venerdì 12 giugno 2009

Mariano: celebrata la S. Messa nella forma straordinaria.

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Un mio amico giovanissimo, che ha fatto da ministrante, ne ha anche scritto, un breve commento emozionato.Faccio i miei complimenti ringraziando Luca e vi lascio leggere. (La Rochejaquelein - Oriens)


Elementi per un "recupero"

Lunedì scorso, 8 giugno, a Mariano del Friuli è stata celebrata la S. Messa votiva della SS.ma Trinità nella chiesetta omonima, che si è rivelata insufficiente per accogliere i fedeli. Il rito è stato quello Romano tradizionale e le letture sono state proclamate prima in lingua latina, poi in italiano; il sacerdote ha istruito i fedeli con un breve fervorino incentrato principalmente sul mistero della Trinità.

Cosa porta a "riscoprire" questo rito "venerabile ed antico" (Motu proprio "Summorum Pontificum") ? Vari motivi possono essere addotti, come il bisogno di una più profonda e devota spiritualià, che la S. Messa di sempre ottimamente fornisce. Basti pensare ai grandi Santi, la cui fede è stata nutrita da questo Rito: S. Ignazio di Loyola, S.ta Teresa d'Avila, S. Filippo Neri, S. Roberto Bellarmino, S. Carlo Borromeo, S. Pio V, S. Giovanni Maria Vianney, S. Giovanni Bosco, Beato Pio IX, S. Pio X, Beato Carlo I d' Austria-Ungheria, S. Luigi Scrosoppi, S. Pio da Pietrelcina, etc.

Necessitiamo d'un "recupero" della profondità e devozione liturgiche, elementi che spesso si perdono in varie Messe "Novus Ordo", qui per noncuranza dei Sacerdoti, qui per ignoranza dei laici; vivere la S. Messa verticalmente, e non orrizontalmente come i protestanti, far "riscoprire" il Sacrificio, quasi eliminato per lasciar spazio alla sola -orfana- Cena: infatti il Sacrificio -incruento- della Messa "non è altro che il rinnovamento e la continuazione del Sacrificio di Croce." Sacrificio assieme alla Cena, al convito, che si esprime in maniera così sublime nella Santa Comunione: Dio, Re e Signore perfettissimo della Terra e dei Cieli che si degna di visitare noi, uomini miseri e peccatori!

"La Messa "tridentina" favorisce il recupero del senso di Dio, del sacro, tributando il retto culto a Dio e arricchendo lo spirito umano di grazia divina, di bellezza e quindi di felicità. [...] Se ci domandiamo perché la gente di è allontanata dalla Santa Messa, possiamo ritenere che il motivo ne è la sua banalizzazione [...] . Manca anche il senso di Dio (la fede), il senso del peccato (il pentimento), il senso della redenzione (la ricerca di grazia); per colpa anche di una predicazione monca, difettosa, a volte da "falsi profeti" che addormentano le coscienza, tentando di parlare solo "al positivo", solo di feste, gioia, risurrezione, trascurando la realtà del peccato, la necessità della redenzione, il rinnovamento del sacrificio della croce sull'altare" (don Ivo Cisar)

Al giorno d'oggi si sente molto parlare di "cena", di "memoria" e "memoriale", dimenticando il Sacrificio: ricordiamo a tal proposito cosa insegna il Concilio Ecumenico Tridentino, vincolando dottrinalmente e cioè che "se qualcuno dirà che il Sacrificio della Messa è solo un sacrificio di lode o ringraziamento, di semplice commemorazione del Sacrificio di Croce e non propiziatorio; [...] sia anatema." (Conc. Ec. Trid. Sessio XXII, can. 3).

Come ormai avviene in molte diocesi del mondo a partire dall'emanazione del Motu Proprio "Summorum Pontificum", pare giusto ed importante che anche nella nostra comunità diocesana avvenga la "riscoperta" della Messa come sempre si è celebrata, non per sola iniziativa dei singoli sacerdoti, ma anche grazie allo sprone delle autorità/alte cariche cosicché i fedeli possano attingere ed accostarsi a questo inestimabile patrimonio liturgico in almeno alcune occasioni.

Non solo questo, è ovvio, potrà vincere la crisi della Chiesa, ma sarebbe un gran passo in avanti.
Luca Iacolettig
Ministrante ed alpinista

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Mariano del Friuli, provincia di Gorizia, è un paese lungo lungo, sviluppato quasi soltanto lungo i lati di una strada. Oltre le prime case ai margini della strada è quasi subito campagna. In compenso, appunto, è talmente sviluppato in lunghezza che per andare a piedi da un capo all'altro del paese ci si mette un bel po'. Un mio zio soleva dire che la signora dell'ultima casa verso sud partiva a Natale per andare a fare gli auguri di Pasqua all'amica che abitava nell'ultima casa verso nord. A parte le facezie, lode a questo giovane per essere riuscito a persuadere il parroco. (Tergestinus - Oriens)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie Luca della tua lucida, intelligente e devota testimonianza! Se qualcuno che ha l'autorità ti potesse capire sul serio...ma occorre molta umiltà per riconoscere il male dell'ubriacatura di questi anni. Coraggio, non cedere, continua il tuo apostolato per il bene della Chiesa!
un povero prete

Anonimo ha detto...

Mi auguro che colui che si firma "un povero prete", non sia in povertà ne materiale ne spirituale.
Sarei grato capire che genere di povertà intende.

Anonimo ha detto...

"Oggi si sente parlare molto di ... memoriale dimenticando il sacrificio"
Non c'è opposizione tra memoriale e sacrificio. Anzi, l'eucaristia è il memoriale della morte e risurrezione di Cristo (cf. Catech. Chiesa CAtt., 1323).
M.A.

Anonimo ha detto...

Bene, Luca!
Ti ricordo nella preghiera