lunedì 29 giugno 2009

Ordinazioni, Lefebvriani: tolleranza dal Vaticano.

Nella Festa dei Santi Pietro e Paolo, a Econe mons. Fellay ha ordinato otto nuovi sacerdoti della FSSPX.

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ECONE - Dal Vaticano non è giunto "nessun divieto esplicito" di celebrare le nuove ordinazioni di preti lefebvriani. Da parte di Roma c’è piuttosto una "tacita tolleranza". A rilanciare la polemica è monsignor Bernard Fellay, superiore generale della Fraternità Sacerdotale Pio X, al termine della cerimonia di ordinazione di otto nuovi preti, a Econe, in Svizzera.


Le nuove ordinazioni

Nonostante il Vaticano abbia sottolineato che sono "illegittime" le nuove ordinazioni di sacerdoti da parte dei lefebvriani, oggi sono stati ordinati otto nuovi preti nel seminario di Econe (Svizzera), quartier generale dei tradizionalisti seguaci di mons. Lefebvre. Altri tre preti sono stati ordinati la scorsa settimana nel seminario di Zaitkofen (Germania).

I lefebvriani considerano necessaria alla propria sopravvivenza l’ordinazione di nuovi preti e accusano chi li contrasta di volerli "asfissiare". La Santa Sede, tuttavia, non ha ancora cominciato i colloqui dottrinali sul Concilio vaticano II decisi dopo la revoca della scomunica voluta dal Papa in persona. Come passo propedeutico, la pubblicazione di un ’motu propriò con il quale Papa Ratzinger modifica i settori della Curia interessati (e, più specificamente, assorbe la pontificia commissione Ecclesia dei, interlocutore di lefebvriani dall’epoca di Wojtyla ad oggi, nella Congregazione per la dottrina della fede) è attesa per metà luglio.


L'apertura della Chiesa

La Fraternità sacerdotale San Pio X, peraltro, ha espresso apprezzamento per la scelta del Papa di indicare san Jean-Marie Vianney, il curato d’Ars che predicò il Vangelo nella Francia post-rivoluzionaria coerentemente con il Concilio di Trento, come modello per i sacerdoti di oggi. "Aprire la Chiesa al mondo, come voleva Giovanni XXIII, non significava esporla al rischio di sposarne lo spirito?", si domanda l’ufficio stampa dei lefebvriani. "Quali sono oggi i risultati di questa conversione? Prima del concilio, nel 1956: 825 ordinazioni di preti in Francia, dodici anni dopo la fine del concilio, nel 1977: 99 ordinazioni in tutta Francia. Sotto Giovanni Paolo II, una media annuale oscillante tra 100 e 140. Dal 2004, questa media è spesso inferiore a 100 ordinazioni all’anno. Rimangono 15 mila preti diocesani in Francia, solo il 10% di essi hanno meno di 45 anni, l’età media degli altri essendo in molte diocesi attorno ai 75 anni. Ecco la secolarizzazione che avanza".


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