mercoledì 27 maggio 2009

Quaestiones: l'offesa dell'arbitrio prevaricatore.

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Carissimi, chiedo ancora una volta il vostro autorevole e apprezzato parere sulla seguente questione: vi sembra opportuno e giusto utilizzare le chiese parrocchiali e le chiese consacrate per eseguire concerti di musica varia/profana (cori alpini, brani di musica operistica, concerti di musica medievale, ecc) e letture di poesie, rappresentazioni teatrali, magari balletti come quello pare supportatato anche da mons. Ravasi?

Ho visto con i miei occhi trasferire la cosiddetta "mensa" per far spazio agli interpreti che spesso sono numerosi.Tutti naturalmente volgono le spalle al Santissimo che, Poverino, rimane silenzioso testimone, negletto, ignorato e, se vogliamo essere obiettivi, forse anche profanato. Son forse le nostre chiese diventate un auditorium, un'agorà, un teatro?

Questo malvezzo (come ritengo sia) è ormai talmente in uso che i fedeli non si rendono nemmeno conto. Nella mia parrocchia siamo in pochi a non condividere queste scelte. Pur amando la musica rinuncio ad assistere ai vari ed interessanti concerti perchè mi sembrerebbe di avallare ciò che ritengo un abuso. Facciamo pulizia nella Casa del Padre, difendiamo la sacralità della Sua Dimora e diamo la giusta dignità al Sacro Luogo, perchè di riflesso possa elevare anche la nostra dignità di cristiani cattolici.

Lo Spirito Santo ci illumini nella ricerca della Verità. Papa Benedetto vienici incontro. Vi ringrazio per i lumi che mi darete.Christus vincit!

M.V.


Rispondo citando l'Istruzione sulla Musica sacra e la sacra Liturgia del 1958:

"Le sedi proprie per l'esecuzione delle opere di musica religiosa [e, a maggior ragione, delle opere di musica profana] sono gli auditori destinati ai concerti di musica o le sale destinate a spettacoli o congressi, non al certo le chiese, consacrate al culto di Dio.

Se però in qualche luogo mancasse un auditorio musicale o un'altra sala conveniente, e nondimeno si ritenesse che il concerto di musica religiosa possa essere di utilità spirituale ai fedeli, l'Ordinario del luogo potrà permettere un tale concerto in qualche chiesa, osservando però quanto segue:

a) Per ogni singola esecuzione di concerto si richiede il permesso scritto dell'Ordinario del luogo;

b) Per ottenere questo permesso è necessario farlo precedere da una domanda scritta, nella quale si devono specificare: il tempo del concerto, gli argomenti delle opere, i nomi dei maestri (dell'organista e del direttore del coro) e degli artisti;

c) L'Ordinario del luogo non conceda il permesso se, dopo aver sentito il parere della Commissione diocesana di Musica sacra e, all'occorrenza, anche il consiglio di altri esperti in materia, non gli consti chiaramente che le opere da eseguirsi sono rilevanti non solo per vera arte, ma anche per sincera pietà cristiana; e inoltre che le persone deputate ad eseguire il concerto sono dotate delle qualità di cui ai nn. 97 e 98.

d) A tempo debito il Ss. Sacramento sia rimosso dalla chiesa e riposto in qualche cappella od anche, col dovuto decoro, in sacrestia; altrimenti si avvertano gli ascoltatori che il Ss.mo Sacramento è presente in chiesa, e il rettore della chiesa curi con diligenza che non avvenga alcuna irriverenza allo stesso Sacramento;

e) Se si debbono acquistare biglietti d'ingresso o distribuire programmi del concerto, tutto ciò si faccia fuori della chiesa;

f) I musicisti, i cantori e gli ascoltatori si comportino e siano vestiti in modo tale che non si venga meno a quella gravità, che assolutamente si conviene alla santità del luogo sacro;

g) A seconda delle circostanze conviene che il concerto si chiuda con qualche pio esercizio o meglio ancora con la Benedizione eucaristica, e ciò affinché la elevazione spirituale delle menti, che il concerto intende procurare, venga quasi completata con un'azione sacra". (DDS)

Il testo integrale dell'Istruzione è consultabile qui.

Photo (CC) 2007 Auro, some rights reserved.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Anch'io spesso mi sono posto direttamente il problema. Girando un po' come musicista mi sono imbattuto nelle situazioni più diverse: il Santissimo debitamente spostato e i programmi attentamente vagliati, l'invito rivolto alle signore di coprire modestamente le spalle etc. ma anche casi di vera degenerazione (orchestrali che nelle pause affettavano salumi su un altarino di sagrestia, roba da guerra civile spagnola!) o di insana stolidità: il sacerdote padrone di casa che dice alla cantante "...ma no, non si copra con lo scialle, il Signore ha fatto le cose belle perché sian viste!".
Credo che il problema sia sempre il solito: le norme ci sono ma si deve vigilare sulla loro applicazione e si deve avere una interpretazione chiara e univoca delle stesse....
Comunque considerando il livello medio dei concerti che normalmente ci sono in giro sarebbe meglio fare tutto in un teatro/auditorium parrocchiale o "vicariale" anche per non ingenerare l'idea che sia normale (o addirittura un diritto) usare lo spazio sacro per attività non liturgiche. Poi l'eccezione ci sta sempre, ma il giuoco deve valere la candela!
A.H.

Anonimo ha detto...

Fatico a credere che ci siano dei sacerdoti che durante l'uso profano delle loro chiese, non provvedono a spostare altrove il Santissimo.

Se è così, o non credono più che si tratta di Lui in persona, o ci credono ma non lo amano e rispettano.

Guido

Anonimo ha detto...

La lettera e lo spirito del documento del 1958 sono condivisibili in pieno e valgono oggi come ieri e più di ieri; con la differenza che oggianche il paesino più sperduto e isolato ha una sala riunione comunale o anche parrocchiale dove poter fare i concerti, ma......ma? ma il fascino di una chiesetta anche modesta una sala convegni non lo avrà mai; complice poi una gerarchia intrisa di una ecclesiologia ben diversa da quella "preconciliare" non solo non è difficile ottenere chiese per i concerti più svariati, ma son gli stessi preti e vescovi che le usan per questo scopo(nella mia diocesi il vescovo ha organizzato un concerto di canti folcloristici in una chiesa parrocchiale, per celebrare...... il Signore? NOOOO, per celebrare i 25 anni di carriera di una famosissima cantante folcloristica; e tra una canzone e un'altra è stata rievocata tutta la carriera artistica della festeggiata!!
L'uomo che entra nella casa di Dio per celebrare se stesso, complice (presente) il vescovo!!!!



Comunque se i nostri preti fossero meno storditi dal mondo e più ripieni di zelo apostolico cosa potrebbero fare anziche organizzar concerti o dar le chiese per far concerti?
Semplice: potrebbero organizzare un momento di meditazione e preghiera con musiche e canti appropiati, sistemando orchestrali e coro da un lato, lasciando l'altare libero e il Santissimo al suo posto e.......e? E intercalando i vari brani o con brevi meditazioni oppure con i misteri (magari meditati) del Rosario, magari anche qualche momento di adorazione eucaristica. Insomma, si potrebbe usare la buona musica e il buon canto per "evangelizzare" e per parlare di Dio e del suo amore misericordioso, e per attirare a Lui sempre più anime; ma sarebbe troppo impegnativo.

Anonimo ha detto...

Ho trovato un episodio interessante su questo argomento sulla Agenzia ANNO DOMINI in data 4.4.2009 del sito ALMA PREX.
L.M.

Speranza ha detto...

Sono d'accordo con tutto quello che si dice nel testo.

Anonimo ha detto...

e come mai nessuno ha mai pensato di spostare il Santissimo Sacramento quando Pinochet entrava in chiesa? Alcuni di voi sono più marziani degli ufo.