sabato 20 giugno 2009

Taranto: le regole di mons. Papa per il CN

Benigno Papa, Arcivescovo di Taranto, il 21 Gennaio scorso ha regolato minuziosamente per Decreto l'applicazione del nuovo Statuto Cammino Neocatecumenale in materia di liturgia nella sua Diocesi. Un evidente gesto di attenzione da parte di un Pastore per il rispetto dell'Eucarestia, patrimonio di tutta la Chiesa e di tutti i fedeli, che vale la pena di rendere noto.



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6 commenti:

Caterina63 ha detto...

Finalmente...la prima applicazione ufficiale delle volontà del Pontefice trasmesse attraverso la Lettera del Card. Arinze nel dicembre 2005 e gettata nel cestino dai responsabili del Cammino!

Ci sono altri Vescovi CORAGGIOSI pronti al martirio per sostenere le volontà del Pontefice in materia liturgica, non solo a parole, ma con i fatti?


Un grazie di cuore a S. Ecc.za mons. Benigno Papa...

^__^

Caterina63 ha detto...

.....amici di RS guardate che ci vuole la lente di ingrandimento per leggere il Decreto ^__^ l'avete postato troppo piccolo...

gli articoli dicono (un grazie a mic del blog NC per la trascrizione):

Benigno Papa
per grazia di Dio e della Sede Apostolica
Arcivescovo Metropolita di Taranto


La Divina Eucatristia è "fonte e apice di tutta la vita cristiana" (LG 11; cf SC 9) ed in Essa "è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua" (PO 5);


Lo Statuto del Cammino Neocatecumenale, recentemente approvato dalla Santa Sede, attesta l'essenzialità dell'Eucaristia come pienezza della iniziazione cristiana (cf art. 13 1);


Volendo provvedere al bene spirituale dei fedeli confidati alle Nostre cure pastorali ed al fine di integrare le celebrazioni delle piccole comunità neocatecumenali nella ordinaria pastorale liturgica parrocchiale, come espressamente previsto dal citato Statuto (cf art. 13 2);


DECRETIAMO
quanto segue

Art.1
Luogo ed ora della Celebrazione. l'unicità dell'altare


1.1 La Celebrazione dell'Eucaristia domenicale, che ha luogo dopo i Primi Vespri della Domenica, alla quale prendono parte le piccole comunità del Cammino, dovrà svolgersi nelle chiese parrocchiali o nei luoghi di culto in cui ha sede l'ordinaria vita della piccola comunità. Sono proibite le celebrazioni nei luoghi di attività pastorale (cf can. 932 1);


1.2 tale Celebrazione è preparara e animata, sotto la guida del presbitero, dalla comunità del Cammino (cf Statuto art.13 4). Dovrà, tuttavia, avere luogo a chiesa aperta, consentendo la libera partecipazione di tutti i fedeli. Pertanto sarà contenuta nel tempo compreso tra le ore 20,30 e le ore 22 senza protrarsi ulteriormente. Il presbitero o i responsabili della comunità facciano tutto d'accordo con il parroco o responsabile della chiesa;


1.3 il Sacrificio Eucaristico sarà celebrato sull'unico altare dedicato o benedetto (cf can:932 2) e, nella navata, non si potrenno adibire tavoli come altari, affinché i presenti siedano intorno alla mensa. Va salvaguardato il segno lturgico dell'unicità dlel'altare per significare l'unicità di Cristo, Mediatore e Salvatore, e l'unità del Suo Corpo mistico;


1.4 la disposizione dei ministri e dei fedeli deve, poi, manifestare la varietà e la differenza ministeriale all'interno della celebrazione. In presbiterio prenderanno posto i sacerdoti concelebranti o assistenti in abito liturgico, i diaconi e i ministri in abito liturgico proprio. L'assemblea, invece, ha come luogo proprio la navata, fuori del presbiterio, al quale i fedeli accedono unicamente per lo svolgimento dei servizi ministeriali;


continua....

Caterina63 ha detto...

Art. 2
Le mediazioni della Parola all'interno della Celebrazione Eucaristica


2.1 Gli interventi di commento (introduzioni, monizioni, didascalie) alla Liturgia (cf IGMR III, 105.128), in ogni sua parte strutturale ed alla Liturgia della Parola in specie, dovranno essere "semplici, fedeli al testo, brevi, ben preparati e variamente intonati a, testo cui devono servire come introduzione" (OLM, 15);


2.2 gli interventi di testimonianza e le cosiddette "risonanze alla Parola" sono riservati alla Celebrazione settimanale della Parola (cf Statuto, art. 11 2);


2.3 all'interno della Liturgia della Parola della Celebrazione Eucaristica, dopo il Vangelo, l'unica parola di spiegazione delle Scritture è quella dell'omelia, riservata al sacerdote presidente o, in particolari casi, al sacerdote concelebrante o al diacono (cf can. 767 1; 772 1; Istruzione interdicasteriale Ecclesiae de mysterio del 15.8.1997, art. 3 1).


Art. 3
La Liturgia Eucaristica


3.1 Poiché è compito proprio del diacono, aiutato dall'accolito o ministrante, preparare la mensa dell'altare per l'offertorio, non è consentito ad alcun fedele dell'assemblea svolgere questo servizio;


3.2 al fine di offrire ai fedeli un più ricco nutrimento spirituale, attraverso il variegato patrimonio eucologico della Chiesa, il sacerdote celebrante porrà attenzione ad utilizzare tutte le Preghiere Eucaristiche presenti nel Messale Romano (cf Lettera della Congregazione per il Culto e la Disciplina dei Sacramenti ai responsabili del Cammino Neocatecumenale, prot. 2520/03/L dell'1 dicembre 2005, n.6);


3.3 per la ricezione della Santa Comnunione, vanno applicate le norme dei libri liturgici, tenuto conto anche di quanto espresso dallo Statuto (art.13 3). Così il Sacerdote celebrante comunica se stesso al Corpo e Sangue del Signore e, asiutato dal diacono o dall'accolito o dal ministro straordinario, distribuisce la comunione eucaristica sub utraque ai presenti i quali, se la collocazione dei banchi lo consente, restano al loro posto, in piedi, altrimenti formano la processione per la Comunione.


Affidiamo questo Decreto alla fedele attuazione da parte di tutti i sacerdoti e all'obbediente accoglienza di tutti i fedeli dell'Arcidiocesi, perché la nobile e semplice celebrazione dell'Eucaristiasia alimento spirituale per tutta la nostra Chiesa diocesana. Le norme invi contenute entreranno in vigore dal 25 febbraio, mercoledì delle ceneri, dell'anno del Signore 2009.

Reg. Boll. VI, f.43, n.42

Benigno Aloisio Papa
Arcivescovo di Taranto

Il Cancelliere
Mons. Giuseppe Montanaro

El Cid ha detto...

Grazie a Dio, un vescovo con gli attributi.

L'uso esclusivo fatto dai neocat. della seconda preghiera eucaristica e davvero sintomativo.
Qiella preghiera non è eretica, ma ha un'accentuazione che piace agli spiritoconciliari e che la rende dubbia; essa è accettabile in tanto e in quanto nel Messale ce ne sono altre molto più ortodosse.

Ad esempio: nella seconda non c'è il termine "sacrificio", mentre c'è in tutte le altre, svizzere comprese.
L'uso ESCLUSIVO di questa preghiera significa piena adesione all'ermeneutica della rottura, adesione alle dottrine dubbie e alle prassi dubbie che vogliono eliminare ogni valenza sacrificale della divina liturgia.

Anonimo ha detto...

Scusate, ma la CEI non avrebbe potuto diramare da tempo le indicazioni gnerali ai vescovi ( lettera riservata) e proponendo che ciascuno nel territorio di sa competenza faccia d'ordine un decreto sull'esempio del vescovo Papa?

Mi pare che si dorma volutamente e anche troppo.

Scsate, forse c'è di emzzo mons. Filoni, gran patron dei NC

Caterina63 ha detto...

Caro Anonimo tu hai ragione....ma se lo avesse il Papa direttamente si sarebbe urlato che egli avrebbe fatto così un attentato all'indipendenza territoriale delle Diocesi....in questo modo invece il Papa si augura e spera che i Vescovi applichino alla lettera le sue richieste attraverso quella Lettera di Arinze del 2005...

Fa piacere constatare comunque che l'arcivescovo Benigno Papa è membro della CEI....
^__^