venerdì 4 settembre 2009

CCD: no al Tetragramma sacro nella liturgia cattolica.

Un anno fa la Congregazione per il Culto scrisse una lettera agli episcopati in cui si ribadisce fermamente la proibizione all'uso del Nome di Dio in forma di tetragramma ebraico: una pessima abitudine invalsa presso alcune liturgie.




Roma, 19 ago. (Apcom) - Il nome ebraico di Dio, 'YHWH', non può essere utilizzata nelle preghiere e nelle liturgie cattoliche. Lo stabilisce il Vaticano, che, con una "lettera alle Conferenze episcopali sul "Nome di Dio", sottolinea che questa prassi mal si concilia con la natura divina di Cristo e con la tradizione della Chiesa.

La missiva, inviata dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, porta la firma del 29 giugno scorso ed è destinata solo agli episcopati. Stilato in base ad una "direttiva" del Papa, il documento contesta l'uso del tetragramma biblico o "tetragrammaton" (la sequenza delle quattro lettere ebraiche che compongono il nome proprio di Dio nella Bibbia ebraica) nelle messe cattoliche.

"Per far sì che la Parola di Dio, scritta nei sacri testi, possa essere conservata e trasmessa in modo integrale e fedele, ogni traduzione moderna del libro della Bibbia punta ad essere una trasposizione fedele ed accurata dei testi originali", scrivono il card. Francis Arinze e mons. Albert Malcom Ranjith, prefetto e segretario del dicastero vaticano. "Un tale sforzo letterale richiede che il testo originale possa essere tradotto nel modo più integrale e accurato possibile, senza omissioni o aggiunte per quanto riguarda i contenuti, e senza introdurre glosse esplicative o parafrasi che non appartengono al testo sacro stesso. Per quanto riguarda il nome stesso di Dio, i traduttori devono usare il massimo di fedeltà e rispetto".

"Nonostante questa chiara norma - rileva il Vaticano - in anni recenti ha preso piede la prassi di pronunciare il nome proprio del Dio di Israele, conosciuto come il tetragramma divino". La lettera ricorda diversi passaggi del Nuovo testamento nel quale si mette in luce la natura divina di Gesù Cristo. "Evitare di pronunciare il tetragramma del nome di Dio da parte della Chiesa ha quindi i suoi fondamenti", ne consegue il dicastero vaticano. "A parte i motivi di ordine meramente filologico, c'è anche quello di rimanere fedeli alla tradizione della Chiesa, dall'inizio, di non pronunciare mai il sacro tetragramma nel contesto cristiano e di non tradurlo in una delle lingue nelle quali la Bibbia è stata tradotta". Conclusione: "Nelle celebrazioni liturgiche, nelle canzoni e nelle preghiere il nome di Dio nella forma di tetragramma 'YHWH' non è da usare né da pronunciare" e "per la traduzione del testo biblico in lingue moderne, destinato per l'uso liturgico della Chiesa", il "tetragrammaton" deve essere reso con espressioni come "'Lord', 'Signore', 'Segingeur', 'Herr', 'Senor', etc".

Fonte Apcom.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

finalmente un richiamo anche a quella che è la tradizione (con la t minuscola).
Un elemento non appartiene alla tradizione della Chiesa e pertanto non lo si deve adottare.

Ah! se tale criterio si fosse usato anche nei decenni scorsi pure per altre questioni!

A.F.

Anonimo ha detto...

Siamo ebrei?

Come cristiano, Dio Padre è il mio Padre celeste, Dio Filio, è il mio Fratello celeste, Dio Spirito Santo, è il mio Spirito avvocato: quindi è il mio diritto di nominare Dio, con il nome divino!

Questà "prohibitio" non fa parte della tradizione Cattolica...è una tradizione ignorante del Talmud...noi Christiani siamo avvincinati alla Santissima Trinità tramite il Sangue di Gesù!

mic ha detto...

Il fatto è che i "fratelli" ebrei -per grande rispetto e venerazione-non pronunciano mai il Nome Sacro del Tetragramma e, nei momenti liturgici sinagogali lo leggono Adonai, mentre fuori dalla Liturgia lo pronunciano ha-Shem (Il Nome).

Invece in alcuni nostri canti (moderni) e leggendolo dalla Scrittura nessuno si fa scrupolo di pronunciarlo Iavè, mancando una corrispondente sensibilità di rispetto e venerazione.

Credo che sia anche questo il senso della "norma" ed è più che giusto che noi cristiani lo leggiamo Signore (che del resto è anche la traduzione di Adonai, che vuol dire Signore mio) con la differenza che per noi Signore = Gesù Cristo, il Figlio di Dio

mic ha detto...

... e tenendo conto che in Gesù è Presente la Trinità

simone ha detto...

Mi spiace per alcuni ma pur da cattolico praticante e credente, devo affermare che il nome dichiarato vero nell'antico testamento pure nella religione cattolica non va mai pronunciato.
la nostra religione pone il nome di Dio come lo pone la religione ebraica, non pronunciabile.
al contrario possiamo pronunciare il nome di Gesù "Yoshoua", ma mai il vero nome di Dio.