sabato 4 luglio 2009

Grazie, monsignor Ranjith.

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"Nell’anno 2006 nella provincia di Macerata sono state riaperte diverse chiese che erano state fortemente danneggiate dal terremoto del 1997.

In quell’anno la Diocesi di Macerata la sede vescovile era vacante perché il Vescovo Mons. Luigi Conti era stato traslato nella vicina sede Metropolitana di Fermo dopo l’improvvisa morte dell’Arcivescovo Mons. Gennaro Benito Franceschetti.

Nella solo territorio di Tolentino dovevano essere riaperte tre chiese, fra cui una nella frazione di Regnano, una delle più lontane che, pur avendo subito lo spopolamento negli ultimi decenni, continua ad essere molto amata dalla gente perché è dedicata alla Madonna Immacolata, che dall’alto della ventilata collina protegge i suoi figli.

Per festeggiare la riapertura della Chiesa si era costituito un comitato parrocchiale presieduto dal Parroco don Attilio Feroci, attento storico locale.

Su consiglio dell’accolito Roberto Cantolacqua, ragazzo dallo stile liturgico “benedettiano” che cura instancabilmente la liturgia e il decoro della parrocchia, il Comitato, con il placet dell’Amministratore Diocesano, Mons. Pietro Spernanzoni, ha invitato SER Mons. Ranjith, da poco nominato Segretario della Congregazione per il Culto Divino, a riaprire della chiesa e consacrarne l’altare.

Ho avuto anch’io l’onore di andare all’udienza con Sua Eccellenza in una calda mattina di luglio.

Nel salire le scale che portano al primo piano dove si trova la Congregazione per il Culto Divino ho fatto un rapido conto di quanto tempo era passato dall’ultima volta che mi ero recato in quel dicastero.

Tante volte, con l’animo pieno di “timor reverentialis”, con l’entusiasmo della gioventù, ero stato a trovare un grande liturgista, che con squisita signorilità, mi ha sempre ricevuto intessendo con me interessantissime conversazioni soprattutto sulla musica sacra.

Il liturgista, di cui ho seguito con ammirazione l’ascesa nella Curia romana, era l’allora Mons.Virgilio Noè, ora Cardinale di Santa Romana Chiesa.

Mons. Noè volle anche ricevere gli studenti di una scuola superiore, dove insegnavo, parlando con loro, con molta affabilità, di musica e mostrando una conoscenza approfondita delle problematiche giovanili.

Poi Mons. Noè venne creato Cardinale e Arciprete della Papale Basilica di San Pietro e dovette lasciare la Congregazione per il Culto Divino.

Eravamo entrati nel lungo periodo in cui, in diversi, ci stavamo chiedendo se nella Chiesa c’era ancora un posto per noi, misteriosamente muniti dalla Provvidenza di una particolare sensibilità per “l’ermeneutica della continuità”.

Il “regno” di Mons. Piero Marini, evoca in noi tanti ricordi : il “pensionamento” del Maestro Mons. Domenico Bartolucci, senza alcun pubblico ringraziamento, il radicale cambiamento di tante cerimonie pontificie, fra cui l’apertura della Porta Santa con il famoso piviale tecno color e tanti altri “ammodernamenti” di quella che fu la liturgia romana…

Con l’avvento di Papa Benedetto XVI la speranza rinacque nei nostri cuori e potemmo risalire, con rinnovato entusiasmo, le sospirate scale della Congregazione per il Culto Divino questa volta per invitare Sua Eccellenza Mons. Ranjith a Tolentino.

Poco prima di entrare negli uffici un membro del comitato di Regnano si lasciò prendere da timore “ come pensate che un prelato così importante possa venire da noi, in campagna per riaprire la nostra chiesa” ?

Il 3 settembre 2006 fu festa grande a Tolentino per la riapertura della Chiesa Parrocchiale di Regnano per mano dell’Ecc.mo Segretario della Congregazione per il Culto Divino che ha celebrato la lunga Messa con una devozione che ha commosso tutti, dai molti concelebranti ai fedeli.

Ne ho fatto una rapida sintesi fotografica sul sito : missaleromanum.it

Non mi sono fatto mai troppe illusioni circa una lunga permanenza di Mons. Ranjith nella Curia romana : il suo linguaggio, intessuto sempre di grandissimo amore per la Chiesa e per il Papa, è stato parimenti limpido secondo l’insegnamento del Santo Vangelo "si,si,no,no”.

Come è accaduto troppe volte in questo Pontificato anche a Mons. Ranjith sono state tese delle abili trappole : false interviste e dichiarazioni attribuite alla sua persona, quando egli non ne sapeva nulla.

Io avrò sempre il ricordo della religiosità e del completo affidamento di Mons. Ranjith alle decisioni del Papa sempre stimate “sagge” e per la buona salute della Chiesa.

Quale esempio, da imitare, di dedizione filiale e di completa fiducia nel Santo Padre !

Conoscendo la grande fede degli amici cingalesi che lavorano nella mia Città sono sicuro che Sua Eccellenza si troverà bene nella Sua nuova destinazione anche perché avrà accanto tante persone devote.

Ho letto, altresì, allibito, certe dichiarazioni condite con una specie di “tifo da stadio” con cui taluni hanno festeggiato la dipartita dalla Curia di Sua Eccellenza.

Non sono un buon segno di ecclesiologia.

Ho visto, invece, durante la Messa per l’imposizione del Pallio, nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, tanti volti visibilmente commossi.

“Andiamo avanti”, come dice tante volte il nostro amatissimo Papa.

Affidiamo alla Vergine Santissima, Madre della Chiesa, il nuovo incarico pastorale di Sua Eccellenza che, ne sono sicuro, nella lontana Colombo continuerà a pregare anche per noi che siamo e saremo sempre “fedeli” alla linea liturgica “benedettiana”.

Andrea Carradori

2 commenti:

Sanpietrino ha detto...

ecco meno male che Noè è tornato nell'arca con gli altri animali...
Di musica ne capisce quanto le guardie svizzere.


Sono sicuro che Mons. Ranjith proseguirà con la sua tenacia il lavoro al servizio della vera tradizione della Chiesa: "La tigre fuori dalla tana è ancora più pericolosa!"

romanino ha detto...

Mi pare che spetti al card. Noé l'attuale Cerimoniale Episcopale che difficilmente è inquadrabile nella continuità benedettiana.
E' questo documento, per es., che vieta ad un sacerdote di indossare la dalmatica se dovesse svolgere funzioni diaconali durante una messa. Con buona pace di una plurisecolare tradizione della chiesa latina...