lunedì 29 giugno 2009

Il parroco è via, il sostituto non arriva: una suora e i fedeli celebrano la messa.

E' successo ieri alle 10.15: dopo un quarto d'ora d'inutile attesa si è deciso di celebrare una funzione senza sacerdote, ovvero una liturgia della parola.


'mbeh?


TRENTO, 29 giugno 2009 - Disguido o scarsità di vocazioni? Forse sono state entrambe le cause. Fatto sta che ieri, nella parrocchia di San Pietro a Trento, il sacerdote non c'era, il sostituto non arrivava: e così i fedeli si sono industriati e hanno celebrato una messa senza prete. E' successo ieri mattina, come riporta il quotidiano l'Adige: i laici e una suora hanno supplito all’assenza celebrando una liturgia della parola. Il parroco, don Corrado, aveva portato in vacanza in campeggio un gruppo di ragazzini dell'oratorio e il suo sostituto, previsto per la mezza più frequentata, quella delle 10.15, ieri non si è presentato. Tutti i fedeli erano già sistemati tra i banchi, e non arrivava nessun sacertote, così - dopo un'attesa di un quarto d'ora - le due suore presenti hanno avvertito i fedeli che, se volevano una messa 'vera', dovevano cambiare parrocchia e se invece si accontentavano di una liturgia della parola potevano rimanere.

Fonte Quotidiano Nazionale

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Come sempre i giornali vogliono fare clamore a tutti i costi... MESSA SENZA PRETE... e quando mai? Chi ha mai detto ciò? Mi pare che le suore e la comunità si siano comportati correttamente: chi voleva una messa doveva ovviamente ecarsi altrove, la liturgia della parola poteva essere benissimo guidata dalle suore.
Tre Pievi

Anonimo ha detto...

Il demonio fa uso della carta stampata e dell'ignoranza dei giornalisti.

Le suore non hanno fatto niente di straordinario.

Spero che abbiano distribuito anche la Comunione al termine della Liturgia della parola.

La Redazione ha detto...

Ben vengano Suore così intraprendenti. Ben vengano le Suore e qualche vocazione in più.

Anonimo ha detto...

Episodio di tipica anarchia liturgica.

Magari il parroco era solo impegnato in qualche riunione di curiali, o nel pisolino del primo mattino... sapete comè, dopo che le pecore sono scappate, i pastori si mettono a parlare di pastorizia e di pastorale... o a dormire!

Anonimo ha detto...

All'anonimo delle 10,42: Prima di azionare la bocca, assicurarsi che il cervello sia collegato.

Anonimo ha detto...

> Spero che abbiano distribuito anche la Comunione al termine della Liturgia della parola.

non sapevo fosse possibile. anzi, mi risulta molto strano. per farlo, o era presente un diacono , o un accolito, o un ministro straordinario della comunione. e poi chi avrebbe aperto il tabernacolo e prese da lì le ostie consacrate? sempre che ve ne fossero a sufficienza, visto che la situazione non era prevista.

qualcuno mi può illuminare?

don Fabio ha detto...

Qui si è trattato evidentemente di una contingenza, ma in alcuni luoghi (non so in Italia, ma certamente in Francia e nei paesi di missione) la carenza di sacerdoti costringe a sostituire la Messa con la "Celebrazione della Parola di Dio in attesa del sacerdote": si usa questa definizione perchè non si crei l'idea che la mancanza del sacerdote (e di conseguenza la celebrazione sostitutiva guidata da un laico o religioso) sia un fatto definitivo e accettato. In ogni caso questo tipo di celebrazione non assolve il precetto festivo (ma se vi è l'impossibilità materiale o morale di partecipare alla Messa, si è ovviamente dispensati dal precetto).
Il religioso/a o il laico/a che guida queste celebrazioni, se non è diacono, non sale in presbiterio, non indossa abiti particolari, non saluta l'assemblea nè la benedice alla fine, ma si limita a proclamare le letture e a distribuire l'Eucaristia secondo il rito appositamente predisposto.
I giornali, poi, hanno bisogno di titoli ad effetto per vendere... e l'ignoranza di certi giornalisti produce "perle" di disinformazione senza uguali!

Anonimo ha detto...

La superficialità e la malafede dei giornalisti è stata abbondantemente sottolineata. L'evento non ha niente di particolare; io personalmente spero invece che l'Eucaristia non sia stata distribuita: bastava trovarsi un Messa e comunicarsi degnamente; Trento non è uno sperduto paesino... quesito, semmai: è adempiuto il precetto domenicale con la semplice "liturgia della parola" quando non è impossibile recarsi a (un altra) Messa?
A.H.

don Fabio ha detto...

Come ho detto più sopra, queste celebrazioni non assolvono il precetto festivo, ma se vi è l'impossibilità materiale o morale di andare a Messa vi è anche la dispensa dal precetto ("Ad impossibilia nemo tenetur").