lunedì 15 giugno 2009

NAS/Stella: «La mia Via Crucis scolpita nell’acciaio».

Intervista a Frank Stella, autore della contestata Via Crucis destinata alla Chiesa del Padre Misericordioso di Richard Meier a Tor Tre Teste, Roma .
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a cura di Alessandra Farkas

«Sono felice di questo progetto», spiega Frank Stella. «La Chiesa cattolica ha una grande tradizione come il massimo patrono delle arti nel mondo occidentale. Anche se col tempo il Vaticano ha perso la supremazia in questo campo, io sono tra quanti sperano che torni ad averla ».

Il fatto che la basilica romana progettata da Richard Meier a Tor Tre Teste abbia chiesto proprio a lui di realizzare le 14 stazioni della Via Crucis è sicuramente un buon segno. «Alcuni mesi fa il mio vecchio amico Richard e il parroco della Chiesa di Dio Padre Misericordioso mi hanno chiamato per illustrarmi la loro idea», racconta il leggendario scultore di origine italo-americana, reduce dal premio alla carriera conferitogli lunedì sera a New York dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles Francesca Valente.

Da quanto tempo conosce Richard Meier?
«Dal 1958. Anche lui ha studiato con il grande pittore Stephen Greene. Abbiamo cominciato a frequentarci allora. Quando Richard mi ha spiegato che la Via Crucis era l’unico tassello mancante di Tor Tre Teste, non ho esitato un attimo».
Come descriverebbe la sua nuova opera?
«Si tratta di 14 sculture piuttosto piccole — alte non più di trenta centimetri — che sporgono dal grande muro bianco al lato dei banchi. Ho usato solo acciaio inossidabile e resina plastica, curvando il metallo per creare il senso di continuità e movimento della Passione. Le 14 forme si muovono, per farti salire fino al Monte Calvario ».
Come nasce la sua scelta dei materiali?
«Li uso da anni e, anche se molto costosi, li trovo estremamente duttili per realizzare forme complesse e precise, grandi e piccole».
Perché mancano i suoi leggendari colori brillanti?
«Ho voluto rispettare la gravitas del soggetto e il carattere ascetico della chiesa di Richard. Quando le vedi appese al muro, le mie stazioni formano un’unica immagine, ma allo stesso tempo proiettano delle ombre, creando un ulteriore livello di significato. Non volevo far competere colore e ombre e comunque queste ultime saranno completamente assorbite dal muro e dalla luce della chiesa».
Come ha rappresentato la prima stazione?
«Per Gesù nell’orto del Getsemani volevo creare l’idea di un giardino, visto attraverso il reticolo di un recinto. Questa scultura ha un disegno più orientale, evocativo di Gerusalemme ».
E l’ultima?
«Nella quattordicesima stazione, Gesù è calato dalla croce e deposto nel sepolcro ».
Come ci si prepara ad un progetto del genere?
«Sono stato allevato in una famiglia cattolica e conosco la Passione come le mie tasche. Da piccolo ho ripercorso le quattordici stazioni ogni Venerdì Santo. Ma il mio approccio non è solo metafisico. È qualcosa che ho sentito nelle mani: la connessione col soggetto è stata soprattutto tattile».
Crede in Dio?
«È una questione privata di cui non voglio parlare. Dirò però che non avevo mai lavorato per una istituzione religiosa ma, se me lo chiedessero, ripeterei l’esperienza».
Che cosa pensa dell’atteggiamento della Chiesa cattolica verso l’arte?
«La sua visione dogmatica spesso le impedisce di riconoscere i capolavori. Eppure è ancora capace di grandezza, come dimostrano la Cappella di Vence di Matisse, la Cappella di Ronchamp di Le Corbusier e quella di Richard Meier a Tor Tre Teste».
Chi pagherà il conto della sua Via Crucis?
«Bisogna chiederlo alle autorità ecclesiastiche di Roma. Comunque il Vaticano non è certo povero. Anche se il parroco di Tor Tre Teste ha già approvato la mia proposta, l’ultima parola spetta a loro».
Si sente apprezzato in Italia?
«Ho molto successo in America e Germania ma per qualche strano motivo la mia opera non ha mai sfondato in Italia. Non voglio lamentarmi, però penso che in fondo il Bel Paese sia tirchio e attento alle tasse. I ricchi nascondono la loro fortuna e non investono in arte alla luce del sole».
Come lo spiega?
«È un mistero. Trovo assai deprimente il fatto che l’Italia non possegga l’orgoglio sufficiente per cercare di mandare avanti la sua straordinaria tradizione artistica. Mi consola che dopo la Seconda Guerra Mondiale, il vostro Paese abbia almeno fatto uno sforzo per preservare le antiche opere ».
Si preoccupa di come i visitatori vivranno questa sua ultima opera?
«Il primo spettatore sono io e posso solo sperare che gli altri ne trarranno qualcosa. Ho sempre creduto nel primato dell’astrazione perché crea una linea diretta con le mie emozioni e sentimenti. È il trionfo della soggettività che poi diventa oggettiva per la gioia di altri».


Fonte Corriere della Sera 11 Giugno 2009. Si ringrazia Fides & Forma.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Vedere simili oggetti in una chiesa, mi riempie il cuore di amarezza. Sono ogeetti costosissimi e che non edificano le anime.

Anonimo ha detto...

in cantina ho delle vecchissime molle di un vecchissimo materasso... in effetti sono un po' arrugginite...
Comunque se qualcuno fosse interessato a queste opere d'arte le posso cedere in cambio di un buon gelato, se invece volete che ve le attorcigli un po' ci aggiunga qualche tolla e qualche pezzo di lamiera e ve le colori, rimborsatemi anche il costo della vernice e per la manodopera invece... passeremo da un economico cono a una coppa più ricca...

Caterina63 ha detto...

Ottima invenzione per degli ATTACCAPANNI o POSAOMBRELLI nelle Chiese quando piove....

^__^

Faccia attenzione la CEI e la Diocesi di Roma a NON SPERPERARE IL DANARO con ciò che NON sazia....


Amen!

Anonimo ha detto...

"Che cosa pensa dell’atteggiamento della Chiesa cattolica verso l’arte?
«La sua visione dogmatica spesso le impedisce di riconoscere i capolavori. Eppure è ancora capace di grandezza, come dimostrano la Cappella di Vence di Matisse, la Cappella di Ronchamp di Le Corbusier e quella di Richard Meier a Tor Tre
Teste»." (fine citazione)

la sua visione dogmatica le impedisce...ma dde che?!?! ma voi invitereste a casa vostra uno che si rivolge a voi in questo modo? Possibile che solo i preti siano così masochisti?

Stefano

S.B. ha detto...

Questi personaggi hanno molto successo nella Chiesa attuale: con la loro arroganza e per come sanno vendere la loro fuffa travestita da arte incomprensibile ai più perchè non abastanza colti, riescono a far leva sul complesso di ignoranza che sotto sotto è presente nel clero. In questo modo molti nostri sacerdoti pensano di sfoggiare la loro preparazione culturale, senza accorgersi di essere i primi gabbati.
Non parliamo poi delle cifre che investono in simili idiozie: da far venire i brividi.

bedwere ha detto...

Mi consolo perche' non pago l'8 per mille.

Anonimo ha detto...

Sono molto contento che la Chiesa dedicata a Dio Padre Misericordioso si arricchisca di un nuovo capolavoro degno dello splendore delle innumerevoli Chiese e Basiliche romane.

Non vorrei però che la Via Crucis di Frank Stella, quando sarà realizzata, per ragioni di sicurezza e di conservazione venga presto musealizzata come è già avvenuto, da qualche decennio, con quel capolavoro assoluto che è la Via Crucis di Lucio Fontana della Chiesa di San Fedele a Milano ora sacrificata entro due teche di cristallo.

bedwere ha detto...

Lo scrittore cattolico inglese Evelyn Waugh, nel suo romanzo Brideshead Revisited, espresse il suo giudizio sull'arte moderna in un caustico e rapidissimo scambio tra l'adolescente Lady Cordelia ed il pittore Charles Ryder:

“Charles,” said Cordelia, “Modern Art is all bosh, isn't it?” “Great bosh.”

L'ideologia su cui si basa l'arte moderna e' incompatibile con la fede cattolica ed il dialogo riportato lo dimostra chiaramente: con la spazzatura si produce altra spazzatura.

Anonimo ha detto...

Radere al suolo quell'orribile sperpero di denaro che e' quella pseudchiesa? Si ricupererebbe un po' di fede.... E quel cubo di Foligno? Altro che "opere d'arte"?!?! che la abbelliscono....

Anonimo ha detto...

Speriamo che dal popolo dei fedeli si alzi finalmente un'ondata di ribellione contro questi orrori che stanno sperperando un patrimonio spirituale millenario.

Terribile.

mario