domenica 31 maggio 2009

Toscana: Il Vescovo di S.Miniato al Pellegrinaggio del Coordinamento Toscano.

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II PELLEGRINAGGIO REGIONALE DEI CATTOLICI LEGATI
ALL'ANTICA TRADIZIONE LITURGICA


Sabato 13 giugno 2009

Santuario della Madonna di Montenero
Livorno

vedi sulla mappa


Programma

Ore 11,00 - Ritrovo dei partecipanti in piazza delle Carrozze (Montenero basso), presso la stazione della funicolare.

Ore 11,30 - Salita al Santuario con recita del santo Rosario.

Ore 12,00 - SANTA MESSA SOLENNE NELLA FORMA STRAORDINARIA nella Basilica del Santuario, secondo il Messale romano del 1962, con assistenza pontificale di S. Ecc. Rev.ma Mons. Fausto Tardelli, Vescovo di San Miniato (su invito di S. Ecc. Rev.ma Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno).

19 commenti:

ste ha detto...

bellissima notizia!
ed è anche una buona idea per "rompere il ghiaccio": i vescovi che ancora non se la sentono di officiare personalmente possono comunque assistere.
Una curiosità: chi celebra?

Daniele ha detto...

Celebrerà il M. Rev. don Enrico Bini, Parroco dello Spirito Santo a Prato.

Nella forma straordinaria, quando il Vescovo assiste in forma pontificale alla Messa solenne compie personalmente alcuni riti, come la recita delle preghiere ai piedi dell'altare, la benedizione dell'incenso e dell'acqua, la benedizione finale.

Musicus Philologus ha detto...

Qualche altro dettaglio: chi saranno il diacono e il suddiacono che assisteranno il celebrante?
Mons. Tardelli assisterà in forma pontificale in piviale, in cappamagna o in abito corale? Chi saranno i diaconi assistenti al soglio?

Grazie mille,
Mus. Phil.

Daniele ha detto...

L'assistenza sarà in piviale.

I nomi dei sacri ministri e degli assistenti del Vescovo saranno resi noti la settimana prossima.

Daniele ha detto...

Per scaricare le locandine: http://coordinamentotoscano.blogspot.com/

Musicus Philologus ha detto...

Ancora grazie, caro Daniele! Ha perfettamente ragione Ste: l'assistenza pontificale di un Vescovo diocesano in carica è importante come se fosse lui a celebrare la S. Messa. Ricordiamoci poi che in passato i Vescovi e il Pontefice medesimo facevano molto spesso assitenza pontificale alle S. Messe celebrate da altri.
Spero che potranno essere pubblicate in internet le fotografie del pellegrinaggio e della S. Messa.

Alle prossime notizie,
Mus. Phil.

Arnulfo ha detto...

Mus. Phil. scrive:
"L'assistenza pontificale di un Vescovo diocesano in carica è importante come se fosse lui a celebrare la S. Messa. Ricordiamoci poi che in passato i Vescovi e il Pontefice medesimo facevano molto spesso assitenza pontificale alle S. Messe celebrate da altri".

E' ovvio che la notizia può piacere dal punto di vista della riabilitazione della liturgia tridentina e in termini di politica ecclesiatica.
Ma quello che dice Mus. Phil., come spirito liturgico non può essere condiviso: il vescovo locale è il primo liturgo e non può semplicemente presenziare ma deve presiedere la celebrazione.
L'esempio storico portato dice di una prassi teologicamente non fondata, quantunque registrata dai libri liturgici.
Non si scambi quanto ammesso per la durezza del cuore (= l'assenza -storicamente documentata- di spirito liturgico) con il giusto modo di procedere.
La liturgia antica sarà sempre non solo minoritaria (il numero conta poco), ma indesiderata e disprezzata, se i suoi difenzori non recuperano il gap teologico e riacquistano un sesto senso per ciò che è prioritario.

Musicus Philologus ha detto...
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Musicus Philologus ha detto...

Ha ragione, Arnulfo! Effettivamente mi sono fatto prendere la mano dalla contentezza per la notizia: è chiaro che non è la stessa cosa quando un Vescovo celebra la S. Messa e quando vi assiste, seppur in forma pontificale.
Per quanto riguarda il rapporto tra le due forme di presenza del Vescovo alla S. Messa secondo la forma straordinaria, non conosco i motivi per i quali fino alla riforma liturgica i Vescovi e il Pontefice assistessero spesso alla S. Messa piuttosto che celebrala personalmente (anzi, questa potrebbe essere l'occasione per chiarire bene la cosa: chiedo lumi a coloro che sono più esperti di me!): forse la scelta per questa S. Messa è caduta sulla assistenza pontificale per la complessità delle cerimonie previste per la Messa Pontificale. Speriamo che in occasioni future i nostri Vescovi possano celebrare personalmente!

In Christo Domino,
Mus. Phil.

Anonimo ha detto...

"...il vescovo locale è il primo liturgo e non può semplicemente presenziare ma deve presiedere la celebrazione."
Mons. Fausto Tardelli è infatti Vescovo di San Miniato, non di Livorno, Diocesi che include il Santuario di Montenero.
Poi se vogliamo spegnere gli entusiasmi nelle gelide acque del formalismo dimenticando che abbiamo avuto quarant'anni di deliturgicizzazione, fate vobis...
Andreas Hofer

Anonimo ha detto...

Interessante idea quella di considerare come "gap teologico" (non si capisce rispetto a che cosa) una forma liturgica che la Chiesa latina conosce da tempi antichissimi e per secoli ha consentito e raccomandato. Tale forma, del resto, esiste anche nel "novus ordo". Il Caeremoniale Episcoporum del 1984 afferma che: "Qualora per una giusta causa [il Vescovo] partecipa alla messa senza celebrarla, conviene che, se non deve celebrare un altro Vescovo, presieda egli stesso la celebrazione, guidando almeno la liturgia della parola e benedicendo alla fine il popolo. Ciò vale soprattutto per quelle celebrazioni eucaristiche nelle quali si deve compiere qualche rito sacramentale o di consacrazione o di benedizione" (n. 175).

Quindi probabilmente il gap esiste non fra sana teologia e liturgia romana, ma tra il pensiero della Chiesa e le opinioni di qualcuno.

Celestino V ha detto...

La "giusta causa" causa potrebbe essere la netta diversa ecclesiologia della forma ordinaria e della forma straordinaria:
quella ordinaria, ecclesiologia di comunione e aperta alla novità dello Spirito,
quella straordinaria, ecclesiologia gerarchiaca e ierocratica, insensibile allo Spirito.
Un fossato divide queste ecclesiologie, quasi quanto due chiese.
Quel vesovo partecipa come parteciperebbe, in spirito ecumenico, ad una cerimonia di chiese separate.

Anonimo ha detto...

Celestino V potrebbe almeno cambiare un po' le parole dei suoi interventi, invece di riciclarli di forum in forum; il riciclaggio è una ella cosa, con due eccezioni: il denaro e le idee. Comunque, lo Spirito Santo è lo stesso di sempre, il vescovo pontifica al trono invece che all'altare, ma pontifica nella Chiesa di sempre, quella di Cristo e di Pietro, la Cattolica.

stufodeiprogressisti ha detto...

Celestino V perchè non ti fai protestante?

Anonimo ha detto...

Farò di tutto per essere presente, alla faccia di tutti i "celestini", che vogliono fare i "maestri in Israele".

Il monaco Zenone ha detto...

BRANCA BRANCA BRANCA
LEON LEON LEON!

Angelo ha detto...

Ottimo Celestino V, in questo profluvio di continuismo ogni tanto qualcuno ricorda che dietro ai due riti (due riti diversi, non due forme dello stesso rito) ci sono due diverse ecclesiologie, inconciliabili. Peccato per lui però che quella del rito tridentino sia cattolica, quella del rito di Paolo VI è protestante

Anonimo ha detto...

...ovvìa Angelo, un po' di pietà per i fratelli "che sbagliano".
Dunque traversiamo lo cavalcone col monaco Zenone, Deus vult!
Andreas Hofer

Il monaco Zenone ha detto...

Longo è lo cammino
ma grande è la meta!