lunedì 31 agosto 2009

Oristano: l'adeguamento poco tempestivo. O forse troppo.

Celebrare "ad Dominum" durante la sua consacrazione nel 2006, fu l'occasione per far dire all'Arcivescovo di Oristano:"un esperimento non riuscito, [...] che non risponde alla sensibilità del popolo di Dio". Oggi, a tre anni di distanza, nel pieno della riapertura benedettiana della questione dell'orientamento, il presbiterio viene adeguato alla celebrazione versus populum e l'antico altare viene restaurato. Un intervento poco tempestivo, non c'è che dire, rispetto alle proposte invalse da 40 anni a questa parte. O forse troppo, se qualcuno ha calcolato il richio di ritornare ad utilizzarlo...


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Punti di vista. Al nuovo Vescovo di Oristano non piace guardare ad Oriente.

di Sandro Magister

Giovedì 14 Settembre 2006 - Alcuni fedeli dell’arcidiocesi di Oristano segnalano con entusiasmo l’avvenuta rimozione dell’altare posticcio “postconciliare” e il ripristino “fra la gioia dal popolo” dell’originario altare rivolto ad Oriente, nella cattedrale della città.

Da vari mesi, quindi, le messe vengono lì celebrate col sacerdote che consacra l’ostia e il calice guardando verso l’abside della chiesa.

Anche l’ordinazione episcopale dell’attuale arcivescovo Ignazio Sanna, ad opera del cardinale Camillo Ruini, il 22 aprile di quest’anno [2006, ndR], è stata celebrata con l’altare rivolto ad Oriente.

Ma che cosa ne pensa l’arcivescovo, che è teologo tra i più rinomati e fino a pochi mesi fa insegnava alla Pontificia Università del Laterano?

In un’inchiesta sulla Chiesa in Sardegna pubblicata sul numero di settembre di “Jesus“, l’autrice, Vittoria Prisciandaro, scrive che il nuovo arcivescovo ”quando ha fatto il suo ingresso in diocesi ha dovuto fare i conti con l’abolizione in cattedrale della mensa provvisoria, cosa che lo ha costretto a celebrare all’antico altare del duomo dando le spalle all’assemblea”.

E lui, Ignazio Sanna, commenta così:

“Un esperimento non riuscito, che riporta la celebrazione in una dimensione preconciliare e che, come ho avuto modo di rendermi conto, non risponde alla sensibilità del popolo di Dio”.

Fonte Settimo Cielo.

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Lavori in cattedrale, l'altare sarà restaurato

di Emilio Firinu

Martedì 25 agosto 2009 - L 'altare maggiore di marmo policromo della cattedrale tornerà all'antico splendore. Sarà liberato dalle aggiunte che nel corso dei secoli hanno modificato la struttura originale, e ogni sua parte sarà ripulita e restaurata. Per poter attuare il restauro, l'altare, che dal presbiterio domina lo scenario dell'intera chiesa, sarà smontato pezzo per pezzo per essere portato a Cagliari ed essere restaurato nel laboratorio della ditta Desogus.

Le operazioni di smontaggio sono state annunciate domenica mattina, durante le messe, dal parroco monsignor Titino Usai, per cui per alcuni mesi la cattedrale resterà priva della struttura. Nel frattempo per le celebrazioni saranno usati l'altare mobile in legno esistente nella navata centrale davanti alla gradinata di acceso al presbiterio, oppure quello della cappella della Madonna del Rimedio.

A Cagliari le operazioni di restauro dovrebbero durare alcuni mesi. Poi i vari pezzi saranno riportati in città per essere rimontati nello stesso presbiterio. «Si tratta di un lavoro che diventava sempre più urgente -precisa l'arcivescovo monsignor Ignazio Sanna - perché diverse parti del marmo rischiavano di essere seriamente compromesse dalla ruggine di alcune zanche in ferro. Il marmo inoltre sarà ripulito i tutte le sue parti e l'intarsio fissato opportunamente e ristrutturato».

Il restauro dell'altare rientra in un progetto più ampio che interessa la riorganizzazione della parte della chiesa in cui si colloca. «Sarà smontato e rifatto il pavimento del presbiterio -anticipa l'arcivescovo - e si sta pensando anche agli altri arredi liturgici. In particolare, nel presbiterio, davanti all'altare, sarà montata una “mensa” e sulla destra un nuovo “ambone” per la proclamazione della parola di Dio. Per queste due opere è stato bandito un concorso di idee tra architetti e altri professionisti. Ma poiché entro la scadenza di luglio è pervenuta una sola proposta sono stati prorogati i termini e aspettiamo che ne arrivino altre. Naturalmente - conclude il presule - mensa e ambone dovranno inserirsi armonicamente nel contesto dell'ambiente esistente».

Per alcuni mesi, quindi, il presbiterio della cattedrale sarà sconvolto da lavori e probabilmente, al termine del restauro, l'altare sarà rimontato in posizione leggermente arretrata rispetto all'attuale affinché i riti più solenni, con numero elevato di concelebranti, i sacerdoti possano posizionarsi intorno alla mensa. Inoltre si prospetta, finalmente, l'eliminazione della mensa mobile di legno che toglie spazio alla navata centrale.


Fonte Unione Sarda - Photo (C) 2009
Fides et Forma.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

"non risponde alla sensibilità del popolo di Dio”

ora pure tutti i fedeli sono diventati teologi/liturgisti...

l'umiltà, questa sconosciuta...

Anonimo ha detto...

E cosa lo rimontano a fare se in fondo è solo d'impiccio, spece per le cerimonie più solenni?
Mah!

smoira ha detto...

Ma ci vuole tanto a scrivere un messaggio mettendo il proprio nick o nome? Ma che brutti e squallidi i commenti anonimo...

s i l v i o ha detto...

dice che poi l'altare verrà ricorstruito: vedremo se tutto tornerà come prima e cosa sono queste "aggiunte che nel corso dei secoli hanno modificato la struttura originale".

Un giudizio finale lo si darà a lavori ultimati: certo, con lo scempio al quale abbiamo assistito in questi anni, un minimo di diffidenza è davvero giustificata.
(non ho capito bene, tra l'altro, cosa impediva, nei giorni feriali, di lavorare direttamente sull'altare dove si trovava...).

Mah.

s i l v i o ha detto...

"... intervento poco tempestivo, non c'è che dire, rispetto alle proposte invalse da 40 anni a questa parte. O forse troppo, se qualcuno avesse calcolato il richio di ritornare ad utilizzarlo..."


absit iniuria verbis, ma credo che la chiave di tutto sia nell'ultima frase.

Anonimo ha detto...

Scusate se mi intrometto;mi sono recato a visitare la cattedrale di Vicenza,per ammirare il paramento Civran riportato al suo antico splendore dal vescovo Nonis.
Purtoppo la cattedrale era chiusa per restauri.Mi viene il sospetto che l'adeguamento liturgico del presbiterio venga fatto lontano da occhi indiscreti che potrebbero ostacolare i desideri di mons.Nosilia,come già successo in passato.Spero di aver fatto peccato a pensar male.