mercoledì 17 giugno 2009

Lefebvriani, il Vaticano: «illegittime » le ordinazioni ma niente scomuniche .

«I suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa» finché la loro posizione non sarà chiarita. La questione del celibato posta da Schomborn.


CITTÀ DEL VATICANO - Le nuove ordinazioni sacerdotali previste dai lefebvriani per la fine di giugno sono da considerarsi «illegittime». Lo precisa un comunicato della sala stampa vaticana. «In risposta alle frequenti domande giunte in questi giorni a proposito delle ordinazioni sacerdotali della Fraternità San Pio X», si legge nella nota, «sono da considerarsi illegittime». Il documento si basa su quanto affermato dal Papa nella sua lettera ai vescovi di tutto il mondo nella quale si ricordava che finché «la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa». Il Vaticano inoltre ricorda che fino a quando «le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa».

NO SCOMUNICHE - Come è noto alcuni vescovi tedeschi avevano ipotizzato che tali celebrazioni potessero essere sanzionate da nuove scomuniche. «Nella stessa Lettera - si ricorda - il Papa ha annunciato la Sua intenzione di provvedere a un nuovo status della Commissione «Ecclesia Dei» in collegamento con la Congregazione per la Dottrina della Fede. Vi è ragione di pensare che la definizione di tale nuovo status sia prossima. Ciò costituisce la premessa per l'avvio del dialogo con i responsabili della Fraternità San Pio X in vista dell'auspicato chiarimento delle questioni dottrinali e, conseguentemente, anche disciplinari, che rimangono tuttora aperte».

CELIBATO DEI PRETI - Il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, ha inoltre ricordato che Benedetto XVI ha ribadito la sua contrarietà all’ipotesi di abolire il celibato dei sacerdoti nell’incontro che ha avuto in questi giorni con i vertici dell’episcopato austriaco.


Fonte Corriere della Sera, 17 Giugno 2009.

Nessun commento: