lunedì 7 settembre 2009

C'era una volta la beat generation.

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di M. Brigida Langellotti

Prato, 4 settembre 2009 - Una chitarra, una batteria, una tastiera e un basso. Il ritmo echeggierà in un’atmosfera spirituale e sacra e darà vita all’esclusiva messa ‘beat’. Preghiere accompagnate da sonorità elettriche; Padre Nostro, Gloria, Credo tradotti in canti e nella musica degli anni Sessanta. Domenica a Cafaggio - Prato - dopo 40 anni, torna la messa beat con i musicisti di allora. Con qualche anno in più, senza il look tipico di quel periodo, degli anni di contestazioni e cambiamenti. Ma con la stessa voglia di innovare e ricreare la ‘messa dei giovani’.

L’esperienza del 1969 rivivrà, con gli stessi protagonisti: Marco Becagli voce, Andrea Spagnesi batteria, Roberto Bettazzi chitarra, Giuseppe Campanale tastiere, con l’aggiunta di Riccardo Petrelli al basso che sostituisce Filippo Policelli recentemente scomparso. Era il 1969, l’uomo sbarcava sulla Luna, per i piccoli veniva istuituita la scuola materna di stato e i Rolling Stones perdevano il loro celebre componente Brian Jones.

E poi le tante vicende politiche e istituzionali che segnarono in maniera netta il Paese. E proprio nell’anno ricordato per la missione spaziale Apollo 11, a Prato, il gruppo di amici ‘R&B Group’, d’accordo con il parroco don Sergio Pieri, portò in chiesa chitarra, basso e batteria. Il ritmo si intrecciava con il rito. Per la prima volta in Italia, nel corso di una funzione domenicale veniva eseguita, il 26 gennaio 1969, la musica dei giovani: la messa beat. Oggi nelle parrocchie i canti con chitarra sono comuni ma allora, in una Chiesa che stava passando dal latino al linguaggio comune e dove il protagonista sovrano era l’organo a canne, rappresentava una assoluta novità. In pieno fermento post-conciliare, quella prima esperienza non passò inosservata. Il vescovo Fiordelli come giudicò questa novità liturgica? Per non rischiare di vedersi negato il permesso della celebrazione, don Sergio decise di comunicare al presule la volontà di celebrare la messa beat solo poche ore prima dell’inizio. Il vescovo rimase stupito della notizia ma non negò la celebrazione e inviò come osservatore il segretario della Commissione liturgica diocesana. Ma quella messa che accostava sacre scritture e musica profana, però, non fu più ripetuta.

Gli apripista del genere sono stati il complesso degli Amici di Ascoli Piceno e i sardi Barrittas che hanno eseguito le musiche di Marcello Giombini. Gli amici di Cafaggio oggi come all’epoca eseguiranno proprio la messa di Giombini.


Sono emozionati i cinque musicisti fino a commuoversi quando rivedono le foto di un tempo e i ritagli dei giornali. Ora hanno anche inciso un cd e il ricavato della vendita andrà in beneficienza. «Nel 1969 quel tipo di liturgia era una novità — raccontano —. Volevamo avvicinare i giovani alla messa domenicale, serviva qualcosa di accattivante». «Quarant’anni fa certamente è stato un salto coraggioso — fa eco il parroco della parrocchia di Cafaggio, don Massimo Malinconi —. Vedere tutti quei giovani ‘capelloni’ e un po’ sopra le righe cantare al posto del solito coro era singolare. I complessi — conclude — animavano le feste del paese e non le chiese dove le fedeli entravano ancora con il velo sul capo in segno di devozione».


Domenica, nell’ambito della festa paesana in onore dell’Assunta, la messa sarà celebrata, alle 10.30 in piazza Olmi, da don Massimo Malinconi. Sarà ancora una messa beat. Sarà di nuovo un momento singolare, parola dei musicisti.

Fonte La Nazione. Si ringrazia Cantuale Antonianum.


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12 commenti:

Caterina63 ha detto...

Prato - dopo 40 anni, torna la messa beat con i musicisti di allora. Con qualche anno in più, senza il look tipico di quel periodo, degli anni di contestazioni e cambiamenti. Ma con la stessa voglia di innovare e ricreare la ‘messa dei giovani’.

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Siamo alla pura REGRESSIONE....
mi sembra tanto, questa notizia, una voglia a tutti i costi di cercare (inventandoli) gruppi di giovani che si OPPONGANO ai veri e più reali gruppi di giovani che con entusiasmo hanno accolto il Summorum Pontificum....rispetto ad una DISSACRALITA' della liturgia che nessuno sta richiedendo...

Ci sarà qualche Vescovo, coraggioso e con il carisma del martirio, pronto ad opporsi a tale disprezzo del Culto Cattolico?
Ne dubito, ma la speranza è l'ultima a morire....

Anonimo ha detto...

Tranquilli! Piccoli isolatissimi rigurgiti di penose nostalgie da attempati zuzzurelloni.
Non colpi di coda ma simpatiche rimpatriate da pane e pomodoro, vino rosso, briscola e scopa.
Cose spazzate via da mo', lontane, vecchissime e polverose. Solo il fatto che sono pretenziose le rende aliene da sensi di quella tenerezza che si può tributare a un vecchio calesse.
AndreasHofer

fufi2290 ha detto...

Sinceramente preferisco questi canti a quelli di Frizzina...

Anonimo ha detto...

Altre pagliacciate liturgiche...VERGOGNA!!!!

Anonimo ha detto...

Ohibò! Ma quanta gente che c'era a Messa! Ma dove sono finiti tutti?!?

Anonimo ha detto...

Questi "rigurgiti" (come li chiama Andreas Hofer nel suo simpaticissimo commento) sono possibili, a mio avviso, principalmente perché è mancato finora in Italia qualcuno che si preoccupasse di produrre qualcosa di dignitoso per la liturgia: dopo quarant'anni di "Camminerò" e "Alleluia delle lampadine", non è facile reintrodurre nelle liturgie parrocchiali il gregoriano (nemmeno quello del Graduale simplex), ma non si è nemmeno formulata l'ipotesi di un "Graduale" italiano, così come invece è stato fatto per la lingua inglese. L'impresa di rieducare il gusto musicale e le capacità canore del popolo di Dio continuerà ad essere impossibile senza un minimo di strumenti idonei (come minimo un sito con testi, musiche e files mp3 di libero uso, ad esempio).
Innodius

Anonimo ha detto...

... non condivido, Innodius. I compositori di musica sacra non si sono estinti come i dinosauri. Il problema è che il NOM e la "sensibilità" e i gusti che s'è tirato dietro non richiedono una musica che tenda all'elevazione. Ha preferito la comunicazione, l'empatia, la lingua e l'assonanza col linguaggio musicale comune. La S. Messa di sempre ha una dimensione metastorica: ci si tira fuori dal contingente e si tende a verticalizzare nell'anelito al Divino. Il NOM comunica, spiega, "chiarisce", avvicina l'uomo a Dio con inaudita confidenza, tale e tanta disinvoltura finisce per banalizzare, svuotare, antropocentrizzare. E la musica ovviamente va dietro a quest'andazzo.
Inorridisco poi a traduzioni italiane per il gregoriano. Il gregoriano non va d'accordo col NOM, tutt'al più può trovare un po' di spazio come un grande attore in un cammeo cinematografico col brusco esito di farti rimpiangere ancor di più ciò che lo spirito del concilio ha voluto buttare a mare.
Qui non si tratta di formare nuovamente un gusto artistico, una cultura musicale, ma molto di più: dire all'uomo contemporaneo ammorbato dalle banalità che c'è una dimensione ulteriore e che quella sola conta veramente.
Andreas Hofer

Anonimo ha detto...

"cantano i cieli e le galassie la tua gloria Signor" ahahahah pazzesco. Musica plagiata... ahahah e pensare che questo doveva essere il futuro della musica sacra.
Hanno la muffa ste cose ormai, state tranquilli.


Un musicista di chiesa

Anonimo ha detto...

Tranquilli! Piccoli isolatissimi rigurgiti di penose nostalgie da attempati zuzzurelloni.
Non colpi di coda ma simpatiche rimpatriate da pane e pomodoro, vino rosso, briscola e scopa.
Cose spazzate via da mo', lontane, vecchissime e polverose. Solo il fatto che sono pretenziose le rende aliene da sensi di quella tenerezza che si può tributare a un vecchio calesse.
AndreasHofer

A chi si sta riferendo Andreas Hofer? Ai nostalgici della Messa di Pio V?

Anonimo ha detto...

Gentili signori, per quale motivo offendete gli altri in nome dei vostri gusti musicali personali?
Ho capito che non amate particolarmente la musica del "rinnovamento", però evidentemente non tutti (anzi pochi) la pensano come voi.
Io personalmente sento che in chiesa la gente canta con fervore molte canzoni di Giombini e Machetta e con rassegnata tristezza certi canti che qualcuno di Voi vorrebbe riproporre.
Ma voi quando andate in chiesa state in mezzo all'assemblea o rintanati in cantoria?
S. RINALDI

Anonimo ha detto...

Queste si che sono messe altro che gregoriano. Non si può più cantare il gregoriano in parrocchia, non lo sa nessuno, è difficile, è roba che esclude il popolo, è roba "da elite", roba da vecchi tromboni. Quanto è bella e semplice la messa in parrocchia animata dai ragazzi con le chitarre e le tastiere, con canti semplici e orecchiabili che TUTTI possono eseguire e non la Schola Cantorum intonacata e mortificante che zittisce tutti!

Anonimo ha detto...

Non è assolutamente vero che il gregoriano non lo sa più nessuno, anzi è molto studiato e praticato! Roba da elite? Ma se lo si cantava anche nelle vecchie parrocchie di campagna, magari strapazzato ma sempre amato? Le chitarre si che sono porcherie, non hanno nulla di sacro e spesso creano solo rumore!
La Schola mortificante? ma dove vai a messa? Questo non è essere tradizionalisti o progressisti, ma ignoranti!!! Posso concordare col fatto che devono partecipare tutti, ma con decoro, ordine e bellezza, mica trasformando la messa in un "casino" cantando la biritullera!
Poveri noi! Marco Meucci