lunedì 25 maggio 2009

La partecipazione dei fedeli nella forma straordinaria: i 4 gradi dimenticati.

La "partecipazione attiva" dei fedeli non è certo una scoperta post-conciliare poichè è una premura che appartiene alla natura stessa della liturgia cristiana. Tuttavia c'è ancora chi contesta alla forma straordinaria una scarsità di coinvolgimento dei fedeli nell'azione liturgica. In realtà "'actuosa partecipatio" è un concetto riproposto dal movimento liturgico fin dai tempi di S.Pio X e rimarcato con convinzione anche nella "Mediator Dei" di Pio XII. Un breve documento della S.C.R, datato 3 Settembre 1958, dimostra che nei dettagli della rubrica si possono trovare occasioni inaspettate, ma spesso trascurate, per mettere a frutto la presenza del popolo.


Easter in Tiblisi


Della partecipazione dei fedeli nelle Messe in canto

[...]

24. La forma più nobile della celebrazione eucaristica la si ha nella Messa solenne, nella quale la congiunta solennità delle cerimonie, dei ministri e della Musica sacra rende manifesta la magnificenza dei divini misteri e conduce la mente dei presenti alla pia contemplazione degli stessi misteri. Ci si dovrà preoccupare perciò che i fedeli abbiano una adeguata stima di questa forma di celebrazione, partecipandovi in modo opportuno, come viene in appresso indicato.

25. Nella Messa solenne dunque, l’attiva partecipazione dei fedeli può essere di tre gradi:

a) Il primo grado si ha, quando tutti i fedeli danno cantando le risposte liturgiche: Amen; Et cum spiritu tuo; Gloria tibi, Domine; Habemus ad Dominum; Dignum et iustum est; Sed libera nos a malo; Deo gratias. Si deve cercare con ogni cura che tutti i fedeli, di ogni parte del mondo, possano dare cantando queste risposte liturgiche.

b) Il secondo grado si ha quando tutti i fedeli cantano anche le parti dell’Ordinario della Messa: Kyrie, eleison; Gloria in excelsis Deo; Credo; Sanctus-Benedictus; Agnus Dei. Si deve poi cercare di far sì che i fedeli imparino a cantare queste stesse parti dell’Ordinario della Messa, soprattutto con le melodie gregoriane più semplici. Se d’altra parte non sapessero cantare tutte le singole parti, nulla vieta che i fedeli ne cantino alcune delle più facili, come il Kyrie, eleison; Sanctus-Benedictus; Agnus Dei, riservando il Gloria e il Credo
(...)
alla «schola cantorum».

c)
Il terzo grado finalmente si ha quando tutti i presenti siano talmente preparati nel canto gregoriano da poter cantare anche le parti del Proprio della Messa. Questa piena partecipazione alla Messa in canto si deve sollecitare soprattutto nelle comunità religiose e nei seminari.

26. È da tenersi in gran conto anche la Messa cantata, la quale, sebbene sia priva dei ministri sacri e della piena magnificenza delle cerimonie, è adornata però della bellezza del canto e della Musica sacra. È desiderabile che nelle domeniche e giorni festivi la Messa parrocchiale o quella principale siano in canto. Tutto ciò poi che è stato detto intorno alla partecipazione dei fedeli nella Messa solenne vale anche pienamente per la Messa cantata.


Della partecipazione dei fedeli nelle Messe lette


31 (...)
a) Primo grado, quando i fedeli danno al sacerdote celebrante le risposte liturgiche più facili: Amen; Et cum spiritu tuo; Deo gratias; Gloria tibi, Domine; Laus tibi, Christe; Habemus ad Dominum; Dignum et iustum est; Sed libera nos a malo.

b) Secondo grado, quando i fedeli recitano inoltre quelle parti che secondo le rubriche sono da dirsi dal ministrante; e, se la Comunione è distribuita durante la Messa, recitano anche il Confiteor e il triplice Domine, non sum dignus.

c) Terzo grado, se i fedeli recitano insieme al sacerdote celebrante anche le parti dell’Ordinario della Messa, cioè: Gloria in excelsis Deo; Credo; Sanctus-Benedictus; Agnus Dei.

d) Quarto grado, finalmente, se i fedeli recitano insieme al sacerdote anche le parti appartenenti al Proprio della Messa: Introito; Graduale; Offertorio; Comunione. Questo ultimo grado può essere usato degnamente, come si conviene, solo da scelte collettività più colte e ben preparate.

32. Nelle Messe lette tutto il Pater noster, dato che è una preghiera adatta e usata fin dall’antichità come preparazione alla Comunione, può essere recitato dai fedeli insieme al sacerdote, ma solo in lingua latina, e coll’aggiunta da parte di tutti dell’Amen, esclusa ogni recitazione in lingua volgare.

[...]

Tratto dalla "Instructio de Musica Sacra et de Sacra Liturgia" della Congregazione dei Riti, 3 Settembre 1958. Per il testo integrale vedi qui.


Fonte Maranathà. Si ringrazia Vox Populi di Cattolici Romani. Photo Holy Trinity Cathedral in Tiblisi - Georgia, (C) 2009 Direction to Orthodoxy.

20 commenti:

Anonimo ha detto...

non è chiaro se il Pater possa essere solo recitato oppure anche cantato.

Anonimo ha detto...

Solo recitato: la concessione piana vale solo per la messa letta.

daniele g. ha detto...

Alcuni consigli. Non abbiate smania di leggere, di cantare, di fare cose che non vi competono. Tacete e pregate.

Anonimo ha detto...

Be' se per "actuosa partecipatio" s'intendesse pure il richiedere, lottare, insistere e poi curare e servire le S. Messe la F.S. non avrebbe paragoni rispetto alle sbiascicanti abitudini del N.O.M.
Andreas Hofer

Anonimo ha detto...

Le Messe nelle quali si cantano solo gli ordinari e il Pater, si devono considerare Messe lette? In questo caso anche il Pater potrebbe essere cantato.

Anonimo ha detto...

Io non me ne intento molto della Messa antica ma credo che se tanta persone preferiscono la Messa attuale è proprio perchè possono partecipare anche loro.
Per me è un bene che i fedeli nella Messa antica rispondano al sacerdote imparando le risposte a memoria e conoscendone il significato in italiano. Ovviamente non ci devono essere abusi.

daniele g. ha detto...

Le messe nella forma straordinaria cantate prevedono il canto di tutto, proprio e ordinario, non si può scegliere cosa cantare e cosa no, o si canta tutto o non si canta nulla, e quindi si fa la messa letta. Alla messa letta i fedeli possono cantare qualcosa (non dell'ordinario o del proprio) ad esempio all'inizio, all'offertorio, alla comunione, anche canti in volgare.
Il resto sono pasticcetti.

Caterina63 ha detto...

Anonimo ha detto...
Io non me ne intento molto della Messa antica ma credo che se tanta persone preferiscono la Messa attuale è proprio perchè possono partecipare anche loro.

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partecipare a che cosa? non siamo mica al teatrino parrocchiale o ad una rappresentazione dove ognuno esige di FARE UNA PARTE....
sarebbe gravissima una affermazione del genere che si riscontrasse nella realtà da parte di chi avrebbe scelto a che Messa andare...significherebbe non aver capito affatto che cosa è la Messa...
NON si "preferisce" una Messa, ma si va alla Messa, e si si avesse l'opportunità di andare ad una in rito antico, si va e basta...

Molti non vanno alla Messa ordinaria perchè hanno fatto una scelta, ma perchè non conoscono queste differenze, non sanno nulla del rito antico, io l'ho scoperto 15 anni fa, oggi sento gente che non riesce a capire che cosa è accaduto il 7 luglio 2007...

preferenza e scelta devono convergere semmai sulla SERIETA' LITURGICA DEL CELBRANTE sia che la Messa sia Ordinaria, sia in forma Straordinaria...e non per l'attivismo o per la parte RECITATIVA che il laico potrà fare...o avere!

Quando ho preso parte alla prima Messa VOM (dopo l'uscita del MP) ero così talmente IMPEGNATA nella preghiera e nel silenzio che il tempo è talmente volato da non rendermi conto di quanto fossi stata impegnata....^__^

bedwere ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
bedwere ha detto...

Mentre la partecipazione attiva interiore, la preghiera, e` piu` facile nella Messa antica, grazie ai silenzi, ai gesti carichi di significati simbolici, alla sublimita` dei canti. la partecipazione attiva esteriore richiede piu` sforzo. Questo pero` secondo me e` un gran bene ai giorni nostri, quando sempre piu` siamo impazienti per una gratificazione istantanea. Imparare il canto gregoriano e` pero` alla portata di quasi tutti (almeno per gli ordinari, e non solo la Missa de Angelis) e intere congregazioni possono cantarli ad una sola voce. Gli uomini possono inoltre imparare il servizio all'altare (altissima forma di partecipazione attiva esteriore), per rendere possibili le cerimonie piu` solenni. Per le donne invece ci sono altre forme di partecipazione non meno importanti: la decorazione dell'altare, la produzione di paramenti sacri, i ricami, etc.,
Tutto pero` richiede tempo e fatica, come del resto passare per la porta stretta....

Anonimo ha detto...

dunque, nelle Messe lette il Pater può essere cantato? e bisogna aggiungere l'amen cantando?

daniele g. ha detto...

Nelle messe lette tutto è letto. Il Pater può (non necessariamente deve) essere recitato da tutti, Amen finale compreso, altrimenti, come è abitudine consolidata, il popolo risponde solo "Sed libera nos a malo" e Amen lo dice il prete.
Nelle messe cantate il coro e il popolo (se è in grado) risponde solo in canto "Sed libera nos a malo": questa è l'unica possibilità per le messe in canto.

Speranza ha detto...

Cara Caterina sono d'accordo con te quando dici che si dovrebbe conoscere meglio la Messa antica ma per conoscerla meglio bisogna anche capire quello che si dice.
Ci sono parti della Messa molto importanti, per esempio quando si recita il credo, in cui è fondamentale capire quello che si sta dicendo in modo da poter confermare in modo convinto la propria fede. Questo lo si può fare anche in latino ma bisogna imparare bene le parole e sapere il loro significato in italiano.

inopportuno ha detto...

"Alcuni consigli. Non abbiate smania di leggere, di cantare, di fare cose che non vi competono. Tacete e pregate".


Quessta frase identifica perfettamente lo "spirito del preconcilio", che per fortuna il Concilio ha falciato via.
Al battezzato no compete niente?
la Cena del signore e' solo roba da preti?
Vi siete bevuti il cervelo?

daniele g. ha detto...

La cena del Signore è roba da protestanti e non da cattolici.

Speranza ha detto...

Nella Messa si celebra il sacrificio dell'altare. Sono d'accordo quando si dice che non bisogna avere la smania di leggere o fare altro infatti noi tutti dobbiamo essere più umili, ma pregare, questo si, lo si deve fare e bisogna capire il significato di cio che si sta dicendo.

Anonimo ha detto...

...io lascerei veramente nel nulla che meritano gli interventi del dislessico delle 7,12. Ma stattene a letto a quell'ora, dài retta.

La gioia cattolica ha detto...

Carissimi amici di rinascimento sacro sapete cos'è un troll? Andate su wikipedia a vederne il significato.
Il troll è colui che deliberatamente manda messaggi provocatori nei blog, nei commenti e nei forum via internet.Il suo scopo è di provocare una catena di insulti e far degenerare la situazione.Di solito il troll manda una serie di messaggi tutti uguali a vari blog e forum. Ebbene il nostro anonimo delle ore 7.00 è un troll,egli ha mandato lo stesso commento anche ad altri blog tradizionalisti dove la sua frase non ci azzeccava niente.Per fortuna l'hanno scoperto. Leggetevi il significato di TROLL su wikipedia.Il miglior modo è quello di ignorarlo.

daniele g. ha detto...

Oh ma so benissimo cos'è un troll. Però se noti qui nessuno l'ha insultato, è stato lui l'unico a insultare dicendo che ci siamo bevuti il cervello. In questi casi però o togliamo i commenti o rispondiamo...

Arnulfo ha detto...

Effettivamente, il famoso Inopportuno si esprime in modo scomposto e irrispettoso.
Ma, come spesso, un suo 5% di ragione ce l'ha.
Non si può prescindere dal progresso di consapevolezza che ci viene dai documenti dell'ultimo concilio, quando richiede la partecipazione dei fedeli.
Il semplice fedele non è un'incompetente in liturgia; la liturgia deve essere "corale", "polifonica" e "plurigestuale".
Detto come lo dice Daniele, ha tutta l'aria di un autogol, per la gioia dei progressisti.
Non possiamo più parlare con il semplice linguaggio rubricista, l'approccio deve essere teologico; la buona battaglia ne ha da guadagnare.