giovedì 11 giugno 2009

La PCED finisce all'ex Sant'Uffizio.

di Andrea Tornielli

Sarà pubblicato nelle prossime settimane il motu proprio di Benedetto XVI che rende la commissione Ecclesia Dei - sorta per volontà di Papa Wojtyla allo scopo di favorire il rientro nella piena comunione con Roma dei lefebvriani - un organismo interno alla Congregazione per la dottrina della fede. Papa Ratzinger lo aveva già annunciato nel marzo scorso, nella lettera dedicata al caso Williamson e alla revoca della scomunica ai prelati consacrati da Lefebvre, inviata ai vescovi di tutto il mondo. Il prossimo 4 luglio il cardinale Darìo Castrillòn Hoyos, attuale presidente di Ecclesia Dei, compirà 80 anni e lascerà l’incarico per raggiunti limiti d’età. La commissione sarà quindi presieduta dal Prefetto dell’ex Sant’Uffizio, il cardinale americano William Joseph Levada. Il vicepresidente monsignor Perl rimarrà al momento al suo posto, mentre verrà nominato un nuovo segretario in sostituzione dello scomparso Mario Marini. Proprio questa mattina, ha rivelato l’agenzia francese IMedia, nella riunione della “feria quarta” i cardinali membri della Congregazione per la dottrina della fede hanno messo a punto una prima piattaforma per l’inizio del dialogo con i lefebvriani. Dialogo che compete al supremo dicastero dottrinale in quanto i seguaci di Lefebvre sostengono che con il Concilio Vaticano II è la dottrina cattolica ad essere cambiata e chiedono che su questo avvenga il chiarimento in vista di un rientro formale della Fraternità San Pio X nella Chiesa cattolica. Intanto, come anticipato dal Giornale nei giorni scorsi, questo sabato dovrebbe essere annunciata la nomina del segretario della Congregazione del Culto Divino, monsignor Malcom Ranjith Patabendige Don, ad arcivescovo di Colombo. Al suo posto sarà designato l’attuale sottosegretario dellìex Sant’Uffizio, il domenicano Di Noia.


Fonte Sacri Palazzi

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sarebbe opportuno che la S. Sede distinguesse tra competenze dottrinali (spettanti alla Congregazione per la Dottrina della Fede) e competenze liturgiche (da attribuire ad una sezione "ad hoc" della Congregazione del Culto Divino). Ad esempio: a chi spetterebbe il compito di approvare i testi liturgici della forma straordinaria per i "nuovi" santi? E chi dovrebbe rispondere ai quesiti liturgici e rubricali di chi non appartiene al movimento lefebvriano, ma è felicemente e normalmente cattolico e legato alla forma antica?

S.B. ha detto...

L'ho pensato anche io ma ho come la sensazione che alle loggie alte qualcuno prema affinchè la portata del MP venga sminuita ad un mero fatto di cornice, tanto per "imbavagliare" con qualche bel manipolo dorato un po' di Lefebvriani. Leggendo attentamente il MP ho la presunzione di pensare che le intenzioni del Papa siano ben più alte, ed altre.