazzarino
da ALMA PREX

fr. A.R. ha detto...

Però fra tutti i canti terribili che ci sono in giro, quello di Dolce sentire si salverebbe. Le parole sono più o meno (meno che più...) di san Francesco e la musica è nientemeno che una variazione sul tema della melodia del Kyrie de Angelis, allargata e interpolata! Provate a confrontare l'inizio e vedrete le assonanze.
Comunque non credo che questo canto si lascerà facilmente scalzare dalle chiese francescane....

Ste ha detto...

purtroppo credo che più nessuno abbia la concreta autorità per imporre queste cose ai vari curatucoli... non cambierà niente...

Caterina63 ha detto...

Apriamo le scommesse?
Quanti parroci obbediranno? ^__^
Domenica stuzzicherò il mio dandogli questa notizia perchè da noi si usano le chitarre con l'organo e i canti del Gen rosso e verde ^__^

La notizia stravolgerà i più che si accaniranno contro Benedetto XVI...la lotta sarà durissima tanto più che si dice che la norma varata dal card. Caffarra nei tre Santuari bolognesi nel divieto della comunione alla mano, sembra non aver sortito molta obbedienza...sono troppi i sostenitori della "libera coscienza" addestrata al "fai da te"....

^__^

Forestier ha detto...

Massì, sopprimiamoli tutti questi "curatucoli" e i loro canti! Chissenefrega se sono quelli che tengono aperti gli oratori! E poi mandiamo a casa i preti tra i quaranta e i settanta, tutti sessantottini modernisti! E teniamoci solo quelli ultrasettantenni, così per qualche anno avremo ancora chi ci dice le Messe. Poi impareremo a farne a meno, della Messa. Faremo solo concerti laicali di canti gregoriani.

Anonimo ha detto...

Mettere ordine nei canti significa forse sopprimere i preti?
Stai calmo, su...

Caterina63 ha detto...

Forestier....non fai altro che confermare la falsa dottrina seminata in questi 40 anni...tu sei uno di questi risultati...
La Messa NON è un incontro teatrale che deve riempire UN TEATRO...
Se il concetto che hai della Messa è questo, allora tranquillo, tu NON hai "una Messa" da 40 anni, ma il suo SURROGATO... vivi di effetto placebo...^__^


Se il Papa ha indetto l'Anno Sacerdotale, un motivo ci sarà non credi? o forse pensavi che quest'Anno serviva semplicemente come idolatria e culto della persona?...

Non dimenticarti che il maggior abbandono al Sacerdozio non lo stiamo avendo oggi per questa Riforma, ma al contrario per l'applicazione sbagliata dell'altra riforma...quella si che mandò a casa migliaia di preti, ma forse sei troppo giovane per ricordartelo...

sursum corda...

Daniele ha detto...

La Messa "scout" e la stragrande maggioranza delle Messe celebrate fuori chiesa sono talmente piene di abusi, che la mancata osservanza dell'istruzione in tali circostanze fa sorridere piuttosto che disperare.

Nel vecchio codice di diritto canonico per celebrare la Messa fuori da un luogo sacro ci voleva uno speciale indulto e in ogni caso bisognava sempre usare la pietra sacra. Io ho visto una foto in cui il Sacrificio viene officiato su un "altare" di legnetti disposti ad incastro, il quale, oltre ad essere indecoroso e scomodo, doveva la sua stabilità più alla clemenza del vento che all'abilità dei costruttori.

Che poi l'articolista tenda ad indentificare la Messa dei giovani con la Messa scout e che tutto lo scritto sia pervaso di una (non del tutto ingiusta) ironia nei confronti dell'auspicata riforma, è un altro della considerazione che la mentalità comune accorda alla Messa cattolica in questi tempi.

Forestier ha detto...

Io ce l'avevo con quelli che danno sempre addosso ai preti, e li chiamano sprezzantemente "curatucoli". Quanto ai canti, non vedo l'ora che si proibisca "Dolce sentire" piuttosto che l'"Alleluia delle lampadine". Ma posso assicurare per scienza certa che ci sono degli assistenti spirituali scout ai quali sono altrettanto indigesti che a me. Le "Messe scout" o "carismatiche" o "neocatecumenali" o "dei giovani" o qualsiasi altra cosa semplicemente non dovrebbero esistere: c'è la Liturgia della Chiesa, che non dovrebbe dipendere dal ghiribizzo del celebrante o degli "animatori liturgici", ma dovrebbe essere sempre celebrata nel rispetto delle norme.

Caterina63 ha detto...

Mi fa piacere Forestier che avevop compreso male le tue parole....ma ad ogni modo non dobbiamo augurarci alcun svuotamento delle Chiese tanto meno un distacco dai sacerdoti...occorre aiutare alla comprensione...

Attendiamo naturalmente il Documento della CEI..... da li si potranno poi fare autentiche riflessioni, intanto questo assaggio di notizia ci ha dimostrato già il contributo che si può dare all'incomprensione che regna sovrana quando si parla di Liturgia della Chiesa...



Tutti gli strumenti musicali sono un bene, ma se leggiamo le cronache dei primi due secoli della Chiesa si legge che i cristiani cantavano i Salmi con "MELODIE CHE STRUGGEVANO IL CUORE", a cori alterni e spesso senza strumenti... ciò che si sottolinea in questo senso è che il Culto Cattolico, condiviso nei primi due secoli da moltissimi che provenivano dall'ebraismo e che avevano conservato la loro tradizione, cominciò a prendere una sua forma associata al Mistero che celebrava...ossia, all'Eucarestia...

Una prova l'abbiamo con sant'Ambrogio quando riforma la Chiesa milanese, egli comincia a prendere la salmodia ORIENTALE la quale non ha mai usato, per la Liturgia, gli strumenti che usavano i pagani o gli ebrei...
La Chiesa Latina, già con una liturgia propria formata ma non ancora distribuita su tutto il territorio, apprezzerà la riforma di sant'Ambrogio tanto da farla propria....da li nasce con san Gregorio Magno, Papa, la Messa DETTA GREGORIANA...con i suoi Inni liturgici difesi oggi da Benedetto XVI...

In sostanza dal IV secolo la Chiesa insiste sulla necessità di una propria IDENTITA' nel pèroprio Culto a Dio, la musica detta Sacra è parte integrante di questa nostra identità...non a caso dal IV secolo e fino alla Riforma di Trento, tutto l'Urbe e l'Orbe si identificavano in questo Culto grazie anche alla Musica Sacra...
CON LA RIFORMA DI LUTERO cambia musica in tutti i sensi...
mentre la Chiesa Cattolica manteneva, grazie al Concilio di Trento, la sua identità anche nei canti, già fra il 1700 e il 1800 si noterà la differenza fra i Cattolici e le Comunità Protestanti proprio nei Canti liturgici...

Da dopo il Vaticano II, la falsa interpretazione di creare compromessi per fare delle Liturgie INSIEME ai protestanti, ha portato anche ad una perdita di identità NEL CULTO DELLA MESSA...molte canzoni provenienti dal cosìdetto "Gospel" sono entrati nelle Messe dette in Parrocchia senza neppure chiedersi se questo rispecchiasse la nostra identità...è lampante il fatto che mentre noi abbiamo fatto somigliare la Messa alla Cena protestante....i Protestanti furbamente NON hanno assolutamente tentato di prendere del buono da noi...
Loro sono rimasti LORO, noi abbiamo cominciato a somigliare a loro...

Comunque vada questa notizia sulle chitarre, il problema in se non è lo strumento che lo si potrà usare in tante altre occasioni di Preghiera e di incontri fuori della Messa...quanto appunto cercare di capire che il nostro Culto a Dio E' UNICO e non è umano, non è una creazione della Chiesa...non interessa se ci piace o no, la Messa è quella e non vi è ragione alcuna per snaturalizzarla....
Qui sta la base della riforma di Benedetto XVI.....e che ci chiede di comprendere, appoggiare e sostenere..

Anonimo ha detto...

Ovviamente sono pronto ad accogliere ben volentieri qualsiasi istruzione tesa a ridare dignità alla musica liturgica, ma temo che un'istruzione, per quanto buona e mossa dalle migliori intenzioni, se verrà prima promulgata e poi lasciata a sé stessa, nella miglior "tradizione" degli ultimi decenni, finirà col riporporre sempre gli stessi risultati: cioé, poco più di nulla.

Uscirà l'istruzione: in quanti la rispetteranno? E, sopratutto, in quanti la faranno rispettare?
Il problema è sempre quello: escono anche ottimi documenti, ma quando vengono puntualmente occultati e non rispettati da chi avrebbe il compito di attuarli e farli conoscere, in parrocchia come nelle sedi vescovili, va tutto a farsi benedire.
Prima delle istruzioni (o insieme ad esse) vorrei vedere la capacità di imporle, e di farle rispettare da tutti.

Tralascio l'ironia involontaria insita nel concetto di "tradizione trentennale" (mica tanto per i 30 anni: piuttosto perché, se si ritiene di poterla misurare "a peso", è chiaro che non si ha idea di cosa sia il concetto di Tradizione), e aggiungo solo una piccola nota, sulle dichiarazioni della capo-scout: "non si può scalare una montagna con l'organo in spalla": ma allora perché non usare direttamente l'optimum, cioé il canto gregoriano? E' quello che la Chiesa ha sempre fatto e che indica ancora come norma: anche perché, nella sua immensa saggezza, essa sempre ha ben saputo che pesa nello zaino ancor meno di una chitarra.

Stefano Galli

Anonimo ha detto...

Anche secondo me bisogna attendere il documento ufficiale prima di esprimere un'opinione. Sono convinto che ci vorranno anni, se mai ci si riuscirà con l'attuale generazione di preti, per non vedere più l'Alleluia delle lampadine. Ma ricordiamoci anche che le cose non le facciamo noi ma un Altro. Non avrei mai pensato di vedere così tante messe gregoriane e invece...lasciamo soffiare lo Spirito e cerchiamo di darGli una mano. I frutti si vedrenno.

Anonimo ha detto...

... solo una difesa d'ufficio di "Dolce sentire": la melodia è tratta dal Laudario di Cortona ed è un "rinciucio" di Ritz Ortolani cantato dal Baglioni (in realtà il brano è la lauda mendievale "Sia laudato San Francesco" Cort.91); dunque musica sacra ma non liturgica.
Questo è il punto: una cosa è la musica d'argomento sacro (Musica sacra lato sensu) un'altra è la musica liturgica che sottostà a precise regole e che conviene sia espressione di arte.
Dunque se gli scout (ma anch'io ne ho visti alcuni senza chitarre...) vogliono cantare "Osanna eh!" lo possono certo fare quando camminano, giocano a palla avvelenata o pregano assieme et coetera, ma alla S.Messa osservino quel che si deve osservare. Tanto più ciò avvenga nelle S. Messe parrocchiali, ovvio. Naturalmente dal congiuntivo si può notare che all'indicativo tutto è una triste realtà.
AndreasHofer

Anonimo ha detto...

...chiedo scusa per il lapsus: leggasi latu senso...
A.H.

bedwere ha detto...

Stet "lato sensu" ;-)

Anonimo ha detto...

Quello che sta accadendo nella Chiesa di questi ultimi anni è il sintomo di un male che la sta erodendo dall'interno. Essa non ha saputo accettare l'evolversi dei tempi con la stessa velocità che ha caratterizzato gli ultimi decenni. C'è la volontà delle gerarchie di un ritorno al passato ed alle cosiddette tradizioni. Modifiche formali. Tutti espedienti per mostrare, nella forma appunto, quella sacralità che mancherebbe oggi nella celebrazione della Santa Messa. Ma la sacralità s'è persa nel cuore dei fedeli, non nelle forme esteriori della rappresentazione. Si è persa la sostanza. La sacralità del tempo dei canti gregoriani era la sacralità della cultura di quell'epoca. I fedeli non erano bombardati di televisione, veline, costumi licenziosi e libertinaggio, normalità dell'era moderna. I fedeli erano timorosi dell'autorità ecclesiastica e la dottrina era recepita come inconfutabile verità. Sarebbe stata sacra qualsiasi forma liturgica, con o senza chitarre, ma allora le chitarre non c'erano. La Chiesa ha bisogno di riacquistare credibilità attraverso la coerenza dei suoi ministri e di tutti il popolo cristiano, a partire dalle gerarchie. La testimonianza della fede attraverso l'esempio è la vera sacralità, tutto il resto sono palliativi.
Il fedele, la persona comune che crede nella sintesi estrema del messaggio evangelico: ama il prossimo tuo come te stesso, e che su questo cerca di basare la propria esistenza nelle difficoltà della coerenza, assumendo per la propria vita la morale cattolica, ma che si trova di fronte all'ipocrisia dei potenti che, nella pratica disattendono tutta o buona parte di questa morale, ma che ricevono, nonostante questo, gli ossequi, se non la benedizione, delle gerarchie, trovano, come minimo, tutto ciò disgustoso. Di fronte alla pretesa di ritornare al passato, la coscienza si ribella. Il passato della Chiesa è sinonimo di sottomissione. I fedeli erano succubi delle gerarchie, non membra vive. Ritorniamo ai canti gregoriani, per altro bellissimi quanto di difficile esecuzione? Ritorniamo al barocco di Vivaldi o Bach o Handel, altrettanto magnifici ma altrettanto difficili? L'assemblea si limiterà all'ascolto di qualche corale, se diretta da maestri competenti, o altrimenti dovrà rinunciare al canto. Ritorniamo alla Messa il latino (che è la lingua ufficiale della Chiesa) ma che purtroppo non è più studiato nemmeno a scuola? Così assisteremo passivamente alla celebrazione, e poco importa che sia latino o ostrogoto, tanto non ci capiremmo nulla comunque.

Caterina63 ha detto...

Anonimo ha detto...
Così assisteremo passivamente alla celebrazione, e poco importa che sia latino o ostrogoto, tanto non ci capiremmo nulla comunque.

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bè è ciò che avviene anche oggi con il NOM e in lingua volgare...
la maggiorparte dei fedeli non ha ancora capito cosa sta celebrando e se sa rispondere ti dice: FACCIAMO FESTA, SIAMO AL BANCHETTO...
parlare del Calvario è tabù, è da tristi, è da sfigati...

Anonimo ha detto...

Sono l'anonimo delle 9,35 (per l'esattezza mi chiamo Enrico57).
Cara Caterina63 (se 63 è il tuo anno di nascita sono più vecchio di te, perciò mi permetto di darti del tu), forse è vero che anche ora la maggior parte dei fedeli non capisce quello che si celebra. Non solo ma non capisce quello che si recita, semplicemente perché lo si ripete meccanicamente, semmai pensando ad altro. Questi mia cara sono gli ipocriti. Sono coloro che spesso si scandalizzano delle novità, e a cui danno fastidio le “canzonette” cantate in Chiesa. Ci sono canti stupendi con la chitarra ed altrettanti terribili della tradizione. La gerarchia decide cosa, essa comanda, punto e basta. Questo non lo accetto. Il gusto musicale è soggettivo, o meglio condizionato da una cultura. Stabilire dal testo che un canto è più sacro di un altro è giusto, ma stabilire che una melodia non può essere sacra per la sequenza di note mi pare una presa di posizione alquanto soggettiva.
Inoltre che l'organo a canne (o suo surrogato) sia l'unico strumento ammesso mi pare ancora di più una forzatura. La Chiesa non è iniziata nel medio evo (periodo nel quale cominciò a diffondersi l'uso nelle chiese dell'organo a canne), anche se si vuole che la tradizione parta da quel periodo, peraltro molto buio. E finché ci siamo reintroduciamo pure l'inquisizione. La “tradizione” in questo caso non è sinonimo di sacralità, semmai di altro. Per questo non giustifico affatto e a maggior ragione una revisione in stile “tradizionalista” della liturgia. Inoltre non sono d'accordo sul concetto del “Calvario” che esprimi in termini sommari e provocatori. Dove immagino che esso presupponga l'atteggiamento del cristiano verso il sacrificio di Gesù, inteso come sofferenza ed espiazione. Ma ti chiedo: sofferenza per cosa, espiazione per quale colpa? Per la colpa di essere uomini. Gesù non è sofferenza è Resurrezione. Questo sarebbe l'atteggiamento medioevale che vorrebbe la Chiesa. L'uomo, perenne peccatore, che deve scontare l'esistenza anelando il perdono attraverso la tribolazione, sempre e comunque. Ma non è questo il Gesù dei Vangeli o sbaglio. Gesù invita l'uomo (e la donna) ad una rinascita alla consapevolezza di se. Ripensa alle Beatitudini. Gesù non condanna le forme, ma semmai la sostanza. Gesù vuole la sincerità e non l'ipocrisia che spesso si nasconde magistralmente nelle forme, in maggior misura tanto più pompose sono. E ripeto: la sacralità è dentro di noi non fuori. Credo inoltre che queste tendenze conservatrici scaturiscano da un bisogno di ritrovare l'identità della millenaria Chiesa Cattolica che ha fatto il bello e cattivo tempo nella storia dell'umanità. Di reinsediare quella forma di integralismo senza spazio per la critica ed il confronto che l'ha caratterizzata per secoli. Perché la critica e il confronto presuppongono la disponibilità a prendere in considerazione posizioni diverse. Questo non è accettabile dalle gerarchie, che da sempre si sono arrogate l'unica e sola conoscenza della verità. Ma così facendo avremo veramente dei fedeli o invece una massa di cristiani praticanti che passivamente assisteranno alla “Sacra Messa”, ma finalmente con reverenza? Mi rimane il dubbio. Credo però che la differenza stia proprio nel cuore di ognuno. Se così sarà, me lo immagino, una parte dei cattolici, i nostalgici, gli integrati, gioiranno, paghi della ritrovata immagine di sacralità: la cosa più importante, da veri ipocriti. L'altra parte o si allontanerà o, loro malgrado, si adatterà alle nuove regole, poiché, esse sono solo immagine che non scalfisce la fede che li anima, in fondo per loro la Santa Messa era comunque viva e bella anche e forse di più con le chitarre ed i canti dell'assemblea. Ma in cuor loro, credo un dubbio sorgerà: ma le gerarchie non avevano altro a cui pensare?

Anonimo ha detto...

Stet "lato sensu" ;-)

Morale universale: ...a correggere il giusto si cade nell'errore.
tenchiù!
A.H.

Anonimo ha detto...

Signor Enrico,Gesù è stato molto rispettoso anche della forma.E ci tiene...quando ad esempio uno si confessa o fà la comunione;tutto dipende dall'atteggiamento interiore che si esprime pure in quello esteriore.La Tradizione della Chiesa ha sempre compreso in profondità la portata dell'Incarnazione e il vero valore dell'essere uomini.Non solo l'essere uomini, ma uomini predestinati in Cristo,alla suprema bellezza e pienezza dell'essere.Quando si celebra Lui è necessario tendere alla bellezza.La sciatteria è opera maligna,fin dalle origini.pensi al vangelo;una mamma o un padre-normale,s'intende-da cose buone ai figli,buone e belle...figuriamoci la Chiesa al suo Sposo! Ci vuole ascesi e fedeltà, non lassismo e relativismo culturale o morale.Certo bisogna staccarsi da un riferimento puramente umano o culturale alle cose. Nella tradizione ecclesiale il riferimento costante è Gesù e l'adorazione a Lui.Da qui ogni umana comprensione è possibile perchè è all'opera lo Spirito.Le cose puramente umane o troppo umane puzzano sempre di idolatria del 'se''.Si converta un pò,sig.Enrico e impari l'obbedienza,piuttosto.Come tutti i figli di Dio,del resto.Saluti.
d.Arisio

Anonimo ha detto...

Ho letto una frase molto illuminante, che esprime un pensiero che già condividevo. Essa recita.
“Molte delle rappresentazioni tradizionali non sono così antiche come per lo più si afferma e pertanto non appartengono alla ‘buona novella’ originaria. La confessione della divinità di Gesù ha impiegato vari secoli per entrare a far parte del deposito della fede; tre secoli sono trascorsi prima che lo spirito di Dio venisse visto come una persona divina; ce ne sono voluti quattro per la dottrina del peccato originale ereditario; mille per riconoscere il matrimonio come sacramento; e molti di più per l’infallibilità papale e i dogmi mariani. Era forse impossibile essere veramente cristiani nei tempi precedenti a queste formulazioni?”
La chiesa ha deciso per se la propria infallibilità e santità. Ma nei secoli ha commesso abomini ed ha riconosciuto, anche se pacatamente, i suoi errori del passato. I moderni fondamentalisti cattolici che più o meno velatamente osteggiano il Vaticano II e nei fatti si adoperano per superare le posizioni di apertura che dopo Papa Giovanni, Paolo VI e Papa Luciani stanno portando alla restaurazione di una Chiesa sempre più secolare e collusa col potere. Dov'è l'infallibilità? Fare e disfare?
Al sig. Arisio vorrei ricordare che l'obbedienza a Dio non è l'obbedienza alla chiesa, anche se questa si è arrogata il diritto di pretenderla oppure sei fuori. Una secolare dittatura. La conversione è qualcosa di talmente personale e intimo che due parole non possono liquidare una discussione con un presuntuoso “si converta”. L'umiltà è forse un optional?
Per concludere e ritornare al tema della discussione vorrei precisare che non ho nulla in contrario alla bellezza. Personalmente canto in un coro che esegue Vivaldi, Handel, Perosi, ecc., ma anche in uno dove a volte si canta anche “Dolce sentire” oltre a tanti altri brani moderni. Non trovo differenze nell'amore con cui cerco di eseguire entrambi i generi nel migliore dei modi, con tutte le mie limitazioni canore ovviamente. La bellezza, credo stia in questo.
“La sciatteria è opera maligna,fin dalle origini. pensi al vangelo;una mamma o un padre-normale,s'intende- da cose buone ai figli,buone e belle...figuriamoci la Chiesa al suo Sposo! Ci vuole ascesi e fedeltà, non lassismo e relativismo culturale o morale”.
E chi è che giudica queste cose buone, chi giudica la bellezza? Qualche porporato erudito musicalmente possessore dell'infallibilità o Dio che vede la sincerità dei nostri cuori? E' svilente rendersi conto di quanto tutto questo limitare di espressioni, questi divieti, siano ormai il denominatore comune dell'attività della chiesa. Se queste gerarchie facessero veramente i testimoni dell'amore di Dio e non gli inquisitori, forse riacquisterebbero credibilità dalla gente comune, me compreso. Grazie dell'attenzione.

Anonimo ha detto...

Poiché sono un organista di professione, vorrei ricordare ad Enrico le parole solenni del Concilio riguardo l'organo a canne (sono assai note, non sto a ripeterle). Provi inoltre a paragonare il tono festoso di gioia e di solennità e grandiosità che scaturisce da solo pochi accordi di organo e il "zun, zun" sciatto delle chitarre

Anonimo ha detto...

Guardi che ha sbagliato sito,sig.Enrico.Provi a digitare 'Odifreddi' o a leggere l'Unità o libri di Augias;non dovrà sottostare a quell'obbedienza così onerosa che le impone la Chiesa in nome di Gesù.Si consoli altrove e s'illuda pure nel suo dio,con tutta la santa libertà di cui dispone.Qui mi pare evidente che si preferisca affidarsi a Santa Madre Chiesa e al Papa.Con amore e rispetto,poichè la Chiesa è corpo e sposa di Cristo.Il 'và dove ti porta il cuore' è roba da nostalgici figli dei fiori che, come lei, mal sopportano le leggi,le prescrizioni,i divieti, le imposizioni e che vedono la Santa Inquisizione dapertutto -magari!Non c'è mai stato così tanto lassismo e libertà in campo liturgico e musicale come in questi decenni!!!- anche se cantano in un coro- magari in un coro parrocchiale,a servizio o asserviti alla Chiesa tiranna dittatrice?!?- Handel e 'dolce sentire'...ma mi faccia il favore!Ma lei,da dove viene? Dalla setta del reverendo Moon?Da un pianeta vicino?
Un poco di buonsenso o di laico buon gusto (almeno).
Umilmente, d.Arisio
sacerdote cattolico del Dio Altissimo nel nome di Gesù Cristo al servizio di Santa Romana Chiesa.

Anonimo ha detto...

Credevo fosse errata l'espressione "volgere le spalle ai fedeli".

Anonimo ha detto...

Don Arisio, il suo “umilmente” è una nota stonata del suo intervento che tutto è meno che umile. Beato lei che dall'alto delle sue certezze con tanta umiltà appunto controbatte le mie considerazioni, per altro lungi dall'essere offensive. O lei si è sentito così offeso dall'aver ascoltato una voce che dubita o che ha mosso critiche alla santa romana chiesa? Credo proprio che abbia sbagliato periodo storico in cui vivere: il suo “magari ci fosse ancora l'inquisizione” la dice lunga. Sono sinceramente amareggiato nel constatare che un sacerdote di Cristo ha un così generoso e cordiale approccio col prossimo che non la pensa esattamente come lei. Pazienza.
Ma per concludere, questo è l'ultimo commenti che lascerò in questo sito, vorrei precisare ancora, scusate l'insistenza, le mie argomentazioni sulla musica liturgica. Ho solo espresso una considerazione del tutto personale, ossia che la bellezza sta nell'amore con cui si esegue un brano e che Dio ascolta questo amore, al di la dell'armonia o dell'esecuzione. Dovremmo essere infatti tutti professori di orchestra o di canto lirico per poter eseguire un brano “decoroso”? L'assemblea che partecipa al canto non può avere la preparazione per cantare Handel o Vivaldi, o forse pochi ce l'anno. Ma possono cantare qualcosa di più “leggero” trainati dal coro. O peggio se si tratta di gregoriano.
Poi la chiesa deciderà cosa fare. I nostalgici della Messa in latino saranno gratificati, I sacerdoti finalmente attori unici della celebrazione, pomposamente enfatizzati da magnifici organi a canne (nelle chiese dove c'è, altrimenti si accontenteranno di organetti elettronici il cui suono è anche più raccapricciante dei zun zun delle chitarre), e l'assemblea passivamente devota assisterà alla finalmente riacquistata sacralità delle funzioni.
Bellissima, impeccabile immagine in pompa magna, esattamente come Gesù si raccomandò che fosse il “fate questo in memoria di me.”
Grazie dell'attnzione. Enrico

Anonimo ha detto...

Bla,bla,bla...moralismo tedioso,della peggior specie.E leggersi qualcosina...che sò,il catechismo,il vangelo -nella versione integrale,però- o qualcosa di bello sulla liturgia,no?Si elevi un pochino, su, intanto che è ancora in tempo.
Ribadisco;con umiltà vera
D.Arisio

Anonimo ha detto...

sono riccardo.23 anni.canto da sempre.e canto sia con la chitarra chitarra che con l'organo.posso essere d'accordo sul controllo dei testi,che devono essre liturgici.ma non sono d'accordo sul controllo degli strumenti.posso citare infiniti canti "giovani" che hanno parole splendide e corrette e sensate(liturgicamente parlando).io la mia piena gioia e la mia devozione al Signore la esprimo cantando a pieni polmoni e a piena voce.e continuerò a farlo finchè non taglieranno le corde della mia chitarra.quando questo succederà (SE succederà)comincerò a cantare a cappella quei canti che la chitarra accompagnava.allora non resterà che imbavagliarmi!ma allora non sarò io in torto (non che adesso lo sia!!!).

Anonimo ha detto...

Credo che né Enrico57 né Riccardo abbiano idea di che cosa sia la musica "liturgica" e della differenza che intercorre fra quest'ultima e la musica "sacra" o quella più genericamente "religiosa".
Potrebbe essere utile cominciare a leggersi qualche documento magisteriale, tipo il motu proprio "Tra le sollecitudini" di S. Pio X, oppure l'enciclica "Musicae sacrae disciplina" di Pio XII. Ma basterebbe anche (soprattutto per quelli convinti che la Chiesa fino al Concilio Vaticano II abbia sbagliato tutto) leggersi la costituzione "Sacrosanctum Concilium" o l'Istruzione sulla Musica Sacra del 1967. Molto bello e accessibile a tutti anche l'ormai famoso libro di Ratzinger (ben pubblicizzato su questo sito) "Introduzione allo spirito della liturgia".
Dopo queste letture, e preso umilmente atto che in ambito liturgico non si può ragionare in termini di "secondo me" o "a me piace così", magari si potrà cominciare a discutere di chitarre, organo e canto gregoriano.
Stefano

Anonimo ha detto...

ma chi vi dice che con l'organo si prega meglio della chitarra???è stata un convenzione.citazione:
"
Lodate il Signore e proclamatelo,
cantate sulla cetra al nostro Dio;
esultate e invocate il suo nome.

Lodate il mio Dio con i timpani, *
cantate al Signore con cembali,
elevate a lui l'accordo del salmo e della lode; *
esaltate e invocate il suo nome."

se vogliamo vedere abbiamo un riferimento all'organo e alla chitarra...su dai...vi danno così fastidio i giovani che rallegrano la messa?allora torniamo a quella in latino col prete che ci da le spalle,uomini e donne divisi eccetera eccetera...ripeto:non ho nulla contro l'organo perchè anch'io canto in un coro polifonico,ma la messa è anche giovani e chitarra.ne più ne meno.ed è inutile tirare in ballo autori religiosi eccetera di anni o secoli fa...guardiamo el cose come sono ora.sinceramente non mi interessa come si prega,l'importante e che si preghi!

Anonimo ha detto...

ma andate a studiare seriamente un po' di musica.. poi ne parliamo
e lasciate fare la musica ai musicisti.

Anonimo ha detto...

"ma chi vi dice che con l'organo si prega meglio della chitarra???è stata un convenzione.citazione:
"Lodate il Signore e proclamatelo,
cantate sulla cetra al nostro Dio;
esultate e invocate il suo nome...."

Ach! sono allibito, esterrefatto: convinto e rapito dal testo e chissà se mai potrò udirne la musica!
...ma quanto tempo ho perso dietro quelle cacche quadrate di mosca su quattro righi! e poi in quella lingua incomprensibile!
Voglio andare domani dal mio prete: imporgli di girarsi verso di noi ché così, mentre recita a bassa voce il canone romano, io suono il digeridoo!O perché non l'ukulele, la caccavella, il charango, o la malimba o...
Chi v'ha detto a voi che non funziona?
Andreas Hofer

Anonimo ha detto...

E' molto pericoloso citare pezzi di salmi e pretendere di seguirli alla lettera.
Perché allora bisogna tener conto che ci sono anche passaggi di questo tipo:

Esultino i fedeli nella gloria,
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca
e la spada a due tagli nelle loro mani,
per compiere la vendetta tra i popoli
e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi,
i loro nobili in ceppi di ferro;
per eseguire su di essi il giudizio già scritto:
questa è la gloria per tutti i suoi fedeli.

E ancora:

Pochi siano i suoi giorni
e il suo posto l'occupi un altro.
I suoi figli rimangano orfani
e vedova sua moglie.
Vadano raminghi i suoi figli, mendicando,
siano espulsi dalle loro case in rovina.
L'usuraio divori tutti suoi averi,
e gli estranei faccian preda del suo lavoro.
Nessuno gli usi misericordia,
nessuno abbia pietà dei suoi orfani.
La sua discendenza sia votata allo sterminio,
nella generazione che segue sia cancellato il suo nome.

Devo continuare?