giovedì 18 giugno 2009

Il Vaticano avverte i lefebvriani: «Illegittimi i vostri nuovi preti».

Una lettera che non è mai partita doveva essere gesto di distensione e disponibilità. Attesa per il cambio di segreteria della PCED per la quale si fa il nome di Guido Pozzo.



di Andrea Tornielli

Le ordinazioni di 21 nuovi preti lefebvriani «sono da considerarsi illegittime».
Lo ha precisato ieri la Sala stampa della Santa Sede, prendendo le distanze dall’annunciata iniziativa della Fraternità San Pio X, che si appresta a iniziare un dialogo con la Congregazione per la dottrina della fede ma ha deciso comunque di procedere ad ordinare nuovi preti illegittimi: il 19 giugno nel seminario Usa di Winona, nel Minnesota; il 27 giugno in quello tedesco di Zaitzkofen e il 29 giugno a Econe, in Svizzera.

Il comunicato vaticano cita la Lettera sul caso Williamson e sulla revoca delle scomuniche, scritta da Benedetto XVI ai vescovi di tutto il mondo lo scorso 10 marzo, nella quale il Papa ricordava: «Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa... finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri... non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa». Per questo, spiega la Santa Sede, «le ordinazioni sono quindi da considerarsi tuttora illegittime».

La nota vaticana preannuncia però l’imminente nuova collocazione della commissione «Ecclesia Dei», incaricata del dialogo con i lefebvriani, che passerà sotto la giurisdizione della Congregazione per la dottrina della fede.

Un motu proprio di Papa Ratzinger, la cui pubblicazione è attesa a giorni, sancirà il passaggio, nominando il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio William Levada presidente della commissione. Mentre per l’incarico di segretario si fa il nome di monsignor Guido Pozzo, che già da molti anni lavora alla Congregazione per la dottrina della fede ed è ben conosciuto sia dal Pontefice che dal Segretario di Stato Tarcisio Bertone.

Dopo l’estate, dunque, dovrebbe iniziare formalmente quell’«auspicato chiarimento delle questioni dottrinali e, conseguentemente, anche disciplinari, che rimangono tuttora aperte».

Il superiore della Fraternità, il vescovo Bernard Fellay, ha detto all’agenzia «Zenit» che la decisione di procedere con le ordinazioni non è «un affronto alla Chiesa né tantomeno un rifiuto alla mano tesa dal Santo Padre, per il quale ogni giorno preghiamo».

Ma è certo che alcuni mesi fa, dopo la revoca della scomunica, allo stesso Fellay era stato autorevolmente suggerito di scrivere una lettera a Ratzinger presentando la situazione dei seminaristi in attesa di diventare sacerdoti e il loro attaccamento al Papa, manifestando la volontà di ordinarli perché necessari alla vita delle comunità tradizionaliste.

Nessuna lettera è stata però spedita da Econe. Ora Fellay, che nei giorni scorsi ha incontrato a Roma il cardinale Levada, afferma di non aver ricevuto «nessun segnale» contrario. Ma, anche se il dialogo continua, in Vaticano ci si attendeva maggiore disponibilità e attenzione.


© Copyright Il Giornale, 18 giugno 2009. Si ringrazia Papa Ratzinger Blog.

4 commenti:

Areki ha detto...

L'unica cosa è pregare e poi andare avanti con il vangelo e non con il diritto canonico.

Anonimo ha detto...

Il Diritto Canonico discende direttamente dal Vangelo, nella sua parte di Legge Divina, e indirettamente nella sua parte ecclesiastica.

Caterina63 ha detto...

....la Redazione delle volte si diverte a pubblicare articoli che portano ad odiare la FSSPX?


^__^

Aloysius Gonzaga ha detto...

Sinceramente non vedo nulla di male nelle ordinazioni della Fraternità di San Pio X, soprattutto adesso che stiamo in vista dei colloqui teologici. Io sono contento quando ad esempio si ordinano sacerdoti nella chiesa ortodossa o nella chiesa anglicana, non vedo perchè non debba essere contento che vi siano sacerdoti nelle file della fraternità di San Pio X che è più cattolica di tanti pseudo cattolici.