lunedì 27 aprile 2009

NAS/5 - Foligno: pregare nel cubo dell'archistar.

Con questa rassegna prosegue l'indagine sull'architettura sacra contemporanea, ostaggio, troppo spesso e con la complicità di una committenza succube, dei costosi progetti di alcuni archistar, intenti ad esaltare più le loro ambizioni stilistiche che la fede cattolica. Una questione che si è riproposta Domenica scorsa, 26 Aprile, a Foligno, quando all'inaugurazione della loro nuova chiesa i fedeli si son trovati di fronte ad un enorme cubo fuksasiano ed un Vescovo entusiasta.

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Dio non c’entra proprio un cubo.


di Francesco Borgonovo


Secondo il critico d’arte Vittorio Sgarbi è «una grottesca scatola scambiata per chiesa». Camillo Langone (autore di una Guida alle messe italiane, appena pubblicata da Mondadori), sul Foglio, fa notare che c’è un “dettaglio” piuttosto importante per un edificio sacro: «Non si vede il Crocifisso». In rete, i cittadini la definiscono «incredibile», «orrenda» e «mostruosa». Qualcuno, forse esagerando, butta lì: «È l’edificio più brutto del mondo».

È la nuova chiesa di Foligno presentata ieri dall’architetto Massimiliano Fuksas, che domani alle 17 verrà consacrata a San Paolo dal vescovo folignate Gualtiero Sigismondi.

L’edificio è alto circa 25 metri e costituito da due parallelepipedi inseriti l’uno nell’altro, di cui uno sospeso. «Non ho voluto realizzare un luogo di spettacolo ma un edificio riconoscibile, che accogliesse le persone», ha dichiarato Fuksas. E le critiche? «L’importante è entrare nella chiesa», ha replicato l’architetto. Il costo complessivo dell’intervento è di circa 3 milioni di euro (vanno aggiunti circa 600 mila euro per le opere d’arte, per esempio la stele a forma di croce collocata all’esterno e disegnata da Enzo Cucchi, alta oltre 13 metri).

All’inizio di marzo, Fuksas, assieme ai colleghi Gae Aulenti e Vittorio Gregotti, aveva firmato un appello comparso sulla prima pagina di Repubblica, intitolato “Fermiamo il cemento selvaggio”. L’obiettivo era quello di bloccare il piano casa proposto dal governo di centrodestra.
«La proposta di liberalizzazione dell’edilizia, annunciata dal presidente Berlusconi», spiegavano i progettisti, «rischierebbe di compromettere in maniera definitiva il territorio. Ecco perché c’è bisogno di un sussulto civile delle coscienze di questo Paese».
Che c’entra? Beh, il testo diceva fra l’altro che «il territorio, la città e l’architettura non dipendono da un’anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità».

La comunità di Foligno non sembra entusiasta del cubo di cemento (perché non sarà selvaggio, ma è proprio cemento) realizzato da Fuksas. Qualche tempo fa un gruppo di cittadini ha anche presentato una petizione per fermare l’opera, come spiega Carlo Ceraso, direttore del quotidiano online di Foligno Tuttoggi.info.
«Questa chiesa ha fatto molto discutere», dice, «perché all’interno è minimale e in parte gradevole, con giochi di luce naturale, ma l’esterno lascia davvero perplessi: ci si trova di fronte a un cubo e a un parallelepipedo che sembrano due scatole e mal si addicono alla campagna umbra. Anche se Francesco De Gregori, che abita qui, l’ha apprezzata molto».
Il cantautore infatti ha partecipato alla presentazione e ha dichiarato: «Ero da tempo incuriosito dall’opera. Quando sono entrato ho provato un’emozione fortissima».

Un’emozione evidentemente molto diversa da quella provata da numerosi folignati. Sempre su Tuttoggi.info si possono leggere un po’ di opinioni degli abitanti della zona vicina all’edificio: «a me non piace, sembra un casermone»; «ovunque ti giri si vede il cubo di cemento»; «è talmente fuori contesto...» e via di questo passo.

La nuova opera di Fuksas, che dovrebbe essere il nuovo simbolo della rinascita della città dopo il sisma del 1997, non convince nemmeno Ciro Lomonte, progettista e teorico noto a livello internazionale il quale dal 1988 si occupa di architettura per il culto e di arte sacra.
«Alcuni, entusiasti, hanno detto che la chiesa rende artistici i capannoni dei terremotati. A me sembra che renda ancora più angoscioso il paesaggio. Del resto è coerente col modo di lavorare di Fuksas, che è molto abile nelle trovate, cosa tipica dell'arte di oggi».
Secondo Lomonte, l'architetto ha voluto realizzare esaltare l'effetto verticale dell'edificio rispetto a quello orizzontale.
«Fuksas ha detto di essere attratto dal Motu Proprio di Benedetto XVI», spiega Lomonte, «ma io non so che cosa abbia letto o se abbia utilizzato lenti deformanti. Non lo convince la tipologia assembleare, le chiese circolari in cui il popolo sta attorno all'altare, quindi ha detto di voler recuperare le navate. Poi, nel concreto, viene fuori un cubo che ricorda la Kaaba. Le tre navate che sostiene di avere realizzato sono ricavate con setti murari che scendono dall'alto e servono a convogliare la luce sui lati. Sono effetti scenografici buoni per una sala conferenze, per uno spazio espositivo, non per una chiesa. Coerentemente, Fuksas ha utilizzato cemento a faccia vista, superfici nude, nessuna immagine. Cose che vanno bene per uno spazio in cui fare meditazione trascendentale, non certo per una chiesa cattolica. Ambienti come quello non sono adatti al culto cristiano».*

Fonte Libero, 25 Aprile 2009. * Correzioni apportate al testo originale su espressa indicazione dell'intervistato.


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Massimiliano Fuksas, Chiesa di San Giacomo, Foligno.


di Michele Porcu

Una scatola nella scatola, sospesa.
Un monolite criptico chiuso all’intorno, quasi inaccessibile, astratto.
Due volumi, due parallepipedi che tendono al cubo, quello esterno largo 22,50, lungo 30 e alto 26 metri, quello interno posto a 3 metri dal pavimento e dalle pareti del volume esterno.

Il primo è in calcestruzzo armato a vista; il secondo – un velario con struttura in acciaio e finitura in intonaco di cemento alleggerito – viene appeso per mezzo di travi in acciaio posizionate in copertura. Chiesa più a pianta centrale che basilicale, con il nucleo ad aula dedicato alle funzioni liturgiche, propone nello spazio perimetrale, quasi un peristilio interno senza colonne, una ridefinizione dell’idea di atrio, di navata laterale e di presbiterio.

L’edificio si apre all’esterno con una larga e bassa feritoia ritagliata in un fronte del tutto cieco (così come senza aperture è la parete opposta): un ingresso rialzato al quale si accede dopo aver percorso una rampa, sorta di sagrato in pendenza.

Fondativo è il dialogo con il cielo, fatto di visuali passanti e luce. L’uso della luce naturale con valore metaforico ed emozionale nell’architettura religiosa, attuato mediante finestre differenti a collocazione libera, ci rimanda a Le Corbusier.

Le profonde strombature delle aperture rettangolari di Ronchamp – qui irregolari come nel patio di villa Nemazee di Ponti a Teheran – vengono sdoppiate e amplificate tramite i volumi di congiunzione, proiezioni materializzate dei vuoti scavati nelle pareti, che definiscono una rete spaziale fatta di passaggi aerei diagonali sopra le due “navate” laterali.

Ma la luce entra anche dall’alto, perimetralmente a illuminare con continuità lo spazio interstiziale, e quasi al centro, in corrispondenza dell’altare, attraverso tre finestre orizzontali rettangolari.

Al corpo della chiesa si affianca un parallelepipedo allungato – disegnato con una partitura tradizionale di finestre, e finito con intonaco grigio (60x12, alto 7 metri) – dedicato alle funzioni complementari.

Un corpo vetrato che include la cappella feriale e il confessionale collega i due edifici. Confrontando la chiesa – la prima progettata e realizzata nella poliedrica e straordinariamente eclettica produzione di Fuksas – con il progetto di concorso per la sinagoga di Dresda del 1997, sembra che la spazialità religiosa venga risolta ambientalmente imponendo la potenza totemica dell’oggetto architettonico (nella piana periferica di Foligno come nel centro di Dresda, il cubo funzionalmente non riconoscibile è un landmark inaspettato e alieno da osservare da lontano); internamente, nello spazio della spiritualità e del raccoglimento, giocando sul rapporto dimensionalmente fuori-scala tra uomo e vuoto, che trova una mediazione simbolico-evocativa nella luce naturale.


Fonte Corriere della Sera

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La cronaca dell'evento

Inaugurata la chiesa di Foligno disegnata da Fuksas. Il Vescovo SIgismondi: "Disegna un dialogo tra cielo e terra".



E' stata inaugurata oggi pomeriggio la nuova chiesa di Foligno, voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana e disegnata dall'architetto di fama internazionale Massimiliano Fuksas.

La solenne liturgia della dedicazione della nuova chiesa si è svolta alle ore 17, alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose del territorio. La cerimonia è iniziata alle 17 in punto sotto una pioggia battente, che non ha scoraggiato le centinaia di fedeli presenti. Le maestranze che hanno costruito la nuova chiesa hanno simbolicamente consegnato le chiavi dell'edificio al vescovo di Foligno monsignor Gualtiero Sigismondi, che ha così aperto alla comunità le porte della chiesa.

Accanto a monsignor Sigismondi, l'arcivescovo di Firenze monsignor Giuseppe Betori, segretario generale della Cei quando nel 2001 è stato approvato il progetto per la costruzione di questo innovativo modello architettura sacra. Monsignor Betori ha definito la nuova chiesa un simbolo della rinascita di Foligno dopo il terremoto del 1997 e un innovativo modello arte sacra, che proietta la spiritualità oltre i canoni classici.

Al suggestivo rito di apertura e alla solenne cerimonia dedicazione della chiesa era presente anche l'architetto Massimiliano Fuksas. Il progettista, piuttosto emozionato, ha detto di aver costruito a Foligno l'opera più intensa ed importante della propria esistenza. La solenne cerimonia - presieduta dal vescovo di Foligno - è poi proseguita con la consacrazione di tutti gli spazi e gli arredi sacri della chiesa.

Molto intensa la riflessione di monsignor Sigismondi, che durante l'omelia ha detto:
«Si tratta di un complesso edilizio che, essendo slanciato e proiettato verso l'alto, disegna un dialogo tra cielo e terra, che consente di intuire che la Chiesa pellegrina sulla terra si configura come vera e propria cripta della basilica della nuova Gerusalemme, la città santa che, come dice l'Apocalisse, "è a forma di quadrato: la sua lunghezza è uguale alla larghezza" (cf. Ap 21,16); immediatamente dopo l'Autore sacro precisa che "la lunghezza, la larghezza e l'altezza sono uguali", lasciando intendere che è a forma di cubo!».
«Si tratta - ha sottolineato ancora monsignor Sigismondi - di un edificio di culto che, essendo inondato dalla luce del Sole, i cui raggi entrano trasversalmente e verticalmente, vuole sottolineare che la Chiesa "non brilla di luce propria", ma della luce di Cristo, "Sole di giustizia" ».
«Si tratta - ha affermato ancora il vescovo di Foligno - di un complesso che, facendo dell'altare il punto di contatto e di tangenza tra il piano orizzontale e quello verticale, rende plastica l'esclamazione che ancora oggi, nella celebrazione eucaristica, viene rivolta alla comunità credente: Sursum corda».
Il nuovo edificio sacro - un cubo di cemento armato alto 25 metri e costruito su un gioco di luci naturali che proietta lo sguardo verso l'infinito - è stato intitolato a San Paolo, l'apostolo delle genti.Il complesso parrocchiale sarà a servizio dell'Unità Pastorale "Giovanni Paolo II", costituita dalle parrocchie di Budino, Cave, Maceratola, Fiamenga e San Giacomo e guidata dal parroco don Giovanni Zampa. Ed ecco il testo integrale dell'omelia del vescovo Gualtiero Sigismondi: [...]


Fonte TuttOggi

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Complesso parrocchiale San Giacomo

Foligno, Italia
2001.2009


Oggetto Complesso Parrocchiale San Paolo
Tipo: Progetto realizzato
Cliente: Diocesi di Foligno, Conferenza Episcopale Italiana
Lotto di intervento: 20690 Mq
Edificio Chiesa: 610 Mq
Complesso Parrocchiale: 1300 Mq
Progetto: Massimiliano e Doriana Fuksas
Strutture: Ing. Gilberto Sarti
Impianti: A.I. Engineering
Interventi artistici: Enzo Cucchi, Mimmo Paladino
Impresa di costruzione: Ediltecnica spa
Arredi sacri in pietra FUKSAS DESIGN: Scalpellino Maurizio Volpi
Arredi in legno FUKSAS DESIGN: Falegnameria Bertini
Corpi illuminanti FUKSAS DESIGN: Iguzzini illuminazione

Il progetto nel 2001 è risultato vincitore del concorso nazionale bandito dalla Conferenza Episcopale Italiana per la costruzione di una nuova Chiesa. La Giuria ha così motivato la scelta: “come segno deciso e innovativo, che risponde alle ricerche internazionali più avanzate, divenendo il simbolo della rinascita della città dopo il sisma”.

Il nuovo Complesso Parrocchiale S Paolo progettato dagli Architetti Fuksas, è un monolite di geometria pura, una scatola nella scatola. Sono due gli elementi architettonici principali che si identificano anche con le funzioni del centro religioso. Il primo elemento, l’edificio Chiesa, è costituito da due parallelepipedi inseriti l’uno nell’altro. Il secondo elemento, anch’esso di forma parallelepipeda ma allungato e basso, ospita la Sagrestia, i locali del Ministero Pastorale e la Casa Canonica. Un terzo corpo, di dimensioni minori, unisce questi ultimi due.

I fasci di luce attraversano e legano tra loro i parallelepipedi e tramite le loro intersezioni creano una serie di aperture che illuminano l’aula, indirizzandosi verso gli elementi principali, l’Altare, l’Ambone e la Fonte Battesimale.

La sospensione di un volume all’interno di un altro. Vedere attraverso il cemento il cielo, dall’esterno, all’interno, all’esterno". Massimiliano Fuksas.

Il Maestro Enzo Cucchi ha realizzato per l’esterno della Chiesa, la monumentale scultura “Stele-Croce”, alta 13.50 metri, in cemento e marmo bianco di Carrara, che diventa essa stessa elemento architettonico. Il Maestro Mimmo Paladino ha creato le 14 stazioni della Via Crucis.

Gli arredi Sacri, le panche e i corpi illuminanti sono stati progettati da Fuksas Design.


Fonte Massimiliano Fuksas.

Photo copyright © Massimiliano Fuksas 2009 e TuttoOggi 2009.

23 commenti:

ste ha detto...

leggo che questa chiesa viene considerata "simbolo della rinascita dopo il sisma".
Speriamo che l'Abruzzo dopo il terremoto si salvi almeno dalle calamità architettoniche...

Caterina63 ha detto...

...non ho parole, userò allora una Lettera di santa Caterina da Siena al card. di Ostia citata per altro da Paolo VI nella sua Lettera per il Dottorato conferito alla santa senese...

implora (e ammonisce) così la Santa Patrona d'Italia:

Oimè, oimè, disaventurata l'anima mia! Aprite l'occhio e ragguardate la perversità della morte che è venuta nel mondo, e singolarmente nel corpo della santa Chiesa. Oimè, scoppi il cuore e l'anima vostra a vedere tante offese di Dio. Vedete, padre, che 'l lupo infernale ne porta la creatura, le pecorelle che si pascono nel giardino della santa Chiesa; e non si trova chi si muova a trargliele di bocca. Li pastori dormono nell'amor proprio di loro medesimi, in una cupidità e immondizia: sono sì ebbri di superbia, che dormono e non si sentono, perchè veggano che il diavolo, lupo infernale, se ne porti la vita della Grazia in loro e anco quella de' sudditi loro. Essi non se ne curano: e tutto n'è cagione la perversità dell'amore proprio.

Oh quanto è pericoloso questo amore nelli prelati e nelli sudditi! S'egli è prelato ed egli ha amore proprio, egli non corregge il difetto de' suoi sudditi; perocchè colui che ama sè per sè, cade in timore servile, e però non riprende. Che se egli amasse sè per Dio, non temerebbe di timore servile; ma arditamente con virile cuore riprenderebbe li difetti e non tacerebbe nè farebbe vista di non vedere. Di questo amore voglio che siate privato, padre carissimo. Pregovi che facciate sì che non sia detta a voi quella dura parola con riprensione dalla prima verità, dicendo: «maladetto sia tu che tacesti».
Oimè, non più tacere!

Gridate con cento migliaia di lingue. Veggo che, per tacere, il mondo è guasto, la Sposa di Cristo è impallidita, toltogli è il colore, perchè gli è succhiato il sangue da dosso, cìoè che il sangue di Cristo, che è dato per grazia e non per debito, egli sel furano con la superbia, tollendo l'onore che debbe essere di Dio, e dannolo a loro; (..)

Oimè! ch'io muoio, e non posso morire. Non dormite più in negligenzia; adoperate nel tempo presente ciò che si può. Credo che vi verrà altro tempo che anco potrete più adoperare; ma ora pel tempo presente v'invito a spogliare l'anima vostra d'ogni amore proprio, e vestirla di fame e di virtù reale e vera, a onore di Dio e salute dell'anime. Confortatevi in Cristo Gesù dolce amore: chè tosto vedremo apparire i fiori.

Anonimo ha detto...

Il paragone con la kaaba mi sembra calzante (che si preparino gia' per una conquista islamica). Senza nemmeno una corce al di fuori. Ci vuole impegno per realizzare un edificio cosi' brutto ed inquietante.

Caterina63 ha detto...

...mio figlio di 16 anni al quale ho chiesto un parere solo facendogli vedere le immagini, mi ha risposto:
E' OPPRIMENTE....DOVE STA DIO E COME FACCIO A MEDITARE SE MI INCOMBE SULLA TESTA TUTTO QUEL CEMENTO ARMATO?


ce lo chiediamo, ma dove stanno i VESCOVI per darci delle risposte? e padre Augè dove è finito con i suoi commenti? quale Liturgia potrebbe mai arrichirci in un posto del genere?
è questo che ha ordinato il Concilio?

Anonimo ha detto...

ma si chiama San Giacomo o san Paolo?
Viene chiamata in 2 modi!

ste ha detto...

Nè San Giacomo, né San Paolo... la chiesa è dedicata a San Massimiliano Fuksas!

Anonimo ha detto...

Sono state sconsacrate e ridotte a edificio profano chiese architettonicamente belle non sarà difficile, quando un domani siederà sulla cattedra episcopale di Foligno un vescovo coi piedi per terra e la testa sulle spalle, che non si lasci entusiasmare da una colata di cemento.
Arriverà anche questo. Con pochi interventi di illuminotecnica sarà una disco fantastica.

Anonimo ha detto...

A mali estremi, estremi rimedi.
Non firmare più per l'8xMille alla CEI, ma fare offerte a istituzioni cattoliche di provata ortodossia e zelo per il Signore. Appelli, studi, suppliche - è ormai acclarato - non servono a nulla di fronte a tanta perdurante protervia.

Ema - Cremona

ste ha detto...

Forse gli appelli non serviranno a molto, ma un segnale va in qualche modo lanciato a chi di dovere. Il problema non è una sola chiesa brutta, ma una sistematica volontà di diffondere questa e altre porcherie mediante i cosiddetti "Progetti Pilota" C.E.I.(questo è un altro esempio: http://www.gesuredentore.it/Chiesa/Index.html )
Tempestiamoli di email, facciamo sapere loro che il cubo di Fuksas non ci piace e che non abbiamo nessun bisogno di "progetti pilota" ma solo di chiese che sembrino chiese:

Diocesi di Foligno: info@diocesidifoligno.it
Ufficio CEI per l'Edilizia di Culto: edculto@chiesacattolica.it
Ufficio Liturgico Nazionale: uln@chiesacattolica.it
(se trovate altri indirizzi ben vengano...)

Anonimo ha detto...

na cosa davvero inquietante,ma piu' inquietante è l'intervista rilasciata oggi ai tg dal vescovo che ha citato la Lumen Gentium per giustificare la chiesa e Betori che vanta un otto per mille per progetti pilota chissà perchè tutti nella stessa direzione.Una vergogna davvero.Davvero non se ne può proprio piu'.Un parroco di campagna.

bedwere ha detto...

Pregare nel cubo? Gridare nell'incubo!

Anonimo ha detto...

L'idea di stornare altrove l'otto per mille mi pare buona. Per quest'anno, facendoglielo sapere e motivando con questo obbrobbrio.
Forse è l'unico argomento che intendono.

Caterina63 ha detto...

..già un vero in-cubo!!!

prendersela con l'8xmille non è giusto però... la CEI ha potuto stanziare molti aiuti non solo all'Abbruzzo per il terremoto ma anche aiutare molte famiglie italiane per la crisi economica grazie a queste entrate...non lasciamoci prendere dal disfattismo...

ho già inviato una email agli indirizzi riportati da ste, al quale ho aggiunto il Culto Divino:

cultdiv@ccdds.va

^__^

inopportuno ha detto...

Ecco cosa porta
essere a favore
della messa in latino,
si torna al sacro pagano.

Meno liturgia
e più vita reale,
per favore,
per favore,
per favore,
per favore,
per favore

Anonimo ha detto...

Allora può essere vita reale andare a mettere una carica di tritolo alle strutture portanti di quello schifo?
Più liturgia e più Presenza Reale!
Approvo il discorso menato circa l'8X1000 mi sembra che da un po' di tempo la ragioneria prevalga sulla santità del corpo episcopale italiano: dunque tocchiamo loro il portafoglio; per una santa causa.
A.H.

Caterina63 ha detto...

inopportuno ha detto...
Ecco cosa porta
essere a favore
della messa in latino,
si torna al sacro pagano.

Meno liturgia
e più vita reale,

******************
chi sei un neocatecumenale??? solo Kiko insegna infatti che nella Chiesa sarebbe entrato il sacrificio PAGANO....^__^

ti invito a leggere e a studiare il Catechismo della Chiesa Cattolica:

L’idea di sacrificio c’è sempre stata nella Chiesa. Non sono stati i pagani ad introdurla (cfr.CCC nn. 1323, 1330, 1337, 1341 e 1365). mentre Kiko insegna il contrario:

"Che cosa è avvenuto nell'Eucaristia dal IV all'VII secolo. Così troviamo che entrano nella liturgia tutta una serie delle religioni naturali: offrire a Dio cose, per placarlo; sacrifici, agnelli, cose varie ..... Adesso questa gente che entra nella Chiesa torna a quello che già il popolo d’Israele aveva superato e comincia a vedere nella liturgia, cristiana i riti religiosi pagani". (Orientamenti catechechisti di Kiko Arguello pag. 320).

*************************

il favore faccelo tu...dileguati!

^__^

Anonimo ha detto...

Cara Caterina, anche qui vale il principio del "buon padre di famiglia": vogliamo sapere dove vanno a finire i nostri soldi, tutto qui.
L'8xMille è un pappone indigeribile. Qui a Cremona, per esempio, si stanno raccogliendo le offerte per la erigenda Chiesa del Santo Volto, con una Confraternita nata per questo scopo.
Costruiremo una chiesa, non un inceneritore.

Ema - Cremona

Caterina63 ha detto...

Cara Emma....quando fo una donazione, quel soldo donato, non mi riguarda più...^__^
se chi l'ha ricevuto lo spenderà male, risponderà a Dio per questo... la vedova non si pose questo problema, nè si pose la domanda dove andasse a finire il suo obolo, Gesù la elogia per questa donazione e non perchè si domandasse come l'avrebbero speso...

Nel sito sull'8xmille c'è scritto come vengono spesi, una quota va anche alla costruzione di queste "nuove" chiese che il tempo, le intemperie....un terremoto "non lascerà pietra su pietra"....^__^
lamentiamoci pure di come costruiscono, ma non togliamo "l'obolo" al Tempio...
^__^

Fraternamente CaterinaLD

Anonimo ha detto...

Caterina è un'eroina: vuol mettersi a discutere coi superdogmi di san Kiko e le sue nozioni di storia liturgica.

La Chiesa era immersa nelle tenebre del paganesimo dalle quali è poi venuto san Kikino a liberarla restituendogli la vera liturgia cristiana.

Anonimo ha detto...

Amen.

Vita reale?
Se dovessi trovarmi davant quell'orrore tutti i giorni (anche senza mai entrarci), la mia vita reale non potrebbe che esserne influenzata. La bellezza libera, l'orrore opprime.

Caterina63 ha detto...

Anonimo ha detto...


La Chiesa era immersa nelle tenebre del paganesimo dalle quali è poi venuto san Kikino a liberarla restituendogli la vera liturgia cristiana.

***********

ergo la seconda che hai detto, non ti pare?

^__^

Anonimo ha detto...

Anche questo Kiko
a suo tempo, pentito, correra' a confessarsi e a fare la comunione in ginocchio e alla balaustra.

bedwere ha detto...

Contesto l'opposizione vita reale vs. liturgia, anche se non mi meraviglia in un mondo non piu` cristiano.
La liturgia ci mette a contatto tramite i Sacramenti (o Misteri, come dicono i Bizantini) con le realta` eterne della nostra salvezza: ecco Cristo che i profeti attendenvano, ecco Cristo che ci insegna la nuova legge, ecco che si sacrifica al Padre, morendo per i nostri peccati, ecco che tramite Cristo lo Spirito Santo santifica i doni che diventano il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinita`, ecco che anche noi possiamo partecipare nella vita reale, la vita eterna, la vita di figli di Dio.